VIII.

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Fece per andare a dormire ma il "crac" della smaterializzazione lo congelò sul posto. Per un attimo credette che girandosi avrebbe visto di nuovo quella chioma platinata. Restò leggermente deluso quando in realtà vide una chioma molto più rossa di quella che si aspettava.
La delusione durò poco.

Ron aveva fatto irruzione a Grimmauld Place con una busta intera di ogni genere di schifezza e, per la felicità di Harry, di cioccorane.

/FLASH BACK/
Alla tana

Harry: " Scusatemi"
Nessuno riuscì a fare niente pirima di vedere Harry correre via.
Molly: "Harry! Oh caro, per la barba di Merlino, torna indietro..."
Ginny: "No mamma... Lasciamolo andare"
Herm: "Molly, dia retta a Ginny. Se conosco bene Harry, sono abbastanza sicura che in questo momento abbia bisogno di stare da solo."
Molly: "Povero ragazzo...ma voi che siete i suoi amici, o magari Ginny... uno di voi potrebbe seguirlo e assicurarsi che almeno stia bene."
Ron: "Mamma, davvero non preoccuparti. È una situazione molto difficile per Harry, ma non è che lui abbia mai affrontato situazioni più semplici. È venuto a contatto con una realtà troppo dura per essere affrontatata in un colpo solo.
Cerca di capirlo. "
Ginny: "È vero mamma, Ron ha ragione...nessuno gli aveva ancora parlato direttamente di come si sentisse...riguardo la guerra.
È succeso tutto troppo velocemente. Hai visto anche tu che faccia aveva quando ha guardato George..."
George: "È vero! Per un momento ho temuto che scoppiasse a piangere. Non sono così sicuro che sarei riuscito a consolarlo. "

Allora tutti si girarono a guardare George, quasi sconvolti. Non sorrideva, questo no. Ma era la prima volta che si intrommetteva in una conversazione, ed era anche la prima volta che parlava così tanto, figuriamoci una pseudo battuta.

Dopo la morte di Fred, il gemello aveva perso tutta la peculiare vitalità che possedevano, come se la morte del fratello avesse avuto su di lui lo stesso effetto di un dissennatore.
Si esprimeva in monosillami o brevi frasi, e solo se interpellato direttamente. Per questo, quando parlò, rimasero tutti così sconvolti.

Ormai nessuno sapeva cosa fare per coinvolgerlo. Aveva deciso di dare il tutto per tutto nel negozio che condivideva con il fratello, e anche se non aveva più creato alcun aggeggio (cosa che prima avveniva almeno ogni 2 giorni), era l'unica cosa che ancora lo tranquillizzava.
Perché quel luogo era pregno dell'essenza, della fantasia di Fred, della sua magia, della LORO magia.

Era l'unica cosa che rappresentava a pieno ciò che erano stati i gemelli Weasley. L'unica cosa che affermava l'esistenza di Fred, che diceva "io sono passato di qui ".

Ed era proprio questo ciò che riusciva a dare forza a George. Sapere che lui non era stato solo, che Fred era esistito, che avevano avuto qualcuno con cui ridere e scherzare, e darsi forza nei momenti più bui.

E George sarebbe andato avanti per mantenere vivo quel ricordo. Avrebbe per sempre portato con se, con onore, il fantasma dei gemelli Weasley.

A sdrammatizzare la situazione ci pensò Ginny:
"Io non avrei sopportato sentire piangere entrambi, se poi penso che si sarebbe aggiunta anche mamma..."
Molly: "Ginny!"
Herm: "Va bene Molly, forse è meglio rientrare. Se Harry dovesse decidere di tornare dovremmo fargli trovare almeno qualcosa di buono da mamgiare."
Molly: "Hai ragione cara. Ma credi davvero che vada bene così? Insomma, stare da solo quando sta così male..."
Herm: "Ecco..."
Ron: " Mamma, davvero è ok.
Ascolta, per undici anni ha dovuto imparare a contare solo sulle sue forze. Anche dopo averci conosciuto ha sempre affrontato i suoi drammi da solo.
È stato costretto ad imparare come autogestirsi, non riuscirebbe a farsi consolare nemmeno volendo.
Sono 7 anni che conosco Harry, e non una volta l'ho visto piangere.
Disperarsi, sì.
Deprimersi, anche.
Persino arrabbiarsi.
Ma mai una volta piangere.
Non vuole farsi vedere, non vuole farsi sentire. Non vuole esistere, per nessuno. Non vorrebbe condividere il suo dolore con nessuno.
Perché è così che ha sempre vissuto.
Il dolore lo ha accompagnato per così tanto tempo che ormai è praticamente una parte di lui, e lo custodisce gelosamente. "

La mia Epifania Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora