V.

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E dopo aver "roteato gli occhi della mente" , si decise ad ascoltare ciò che la suddetta ragazzina stava cercando di comunicargli.

Ginny: " Allora... Come ti senti?"
Harry: "Beh, intendi fisicamente o psicologicamente?"
Ginny: "... Mmmh, entrambe?"
Harry: "Fisicamente sto bene, insomma ho dormito per una settimana intera, anche se...ora che mi ci fai pensare ho un certo languorino."
Ginny: "Har, mio fratello ha una pessima influenza su di te." disse ridendo.
Harry: "Non immagini quella che Hermione ha su di noi.
Credevamo di essere noi quelli dalla cattiva influenza su di lei...invece credo sia sempre stata lei la pazza del gruppo. Ricordi quando ti raccontammo della pozione polisucco? Io non sapevo nemmeno cosa fosse una polisucco... Credevo fosse un frutto magico o simile.-"
Ginny: "Hahahaha. Ok, ok, campione ora dimmi come ti senti - "
Harry: "Ah e poi fu sempre sua l'idea di salvare Fierobecco usando la Giratempo, se penso a quanto abbiamo rischiato, uh e il pugno che si beccò Malfoy, è stato ICONICO, per non parlare-"
Ginny: "Harry...sai che cosa intendo."
Harry: "-di quando al quinto anno ha proposto di fondare l' Esercito di Silente. Ha praticamente organizzato un'insurrezione armata a scuola. Un colpo di stato a tutti gli effetti. Ormai è arrivato il momento di ammetterlo che è sempre stata lei l'avventuriera-"
Ginny: "Harry James Potter!"
E il ragazzo si ammutolì di colpo, così come aveva fatto solo poco prima il suo migliore amico.
Erano consapevoli che, contraddire una sola delle due ragazze quando arrivavano a pronunciare il loro nome per intero, equivaleva a scegliere: morte.
Lenta ...e probabilmente dolorosa.

Ottenuta la completa attenzione del ragazzo, la rossa poté continuare.
Ginny: "Harry da quant'è che stiamo insieme? Da quant'è che ci conosciamo? Te lo dico io. Abbastanza da capire che stai cercando di evitare qualcosa. Abbastanza da capire che ti turba, qualcosa. "

In silenzio, si guardarono negli occhi, ancora una volta.
E capirono.
Ciò che si era rotto, era la natura del loro affetto.
Dopo una breve pausa, la ragazza riprese.: "So a cosa stai pensando. È la stessa cosa che sento io. Ed è giusto che sia così. Ciò che è successo ha avuto un motivo, e per lo stesso motivo è terminato. La natura di tutto ciò potrà anche essere cambiata..."
La ragazza si fermò un attimo per la sciar scorrere una piccola lacrima sul suo viso dai lineamenti delicati.
La vide prendere un respiro. Sorrise, delicatamente, sinceramente, e con il cuore più leggero finì così il suo discorso: " La natura di ciò che ci lega potrà essere cambiata, ma non la sua forza. Io e te siamo legati Harry.
Io per te ci sarò sempre.
Così come so che tu ci sarai per me, sempre."

Harry aveva gli occhi colmi di lacrime. Non era stato detto nulla esplicitamente. Una persona qualunque che avesse assistito a quello scambio di battute dall'esterno, non avrebbe capito una pluffa di ciò che si erano detti. Ma il messaggio arrivò forte e chiaro a Harry, che si sentì sollevato dal fatto che ciò che provava era ricambiato, commosso dalla belle parole di Ginny, e solo infine triste, ma solo un po'. In fin dei conti lui e la sua cotta stratosferica dai tempi del quinto anno si erano appena lasciati.
Chiunque sarebbe triste.
La tristezza fortunatamente venne subito sostituita dalla consapevolezza di ciò che Ginny gli aveva detto : lei ci sarebbe sempre stata per lui, e lui avrebbe fatto lo stesso.
Era sempre stato così. E continuerà ad esserlo.
La breve parentesi rosa che si era aperta tra loro non avrebbe fatto altro che rafforzare la loro amicizia.
Con il cuore più leggero Harry riuscì a dire solo una parola: "Grazie." perché era ciò che sentiva davvero.

Restarono a parlare ancora per un po'. In generale era Ginny che informava Harry degli avvenimenti recenti: dei lavori ad Hogwarts, di come la maggior parte dei mangiamorte fosse stata catturata, di come però nessuno avesse ancora avvistato i Malfoy, fuggiti dopo la battaglia.

La mia Epifania Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora