Dopo essere scesi dalla collina ed aver attraversato il parco nel silenzio assoluto della sera, ci avviamo verso la zona del porto con l'intento di trovare un mezzo per tornare a Manhattan, dato che il ponte non è un'opzione valida.
Qui la situazione è ancora più dismessa e preoccupante. Alcune macerie degli edifici crollati sono in mezzo alla strada, diverse carcasse di auto inutilizzabili si trovano ai lati o sotto i detriti e ci impediscono di seguire un percorso lineare.
Sembra quasi una zona di guerra che ha subito bombardamenti e la scena mi lascia senza respiro.Raggiungo Erald che con passi lunghi si è un po' allontanato: "Erald, a me questa parte della città sembra del tutto deserta, abbandonata. Non percepisco nemmeno un barlume di magia di un essere vivente, neanche dietro le finestre sbarrate." I rettangoli vuoti e scuri sembrano occhi chiusi, ma non addormentati, è più l'immagine del riposo eterno. Molte finestre sono rotte e l'aria entrando fa strani fischi che sembrano ululati.
Un brivido mi corre lungo la schiena.Lui si gira e mi guarda, la stanchezza lo fa sembrare emaciato o forse abbiamo perso entrambi peso: "Hai ragione Mak. Anche io non sento odori o tracce di persone. Ce ne sono solo alcune, ma vecchie almeno di tre settimane. Non capisco cosa sia successo. Sembra che tutti siano fuggiti. Ma dove?"
Cammino facendo attenzione a dove metto i piedi dato che ormai il sole è calato e l'illuminazione pubblica a quanto pare non funziona. Le lampadine sono saltate, anzi, esplose, e nessuno si è premurato di sostituirle. Mentre mi muovo, la ferita sulla schiena mi brucia e mi prude ma cerco di ignorarla.
"Non lo so, mi sembra di essermi svegliata in un incubo. È tutto irreale e non so darmi una spiegazione."
Ci muoviamo con cautela e circospetti anche se è sempre più evidente che questa zona della città sia stata abbandonata da diverso tempo.
Ormai siamo giunti al porto.Tocco Erald sul braccio per attirare la sua attenzione: "Che ne dici se ci dividiamo per cercare una barca funzionante? Qualcosa ci dovrà pur essere."
Lui annuisce: "Ok, ci rivediamo qui tra mezz'ora, ma fai attenzione."
Lui va verso est io verso ovest. Le prove dell'evidente abbandono in quest'area sono ancora più lampanti. Non solo gli edifici sono vuoti e quelli più alti semi distrutti, ma l'incuria che regna è totale. Sporcizia, erbacce ovunque, spazzatura nei cestini mai più ritirata. Mi avvicino e cerco la confezione di un alimento che non sia a lunga scadenza, ma non trovo nulla di utile, solo una bottiglia di birra rotta con data marzo 2023, ma di certo non mi aiuta.
Continuo a camminare sempre più scoraggiata. Sul lato sinistro ci sono una serie di capannoni, vuoti o con merci abbandonate. Ce ne sono anche un paio più piccoli, in legno, che hanno dei grossi e strani buchi sui lati. Uno è del tutto collassato su sé stesso. Sul mio lato destro, invece, c'è il fiume.
L'aria è piuttosto fredda e la condensa del mio fiato crea delle nuvolette ogni volta che espiro.
Finalmente poco più in là vedo una piccola barca a motore tirata a secco. Mi avvicino quasi di corsa e la ispeziono. Purtroppo ha diversi grossi fori sul fondo della prua, quindi è inutilizzabile.
Tra poco devo tornare indietro ma poco più avanti ce n'è un'altra. Mi avvio verso di essa.
All'improvviso sento però un rumore strano. Sembra quasi legno sbriciolato, anzi, sgranocchiato. Apro i miei canali e percepisco qualcosa di magico, dal colore scuro, quasi nero.
Tiro fuori la spada e mi dirigo verso il rumore che diventa sempre più presente.Mi affaccio silenziosa e quasi mi scappa un urlo: di fronte a me ci sono circa una ventina di insetti grossi quanto il mio piede se non di più, che stanno rosicchiando quello che resta di un'altro paio di barche di legno portate in secca. Osservandole meglio mi sembrano proprio delle termiti del legno ma così grandi!
Questa è una follia, sono passata da un incubo ad un altro. In realtà sono ancora in Ferie e sto sognando.
Dopo lo shock iniziale mi riprendo e cerco di allontanarmi senza fare rumore. Sembrano decisamente interessate al legno ma con le mandibole che si ritrovano e il numero a loro favore, di certo non voglio scoprire se hanno cambiato anche dieta, oltre che dimensioni.Torno quasi di corsa nel punto di ritrovo e aspetto guardandomi intorno, cercando di dare un senso a quanto stiamo assistendo, senza riuscirci.
Poco dopo arriva Erald: "Buone notizie! Ho trovato una mini barca a remi a un centinaio di metri da qui. Si trova in acqua."
"Ah ecco, forse per quello che si è salvata."
Lui mi guarda storto: "Cosa intendi scusa?"
"Nella mia breve escursione, oltre a constatare che davvero questo posto è stato abbandonato da diverso tempo, forse ho capito anche perché. Ci sono delle termiti giganti che si stanno facendo una scorpacciata di legno, compreso quello delle barche."
"Stai scherzando?"
Scuoto la testa e mi scappa una breve risata isterica: "Secondo te? No, sono grandi più del mio piede, alcune come il tuo se non di più."
Mette le mani sui fianchi e guarda nella direzione da cui sono venuta io: "Merda, cosa diamine è successo?"
Tendiamo a ripetere le stesse frasi, ma la situazione ci sta facendo andare fuori di testa: "Forza, non perdiamo altro tempo. Andiamo a prendere la barca così attraversiamo questo maledetto fiume e torniamo a Manhattan. Lì troveremo le nostre risposte."
Poco dopo siamo sul fiume e ci stiamo allontanando dalla riva. L'acqua sembra piuttosto calma ma di certo la barchetta su cui ci troviamo è talmente piccola che dobbiamo fare attenzione a non ribaltarci. Stiamo remando entrambi ed Erald è davanti e dà il ritmo.
Si gira a guardarmi: "Se sei stanca o ti fa male la ferita, vado avanti io non ti preoccupare."Sorrido: "Non fare il macho, non ti preoccupare, ce la faccio benissimo. E poi più remiamo in fretta e prima arriviamo. Queste acque nere mi danno una strana sensazione."
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The Bounty Hunter - Hunted (Vol. 4)
FantasyIl mondo è cambiato da tempo: sono ormai più di 60 anni che gli esseri umani non rappresentano la specie dominante e le Autorità hanno dovuto creare delle leggi specifiche per evitarne la completa estinzione. Makhaira è un'eccezionale bounty hunter...