Capitolo 18

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Si avvicina la fine di questa avventura. Voi direte "Era ora!" e pure noi in fondo lo pensiamo. Tutte le cose belle finiscono, e delle volte anche quelle brutte, come questa.

Vi ricordiamo di votare il prosieguo e soprattutto il capitolo delle Facce Trash!!


Vanessa Amber POV

La sua pistola ci tiene sotto tiro, il suo sorriso è tutto un programma.

<Bene bene, le nostre mocciosette hanno trovato le prove. Peccato che non le potrete rivelare a nessuno>

<Mamma, cerchiamo di ragionare> dice Susan Chanel.

<Tu stai zitta, che sei la prima a tenere perennemente spento il cervello e perennemente aperte le gambe!>

Susan Chanel incassa male il colpo, una lacrima le riga il viso.

<Susan Chanel non è solo questo!> urlo <Per me è come una sorella, siamo solo due ragazze semplici. Sei tu la vera strega>

<Pensate di sapere tutto, pensate di avere sempre la soluzione pronta. Oh, ma che brave. Comunque siete riuscite ad arrivare al finale della storia, complimenti>

<Quindi... ci libererai e ti consegnerai alla polizia?>

<No, vi ucciderò>

<Ah, non mi piace come finale, lo posso rigiocare?>

La matrigna mi assesta un tremendo schiaffo che mi fa pulsare tutta la guancia, poi mi consegna una corda.

<Lega Susan Chanel prima ai polsi, poi alle caviglie, poi alla vita a quel palo> indicando un palo da pole dance. Io eseguo con lei che fissa attenta il mio lavoro in modo da evitare che i lacci si sciolgano, ho le lacrime agli occhi e dico di continuo <scusa, scusa> a Suzie.

<Ora legati le caviglie, e stringiti al palo legandoti la vita> ed eseguo con un peso sempre maggiore al cuore. Alla fine la matrigna mi fa porgere i polsi dietro la schiena, lei stessa li lega, la tenebra della disperazione scende su di noi, l'unica consolazione e il dolce seno di Susan Chanel appoggiato al mio.

<Almeno moriremo seno contro seno> dice lei con un sorriso tiratissimo.

Quando finisce con la corda, aggiunge due giri ad avvolgere le nostre vite, ed inizia ad irrorare la camera di benzina, poi toglie di tasca un cerino.

<Nessuno, nemmeno voi due mocciose, potrà separarmi dai miei obbiettivi>

<Permettimi, madre> dice Susan Chanel <ma secondo me sbagli, in ogni film, se te ne vai lasciandoci vive, rischi poi che ci liberiamo e ti veniamo a cercare, dovresti prima uccederci con... non so, due colpi di pistola. Cioè, sono le regole basilari dei film di spionaggio>

Lei ci pensa su, io guardo Susan Chanel con sguardo interrogativo, lei mi sussurra <Il body da cheerleader>.

<Hai ragione, Susan Chanel, non sei cosi oca zoccola come pensavo, prima vi bucherò la testa, per essere sicura>

Così dicendo, appoggia la tanica ed imbraccia la pistola, Susan Chanel mi fa un cenno ed io prendo un enorme respiro, sento il petto comprimersi, comprimersi, fino a far esplodere il primo ed il secondo bottone della camicetta, il primo manca l'obbiettivo, ma il secondo colpisce in pieno la Matrigna ad un occhio, lasciandola urlante e sanguinante al petto.

Susan Chanel è già alle prese con le corde che aggredisce con i suoi denti feroci, in pochi attimi sega il primo viluppo, poi il secondo, è peggio di un castoro, ma d'altronde ama molto i tronchetti. Nel giro di pochi minuti siamo praticamente libere, recuperiamo la pistola e, seppur tremanti, la puntiamo sulla Matrigna.

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