IO E NATHAN

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Ero pronta per andare, scesi le scale mettendomi veloce lo zaino in spalla fatto la sera prima, salutai mamma e papà che mi augurarono buona fortuna per le verifiche di oggi, lanciai le chiavi della macchina a Nathan cercando di non beccarlo in testa e uscimmo, ma solo sul vialetto di casa mi resi conto che non avevo le scarpe ed ero nelle mie bellissime ciabatte, corsi di nuovo in casa presi le mie amate Adidas che messi mentre correvo verso la Range Rover di mio fratello, avete presente i salti che fate quando mettete le scarpe di fretta cercando di non cadere ecco immaginatevi tuto ciò su un vialetto, ho cercato di fare veloce e non saltellare troppo per non attivare l'attenzione di tutto il vicinato, la signora Teresa, nostra vicina, mi stava chiedendo con lo sguardo cosa io stessi facendo, cercai di non mettermi a ridere per la sua espressione scioccata e slittai in macchina con Nathan che stava piangendo dal ridere per cosa aveva appena visto.

I viaggi con Nathan erano sempre i più belli, sapeva le mie canzoni preferite, le mettevamo a volume massimo e le cantavamo insieme a squarcia gola, una volta abbiamo cantato talmente forte che siamo rimasti entrambi senza voce una settimana, e quella settimana avevo l'interrogazione della MIA AMATA storia, la prof non capiva mezza parola di cosa io stessi dicendo, non che dicessi cose tanto giuste , dicevo giusto due cose tanto per far vedere che parlavo, insomma, alla fine mi ha rimandato l'interrogazione e tutti mi guardavano malissimo come per dire „LO SO CHE L'HAI FATTO APPOSTA, BRUTTA STR***A", a differenza loro io stavo ridendo e stra godendo dentro per averla scampata, a posto mio ci è andata Angelica, madonna quanto possa essere odiabile quel essere umano, a volte penso di essere allergica agli esseri umani, poi mi ricordo che anche io sono un essere umano L.

Giunti a scuola, è arrivato il momento che odiavo più in assoluto, dover chiudere la musica e tornare alla realtà, Nathan aveva notato il dispiacere sul mio viso e mi disse „dai sopravvivi un altro giorno di scuola e al ritorno facciamo il giro lungo per perdere la voce una altra settimana magari adesso la salto io un'interrogazione" l'abbracciai e scesimo dalla macchina.

In lontananza ho visto Bea e mi son fermata, Nathan al mio fianco mi sussurrò al orecchio „dai su vai a riconquistare la tua migliore amica, comunque l'outfit di oggi ti dona molto, io vado adesso" mi baciò la guancia e lo guardai allontanarsi fino a quando sparì dietro un angolo.

Ripresi a fissare Bea che guardava come al solito il suo cellulare appoggiata sul muro esterno della scuola, beh questo rendeva le cose più difficili da capire, non mi aveva mollata per stare con qualcun'altra, questo pensiero allo stesso tempo dava sollevo al mio cuore, non ero stata rimpiazzata. Presi un respiro profondo e cominciai a fare passi lunghi verso di lei, sembrava che stessi contando i metri, ma chissene io volevo arrivare il prima possibile dalla mia migliore amica, sta volta non l'avrei lasciata scappare...

La storia di una disagiataDove le storie prendono vita. Scoprilo ora