XXXXI

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Mi volto appena qualcuno mi afferra il braccio destro e sento il cuore in gola quando noto che si trattano di due uomini, caduti nell'alcool.
Il cuore pare andare così veloce e la paura massacrare ogni parte del mio corpo, accompagnata da grandi strizzoni alla pancia.
Uno di loro si avvicina ancora di più per accarezzarmi il volto, mentre cerco di difendermi, e l'altro borbotta qualcosa che non riesco a comprendere. Le loro mani sono così sporche e ruvide e i loro aliti sanno solo di alcool.
"Lasciami."tiro una ginocchiata, ma riesco per poco ad allontanarmi da loro. Quell'essere afferra nuovamente il mio braccio e mi accarezza il fondo schiena.
Gli occhi si gonfiano di lacrime non appena uno di loro scende con la mano. Nessuno passa di qui, nessuna persona si ferma per soccorrermi e le macchine non fanno nemmeno caso alla situazione.
"Che bella bambolina."continua uno di loro avvicinandosi al mio orecchio "Vorresti fare un giro nel mio letto?".
Tiro un altro colpo, ma sono due: è impossibile sfuggire. Cerco di divincolarmi dalla loro presa, ma il terrore ha serrato le mie gambe a terra.
"Non scappare dai."si avvicina ancora di più. Ma appena uno di loro mi palpa lentamente e riceve un mio schiaffo sul volto, sento un urlo provenire dalla strada.
"Che cazzo stai facendo stronzo!". Qualcuno si scaraventa addosso a quell'uomo, facendolo cadere a terra.
Solo appena incrocio i suoi occhi iniettati dal sangue, capisco che si tratta di Tom.
Un piccolo sollievo nasce dentro di me alla sua veduta, ma la preoccupazione aumenta appena lo sconosciuto afferra Thomas per un braccio, cercando di difendersi.
"Lascia stare la mia ragazza."lo prende per il colletto Tom, attaccandolo al muro. I suoi muscoli sono ben tirati e le vene fuoriescono dal suo collo.
"Impara a non lasciarla da solo, ragazzino."sghignazza.
"Non ne trovo problema, lurido essere. Vaffanculo, non toccarla con quelle mani!"strilla Tom appena l'altro si avvicina per sfiorarmi, e spinge ancora quell'uomo al muro.
"Sara, sali in macchina."mi ordina, con tono freddo, Philippe, affiancandomi. Ma non riesco a muovermi e non voglio farlo. Non posso lasciare qua Tom a discutere con due uomini comandati dall'alcool.
Noah interviene a corsa, ma essendo così preso dalla situazione, Thomas non se ne rende conto e prosegue ad urlare in faccia allo sconosciuto.
"La tua ragazza è così carina. Ah, ma aspetta. Tu sei Tom Felton e lei è la tua ragazza!"borbotta l'altro, scrutandomi dalla testa ai piedi, soffermandosi sulle mie curve. Così Tom mi si posiziona davanti ed urla ancora: "Non osare parlare così della mia ragazza. Non osare nemmeno guardarla in quel modo, lurido essere.". Dilata le narici e per un momento rivedo nascere in lui un Draco Malfoy. Poi lo rispedisce indietro e lui prosegue a difendersi, facendo lo stesso.
"Sara, vai in macchina."mi ripete ancora Philippe, come se io non riuscissi a difendermi.
"Vi conviene andarvene."urlo. E Tom, serrandolo al muro, continua: "Non voglio passare alle cattive maniere.".
"Ma noi vogliamo portarci a letto la tua ragazza, che ti piaccia o meno. È anche famosa."sghignazzano ancora, come se la situazione li divertisse tanto.
Ma a quel termine, vedo la vista di Tom oscurarsi. La sua forza si fa spazio nelle braccia, fino a lasciarli uno schiaffo sul viso.
Lo sconosciuto ride ancora, mentre si massaggia la guancia, prima di spingere Thomas indietro e dare spazio alla violenza.
"Porta Sara a casa."urla Tom a Philippe, incrociando per solo un momento il mio sguardo. E il mondo mi crolla sulle spalle.
"Tu rimani con me" si volta verso Noah che deglutisce ed annuisce.
"No, io rimango qua."impongo. Mi avvicino a Tom e cerco di allontanare quell'uomo.
Improvvisamente mi ritrovo a terra, con un forte dolore alla schiena.
"Non la devi toccare."urla ancora di più Tom, poi lo serra al muro nuovamente e prosegue: "Philippe porta Sara a casa. Questi bastardi non la passeranno liscia questa volta.".
Con tutta la forza nelle braccia, Philippe mi solleva e mi monta in macchina, partendo a tutta velocità. Non ho nemmeno il tempo di connettere.
"Philippe torniamo indietro."piagnucolo, cercando di uscire dall'autovettura, ma naturalmente ha chiuso a chiave tutte le portiere. Non dice una parola, fino a quando, in casa di Steve, bofonchia: "Non provare a cercarlo.".

Steve cerca di distrarmi, ma noto nei suoi occhi il riflesso della mia preoccupazione. Philippe fa avanti e indietro per la stanza, telefonando e conversando con più persone possibili.
"Cazzo sono le dieci!"lo sento strillare dalla stanza accanto. Ma improvvisamente, il campanello suona. Tutti e tre corriamo nella stessa direzione -Steve naturalmente ci mette un po' di più - e appena apriamo notiamo Tom con il labbro sciupato e l'occhio nero, tenuto da Noah messo ancora peggio.
Thomas incrocia il mio sguardo e un colpo forte trafigge il mio petto: i suoi occhi sono spenti.
È tutta colpa mia. Io sono scappata, io non ho seguito le raccomandazioni di Noah. Ed ora eccoli entrambi, a tenersi l'uno con l'altro mentre il sangue sporca i loro indumenti.
"Oh per la miseriaccia!"arriva Steve, con tutto l'occorrente per medicarli.
Ma Tom sostiene ancora il mio sguardo.
"Li hanno arrestati."ci comunica Noah "Ma ci hanno pestati abbastanza.".
Tom ancora non parla.
"Sara..."mi richiama Steve, mentre indietreggio fino a scomparire nella nostra stanza. Devo assolutamente fare i bagagli e tornare a casa. Non posso sopportare il dolore che ho causato a Tom.
Ma una mano afferra il mio braccio. Mi volto di scatto e trovo il volto di Tom, distrutto. Accarezza con lentezza la mia guancia e il tocco orribile di quegli uomini scompare all'istante.
"Cosa stai facendo?"chiede, in tono dolce.
"Devo uscire dalla tua vita."rispondo.
"Cosa cazzo dici Sara!"esclama, cambiando tono di voce e tirando via il mio zainetto.
"Guarda come sei ridotto."sussurro "Ti esce il sangue da ogni ferita. E perché Tom? Perché ho creato io questi casini.".
"Se mi sono ridotto così è per l'amore che provo per te."mi riferisce, come se fosse scontato "E dopo tutto, vuoi andartene da me.".
"Ricordi cosa mi hai detto?"domando, raccogliendo lo zaino da terra.
"Lo ricordo, ma sembra tu voglia scappare da me e tu abbia trovato questa occasione per farlo."dice, con tono triste da convinto.
"Cosa stai dicendo Tom?"mi blocco "Mi stai dicendo che sono come Ross?". Lui non dibatte.
"Non ci posso credere."sospiro. Non ho parole necessarie per reagire a questo suo silenzio.
"Ciao Tom. Appena varcherò quella soglia me ne andrò per sempre."lo saluto, trattenendo le lacrime. Lui non si ostina a fermarmi.
Io e lui abbiamo ufficialmente dato un punto alla nostra relazione.
"Dove vai cara?"chiede preoccupato Steve, venendomi incontro. Guardo Noah che con un solo sguardo capisce la mia richiesta. Così si alza ed annuisce.
"Steve, grazie dell'ospitalità. Ti verrò a trovare il prima possibile."dichiaro, facendo cadere una lacrime sulla mia guancia.
I suoi occhi luccicano nell'istante in cui pronuncio quelle parole. Assomiglia ad un bambino, balbetta termini incomprensibili e mi stringe in un abbraccio.
"Te... te ne stai andando?"chiede, in conclusione.
Non rispondo, raggiungo Noah alla porta e sento le urla strazianti di Steve venirmi dietro. Cerca di rincorrermi per le scale, ma Philippe lo blocca. "Papà, papà, fermati."lo sento esclamare.
"Sara!"strilla ancora, in mezzo al pianto e il mio cuore si frantuma piano piano.
Mi pare di vivere la scena più straziante del cartone di Heidi: quando la zia Dete la porta via dal nonno.
Perché alla fine Steve è stato per me come il vecchio dell'Alpe: un nonno.
Eppure Tom mi ha lasciata andare via. Tom non mi ha fermata. Non riesco a capire, non riesco a connettere. Sento il dolore crescermi nel petto ogni secondo in più. Credevo fosse amore il nostro, fosse vero amore. Credevo che lui ci avrebbe provato, almeno.
Noah non dice una parola ed io cerco di non cedere in un pianto fino al varcare della soglia di casa.

Lo reputo uno dei capitoli che mi ha più scossa a scrivere per ora (poi ammetto che ogni volta me ne viene sempre una nuova in mente). Inoltre sono affezionata tantissimo al personaggio di Steve e ho cercato di ritrovarmi nei suoi sentimenti e nel suo dolore al vedere andare via Sara.❤️

Non so se sei solo un sogno || Tom FeltonDove le storie prendono vita. Scoprilo ora