"ᴡɪᴛᴄʜᴇꜱ ᴡᴇʀᴇ ᴀ ʙɪᴛ ʟɪᴋᴇ ᴄᴀᴛꜱ. ᴛʜᴇʏ ᴅɪᴅɴ'ᴛ ᴍᴜᴄʜ ʟɪᴋᴇ ᴏɴᴇ ᴀɴᴏᴛʜᴇʀ'ꜱ ᴄᴏᴍᴘᴀɴʏ, ʙᴜᴛ ᴛʜᴇʏ ᴅɪᴅ ʟɪᴋᴇ ᴛᴏ ᴋɴᴏᴡ ᴡʜᴇʀᴇ ᴀʟʟ ᴛʜᴇ ᴏᴛʜᴇʀ ᴡɪᴛᴄʜᴇꜱ ᴡᴇʀᴇ, ᴊᴜꜱᴛ ɪɴ ᴄᴀꜱᴇ ᴛʜᴇʏ ɴᴇᴇᴅᴇᴅ ᴛʜᴇᴍ."matilda
Quando varcammo la porta di casa, nessuna tra noi riusciva a smettere di ridere. Mentre Willa portava su Annes, io e Roz andammo in cucina a riscaldare una porzione formato famiglia di Mac&Cheese, battezzato come spuntino notturno per eccellenza.
– Quindi... devi dirmi qualcosa? – mi chiese Roz, prendendo la ciotola dal microonde.
– Niente di rilevante. – le risposi distrattamente.
– Sicura? – mi fece l'occhiolino.
Io alzai gli occhi al cielo mentre prendevo le posate e qualche salvietta.
– Non so perché è successo. – dissi, con estrema sincerità.
– Te lo dico io perché è successo: perché è un gran figo. – disse Willa quando, una volta raggiunte le altre in camera col cibo, l'argomento fu nuovamente messo in mezzo.
– Be', anche Annes vi si è divertita stasera. – tentai di sviare il discorso.
– Si, ma le probabilità che lo cucinerò al forno sono molto basse. –rispose Annes ironica.
Mi venne da ridere, così come alle altre.
– Non può funzionare. È stato solo un momento in cui ho perso il controllo. – spiegai, più a me stessa che a loro. Ripensai a quando, senza pensarci, lo avevo baciato con entusiasmo e... fame. Avevo sentito spesso zia Irina spiegare gli impulsi strani e irrefrenabili, quando si aveva davanti una vittima ideale. Era una questione alchemica, a tratti biologica: era come trovarsi davanti agli occhi un pezzo di pizza dopo essere rimasti giorni e giorni senza cibo a disposizione. Nel mio caso il problema era che, appena ricordavo non si trattasse di pizza, un conato mi pervadeva il corpo. Quella sera, però, quando mi ero ritrovata a ballare con lui, l'unica cosa che mi aveva ossessionato per tutto il tempo era quella sensazione famelica e incontrollabile. Ad un certo punto, ricordai di essermi soffermata con una mano sul suo collo: se avessi stretto di più la presa e spinto il capo verso il basso con l'altra mano, il collo si sarebbe spezzato.
Nulla di troppo complicato.
Per alcuni secondi avevo riflettuto se farlo o meno, arrivando alla conclusione che non sarebbe stato prudente, in quelle circostanze. Ero rinsavita del tutto solo dopo essere uscita dal locale, quando l'aria nuova mi aveva invaso il cervello; tutta la questione, poi, era passata in secondo piano per via di Annes.
Sentivo quel piccolo mostro situato nel profondo di me stessa, ammaliante ed inquietante allo stesso tempo, scalare le vette del mio animo e, pian piano, raggiungere la superficie. Non volevo che mia zia avesse ragione su di me, ma non riuscivo a darle torto.
Mi chiedevo spesso quanto valesse la pena uccidere qualcuno, per qualcosa di superiore.
Non avevo una risposta, l'unica cosa certa era il pensiero che continuava a tormentarmi: qualsiasi sarebbe stata la mia decisione, qualcuno si sarebbe fatto male
Io o lui, questo era il dilemma.
Quando avevo parlato con Tia Dalma, mi aveva chiarito le idee sul rito mantis, svelandomi alcuni dettagli, come per esempio, il suo vero scopo.
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a little wicked
Fantasi// A New Orleans succedono cose strane, da sempre. Marcus Turner, diciannovenne con la voglia di evadere da una delle città più bizzarre e misteriose della Louisiana, scoprirà un mondo fatto di oscuri segreti e antiche credenze, solo a pochi passi...