Mi avvio verso la casa del medico a passo svelto e poco prima di raggiungerla scorgo Erald.
Lo chiamo: "Ehi Erald!" Mi avvicino a lui correndo, anche per scaldare un po' i muscolosi intirizziti.
Lui si volta sorridendo: "Ciao, come stai stamane?"
"Benissimo, grazie. E tu invece?" Lo guardo attentamente, dalla testa ai piedi.
Lui inclina la testa di lato e con tono confuso dice: "Perché me lo chiedi? Eri tu sul punto di morte..."
Abbasso lo sguardo, imbarazzata: "Beh, ecco, così per dire. Eri molto stanco ed ero preoccupata per te. Ma come sono andati i tuoi affari?" Il cambio repentino del discorso lo fa sorridere.
"Bene, molto bene. Ho anche preso due zaini e delle provviste per il nostro viaggio. Direi che possiamo salutare e poi partire."
"Ottimo, sì, non vedo l'ora di tornare a New York."
Dopo aver ringraziato Darin sia per avermi salvato la vita che per avermi dirottato sulla biblioteca, io ed Erald ci incamminiamo.
Erald è davanti a me e fa il passo, io finalmente riesco a camminare eretta senza dolori o ferite che sanguinano e questo è già un miglioramento. Anche essere vestita e calda mi provoca un brivido di piacere sulla schiena. Non mi sento più vulnerabile né sfinita, esausta, e la bella giornata di sole mi ha messo di buon umore. Se non fosse che molto probabilmente stiamo andando incontro ad una trappola... ma ora non voglio pensarci. Solo l'idea di sapere che presto sarò di nuovo a casa, che potrò finalmente riabbracciare Simon, dopo tutti questi mesi, mi riempie il cuore di gioia pura.
"Perché sorridi?"
Ma ha gli occhi dietro la testa?
"Uh, cosa? Ah niente, stavo pensando a casa. Non vedo l'ora di essere di nuovo lì. Come hai fatto a capire che sorridevo?""Hai fatto un sospiro e il tuo battito cardiaco ha cambiato ritmo, lo fai quando sorridi. Comunque capisco perché il solo pensarci ti metta di buon umore. È una bella sensazione sapere di poter tornare da qualcuno che ti ama..."
Dopo qualche secondo riprende a parlare: "Ho deciso di fare la strada più lunga per arrivare al portale. Ci impiegheremo circa due giorni, ma in questo modo potremo arrivare da una zona più nascosta che i nostri aguzzini non si aspettano e che quindi, spero, abbiano lasciato scoperta e non presidiata. Oddio, non sono così ottimista ma di certo sempre meglio che seguire il percorso più diretto e scontato verso il nostro obiettivo. Che ne pensi?""Mi sembra un'ottima idea e di certo dopo tutto questo tempo, un giorno in più non fa alcuna differenza. Tu cosa farai una volta arrivato?"
"Prima mi assicurerò che tu arrivi sana e salva dal tuo Simon, poi si vedrà."
Continuiamo a camminare con passo spedito e dopo qualche minuto di silenzio gli rispondo: "Erald non hai nessun obbligo nei miei confronti. Anzi, direi che sono io indebitata con te ormai, prima per avermi salvato dall'annegamento e poi dal morire dissanguata. Non mi devi nulla. Voglio piuttosto che tu mi dica cosa posso fare io per te una volta arrivati dall'altra parte. Ti devo molto, te l'ho già detto e non mi stanco di ripeterlo."
"Mmmh, no, dal mio punto di vista siamo pari perché hai deciso di non uccidermi nell'arena e soprattutto mi hai fatto evadere. Quindi per me nessuno è in debito con nessuno, ma permettimi comunque di venire con te da Simon, di aiutarti. Non sappiamo quanto tempo sia passato e cosa troveremo dall'altra parte, quindi insieme siamo più forti e possiamo coprici le spalle.."
"Certo, hai ragione, non sappiamo cosa ci aspetti di là e questo mi inquieta. Di sicuro avere un compagno di disavventure fa bene ad entrambi."
Dopo qualche ora ci fermiamo a mangiare.
Ad un tratto Erald tira fuori dal suo zaino qualcosa avvolto in un panno e lo appoggia sulle gambe.
"Senti, dato che mi hai detto che quei bastardi oltre alla libertà ti hanno rubato la tua spada e che ti sentivi nuda, indifesa senza, ti ho fatto un regalo." A quel punto mi porge il panno.Lo prendo e lo scarto e mi sento un po' come una bambina il giorno di Natale.
Dentro c'è un Katana di ottima fattura, lunga circa cinquanta cm, con il manico semplice ma ricamato con colori sui toni del marrone e del nero.
"Io, io... non so cosa dire Erald. Sembra un'ottima spada e ti sarà costata parecchio. Perché lo hai fatto?""Vedila così, io ho la mia forza e le mie unghie e al mio partner serviva qualcosa per difendersi da questi bastardi che ci corrono dietro. Posto che ormai lo so benissimo che non sei un'umana qualunque. Cioè sei umana, ma non sai di preda, di carne, hai un odore del tutto neutro, fresco. Poi quello che fai è straordinario, sembra magia ma non lo è. Non ti dico di dirmi cosa sei, se ancora non ti fidi di me, è giusto così. Un aiutino in più però non fa mai male e una spada ti ci voleva proprio. Ora poi che ti vedo con quella in mano, sembri più completa, più a tuo agio, come se ti avessi restituito un arto."
Abbasso la testa, mentre quasi distrattamente accarezzo la lama affilata. Cosa posso dirgli? Gli devo svelare il mio segreto o lo metto ancora di più in pericolo? Ma ormai ha senso tenerlo nascosto? Anche il capo della Triade sa chi sono veramente e se prima aveva solo dei sospetti, ora ne è certo e mi darà la caccia finché non mi avrà ucciso o ricatturato.
Erald si è guadagnato la mia fiducia e ormai ha visto talmente tanto che gli serve solo dare un nome a quello a cui ha assistito in queste settimane."Va bene, ti spiegherò tutto, ma sappi che sono informazioni pericolose e che questo potrebbe metterti ancora di più nei guai con la Triade."
"Più di quanto già non sia? Ne dubito." Lo dice sorridendo, con quel ghigno furbo che gli coinvolge anche gli occhi e gli causa una fossetta sulla guancia destra.
"Ok, cerco di darti la versione breve. Però dopo voglio che anche tu mi parli di te. Sei un ghepardo potente, tanto da poter essere un capo branco e voglio sapere perché sei solo e ti dedichi al contrabbando invece che guidare la tua gente."
I suoi occhi verde smeraldo si rattristano immediatamente e si sposta un po' all'indietro come se lo avessi colpito con un pugno.
Annuisce: "Va bene, è giusto così. Tu mi parli di te ed io ti svelerò i miei oscuri segreti. Mi sembra corretto. Parti tu però, perché ho chiesto prima io." Gli torna il sorriso furbo e la vivacità nello sguardo; è di nuovo il ghepardo forte, spavaldo ed insolente che ho imparato a conoscere e apprezzare.Dopo avergli raccontato tutto, anche se in una versione più sintetica, compreso la lotta mia e di Simon per impedire che la Triade prendesse il sopravvento, lui rimane silenzioso e molto pensieroso. Lo lascio rimuginare in pace su quanto gli ho appena svelato.
Fa un sospiro rumoroso e dice: "Cavoli, pensavo fossi speciale ma questa è tutta un'altra storia. E poi tu e Simon avete un ruolo centrale nella lotta contro la Triade. A me hanno catturato non molto tempo dopo di te, ma quando ero ancora a New York la situazione stava già velocemente degenerando e temo cosa troveremo una volta arrivati."
"Anche io, ma ora dimmi di te. È il tuo turno."
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The Bounty Hunter - Hunted (Vol. 4)
FantasyIl mondo è cambiato da tempo: sono ormai più di 60 anni che gli esseri umani non rappresentano la specie dominante e le Autorità hanno dovuto creare delle leggi specifiche per evitarne la completa estinzione. Makhaira è un'eccezionale bounty hunter...