Il mattino dopo ci svegliamo poco prima dell'alba e ci incamminiamo con il sole non ancora sorto.
A parte qualche cenno e sporadica parola, sia io che Erald siamo silenziosi. Forse sentiamo il peso dell'ineluttabilità. In un modo o nell'altro oggi sarà finita.Dopo altre due ore di cammino, Erald si gira e mi dice di non fare rumore.
Iniziamo a muoverci furtivi nella boscaglia, osservando in modo maniacale tutto quello che ci circonda.
L'aria del mattino è frizzante e umida sotto le fronde degli alberi.
La foresta sembra tranquilla e i primi uccelli salutano l'arrivo del sole con grande entusiasmo, mentre qualche altro animale è già in attività, pronto a cominciare la giornata.
È come se le orecchie di Erald fossero tese e pronte a percepire qualsiasi suono fuori dall'ordinario. Vedo che la sua testa si gira in ogni direzione ad ogni minimo rumore di ramo spezzato o foglie spostate.Costeggiamo un torrente sulla destra e mano a mano il nostro percorso ci porta più in alto. Il fiume si allontana verso il basso e diventa sempre più grande e poderoso. Il rumore dell'acqua copre ogni cosa, ma sono sicura che Edald riesca a sentire anche altro, sempre in allerta.
Ormai siamo vicini al portale e per ora nessuno ci ha impedito di proseguire. È tutto calmo, forse troppo.
Continuiamo ad avanzare a passo svelto, a volte quasi correndo. Erald si avvicina al bordo del precipizio e noto che lì vicino c'è un immenso tronco caduto che permette di attraversare il fiume. È nero e umido per via dell'acqua che si addensa in nuvole di vapore e pieno di muschio verde acido che spicca sul colore scuro in modo disarmante. Rimango ad osservarlo quasi rapita.Poi la voce di Erald mi riporta sulla Terra: "Mak, dobbiamo attraversare. In questo modo arriviamo dall'altra parte risparmiando circa altre due ore di cammino, scendiamo la collina e raggiungiamo il portale da dietro. Sperando che sia lì..."
Annuisco, poi registro quanto ha appena detto e mi volto di scatto: "Scusa... cosa hai detto? In che senso speriamo sia lì?"
Lui mi sorride: "Ma no niente, sono sicuro che sia lì. È che questo portale si sposta sul territorio Ferie con il cambio delle stagioni, pur portando sempre a New York. Quando sono arrivato, prima che mi catturassero, sono passato proprio da qui e per fortuna la stagione è sempre la stessa...."
"E perché non me lo hai detto subito?"
"Avevamo problemi più urgenti come scappare e salvarti la vita? E poi la stagione non è cambiata anche se stiamo andando verso l'autunno ormai. È ancora lì. Anche perché per raggiungere il portale in autunno ci avremmo messo settimane."
Alzo gli occhi al cielo: "Quindi ci è andata bene. Ottimo direi, un po' di fortuna ogni tanto. Ok, dai, allora vai prima tu? Se l'hai già attraversato sai meglio di me dove è più sicuro mettere i piedi."
Lui senza neanche rispondermi si avvicina al baratro, fa un elegante salto e raggiunge il tronco. È davvero enorme, avrà una circonferenza di quasi due metri. Non dovrebbe essere troppo difficile mantenere l'equilibrio. Non so perché sono così restia e titubante, ma il mio istinto mi sta dicendo che c'è qualcosa che non va. Ovviamente non posso fare altro che andare avanti perché stare qui impalata non mi porterà da nessuna parte.
Con un sospiro salgo sul tronco ma senza l'agilità di Erald dato che le mie gambe sono decisamente più corte delle sue e non posso fare balzi sovrumani. Il rombo dell'acqua a diversi metri sotto di noi, qui è assordante. Sotto vedo la potenza dei flussi che si infrangono scorrendo veloci tra le rocce appuntite. Non credo che una caduta da questa altezza lascerebbe molte chance di sopravvivenza. Per lo meno non a un umano come me, mentre Erald se la potrebbe cavare. D'altronde anche se gli si staccasse una gamba, gli ricrescerebbe.Seguo i passi di Erald con attenzione e in poco tempo ci ritroviamo a metà strada. Ad un tratto metto il piede su un sasso e per un secondo perdo l'equilibrio, ma lo riacquisto velocemente. In quei pochi istanti vedo che Erald mi ha distanziato e subito dopo inizia il caos.
Sento un sibilo e una freccia colpisce Erald sulla spalla destra. Il colpo violento lo fa roteare su se stesso e quasi cadere nel vuoto. Non so come, ma riesce a mantenere l'equilibrio e la lucidità accovacciandosi sul tronco, grugnendo per il dolore.
Nello stesso istante urlo "Erald!". E senza più fare attenzione, mi lancio verso di lui, ma altri due sibili si susseguono. Uno mi passa poco sopra la testa e se non mi fossi mossa mi avrebbe trapassato la tempia, l'altro non manca il bersaglio, o quasi, e mi colpisce di striscio sull'avambraccio destro. Il dolore è immediato ma proseguo nella mia corsa.
Raggiungo Erald, lo aiuto a sollevarsi ed urlo "Corri!".Lui non se lo fa ripetere e insieme ci lanciamo verso la fine del tronco. I sibili delle frecce ci circondano, arriviamo alla fine e lui salta, poi fa una capriola e si porta al sicuro dietro le sterpaglie poco distanti. Anche io mi lancio, un altro sibilo e sento un bruciore al polpaccio sinistro. Atterro al suolo e rotolo su me stessa per evitare di spaccarmi le caviglie e poi mi tuffo nella boscaglia vicino ad Erald.
Ora sento solo il mio fiatone e il cuore che mi martella nel petto per la scarica di adrenalina.
Erald si gira verso di me con ancora la freccia che gli spunta dal petto e mi dice:
"Credo che l'effetto sorpresa non sia più un opzione."
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The Bounty Hunter - Hunted (Vol. 4)
FantasyIl mondo è cambiato da tempo: sono ormai più di 60 anni che gli esseri umani non rappresentano la specie dominante e le Autorità hanno dovuto creare delle leggi specifiche per evitarne la completa estinzione. Makhaira è un'eccezionale bounty hunter...