"ʏᴏᴜ ᴄᴀɴ'ᴛ ꜱᴛᴀʀᴛ ᴀ ꜰɪʀᴇ ᴡɪᴛʜᴏᴜᴛ ᴀ ꜱᴘᴀʀᴋ, ᴡᴇ'ʀᴇ ᴊᴜꜱᴛ ᴅᴀɴᴄɪɴ' ɪɴ ᴛʜᴇ ᴅᴀʀᴋ."
matilda
– Per Satana, che schifo... – furono le uniche parole che riuscii a pronunciare mentre vomitavo anche le viscere. Willa mi teneva la testa. – Chi aveva detto che era una pessima idea? Un giorno riceverò il Nobel per il buon senso. – Roz stava sulla porta del bagno. Le feci il dito medio, ma stavo sorridendo. Quando mi ripresi definitivamente uscii dal bagno e mi buttai sul letto a guardare il soffitto.
Mi scoppiava la testa.
– Tilda...– disse Annes mettendosi di fianco a me e sfiorandomi la fronte con la mano. La testa d'un tratto faceva meno male. La ringraziai con un sorriso.
– Dobbiamo parlarne... – disse Roz, sistemandosi seduta per terra insieme a Willa.
Mi misi su.
– Be' non me ne vado, avete sentito. Purtroppo è mia zia che resta qui. – dissi ancora con un senso di disgusto.
– Non intendevamo quello... – disse Willa.
– Non voglio parlarne. – risposi secca.
– Ma devi. Non puoi sfuggire l'argomento per sempre. – Roz si allungò prendendomi una mano. – Siamo sorelle o è solo una bella storia che raccontiamo a noi stesse per sentirci meno sole al mondo? – cercò ulteriormente di sollecitarmi.
Io alzai gli occhi al cielo. – Non c'è niente da dire: o scelgo di diventare un mostro oppure, a quanto pare, perderò una grande occasione. – risposi citando mia zia. Mi presi la testa tra le mani.
– Non lo sopporto. A volte mi sembra di essere nata solo per questo. – continuai. Le altre si guardarono e capirono che non ero pronta per parlarne. Non penso che lo sarei stata mai, ma apprezzai il loro gesto di desistere, almeno per quel momento. Annes mi abbracciò, seguita dalle altre che presero a farmi il solletico. Iniziammo a ridere e loro cominciarono a parlare degli occhiali strambi di Myrtle Foxx per distrarmi. Non sapevo bene cosa fosse l'amore, ma le mie sorelle erano l'unica cosa che recepissi come tale. Scacciai via i brutti pensieri e mi ritornò il sorriso. – Sei più figa quando sorridi. – mi disse Willa baciandomi la fronte, e le altre la seguirono a raffica riempiendomi di baci.
– Ma che bel comitato di gruppo. – trasalimmo al suono di una voce gelida. Zia Irina era appoggiata allo stipite della porta della nostra camera. Ci alzammo tutte di colpo, prese da una tensione inspiegabile. – Datevi una sistemata, adunanza al piano di sotto in sala da pranzo, tra dieci minuti. E per carità del Diavolo, indossate qualcosa di nero. – così dicendo sparì.
***
– Le cose stanno per cambiare qui... Ho avuto modo di leggere i fascicoli di tutte voi e non diventerete mai delle grandi donne del nostro clan restando chiuse qui ad "Hogwarts" a seguire le confuse e discutibili istruzioni di Dana Walsh. – mentre parlava zia Irina fissava ognuna di noi. – Pur non considerandole il punto focale della vostra istruzione, per un percorso che voglia definirsi completo è necessario che abbiate tutti gli strumenti. Quindi le lezioni di botanica e pozioni con lei rimarranno invariate, ma ad esse verranno aggiunte lezioni di perfezionamento delle arti magiche e di potenziamento del vostro dono capitale. – continuò.
A quel punto intervenne Myrtle. – Io sono Myrtle Foxx. Viaggio per il mondo alla ricerca di consorelle, con il fine ultimo di riunirci e rafforzare la nostra popolazione. Ho sotto la mia tutela il clan di Chicago... – cominciò, sistemandosi i guanti.
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a little wicked
Fantasy// A New Orleans succedono cose strane, da sempre. Marcus Turner, diciannovenne con la voglia di evadere da una delle città più bizzarre e misteriose della Louisiana, scoprirà un mondo fatto di oscuri segreti e antiche credenze, solo a pochi passi...