"A che ora torni?" mi urlò mia madre dal piano di sotto.
"non lo so, non aspettarmi"
"vabbè avvisami in qualche modo"
"stai tranquilla, ti mando un messaggio o ti chiamo" la rassicurai. Finii di abbottonarmi la camicia bianca e andai a sistemarmi il ciuffo in bagno. Ero pronto per andare ma mancava un piccolo particolare per completare il tutto. Salutai i miei e presi la macchina parcheggiata sul vialetto. Ero sicuro di quello che stavo facendo ma le mani iniziarono a sudare e le mie certezze cominciarono a crollare appena arrivai sotto casa sua.
Al citofono mi rispose suo padre e chiesi se ci fosse sua figlia.
"scende tra un attimo". Aspettai pazientemente, sentii i suoi passi avvicinarsi e il cuore mi batteva forte per il nervosismo.
"si?" sbucò fuori dalla porta sorridente. Smise di sorridere appena mi vide e mi guardò con una faccia timorosa.
"Adam...Sei tu. Ascoltami, avrei voluto spieg..." la interruppi subito.
"ho bisogno della mia giacca di pelle" dissi rigido e lei rimase spiazzata.
"ehm te la prendo subito" rispose amareggiata. Salii probabilmente in camera sua e scese dopo poco.
"eccola", non fece in tempo neanche a porgermela che gliela strappai di mano.
"puoi calmarti eh" il suo tono da amareggiato divenne irritato.
"sono calmo"
"oh si sicuro, vieni fino a casa mia per chiedermi in malo modo la tua stupida giacca, me la strappi di mano e mi rispondi come se ti avessi fatto un torto irreparabile, e tu saresti calmo?" alzò il tono della voce,
"ho detto che sono calmo, sei tu che hai qualche problema con me"
"io non ho nessun problema"
"ma si infatti, tu e la tua amica mi evitate da giorni per puro divertimento" ironizzai duramente,
"io non ti evito e neanche Taylor, che c'entra poi lei?"
"quindi mi stai dicendo che lei non ti ha detto di avermi visto l'altro giorno? E non ti ha detto neanche di aver provato inutilmente a nascondersi dietro ad uno stupido cappello?" avevo un'ira dentro che se non l'avessi cacciata in quel momento sarei scoppiato. Era palesemente in difficoltà nel rispondere quindi decisi di darle una mano e mettere fine a tutto.
"non c'è bisogno che tu dica niente. Comunque buon divertimento, vedo che stai uscendo" notai che era vestita anche lei in tiro.
"e io che pensavo che stessi nascosta in casa per evitarmi. Che stupido che sono" dissi per ultimo con un sorriso falso, incamminandomi alla macchina.
Mi guardò furiosa. "tanto non mi piaceva la tua stupida giacca!" urlò infine sbattendo la porta.
Tirai un pugno al volante e lanciai la giacca sul sedile laterale. Stupida ragazza, stupido io che ci sono cascato. Non era da me tutto questo, niente di quello che era successo era normale per me, dalle sfuriate, alle battutine ma anche il voler vederla tanto. Non capisco come nonostante quello che era successo, avevo paura di non rivederla e sentirla più che dopo oggi, penso sia la cosa più probabile.
***
"Jude ma sei una bomba!" esclamò Thomas guardandola, aveva un vestito corto attillato rosso e un paio di tacchi non molto alti.
"è da un po' che non andavamo ad una festa, dovevo fare un rientro trionfale" scherzò,
"hai scelto le scarpe perfette per la spiaggia eh" risi,

STAI LEGGENDO
La parte bella dell'Amore
RomanceA distanza di tempo, Adam Harrison, ricorda gli anni in cui la sua vita cambiò totalmente. Un ragazzo normale legato al suo paese nativo, un giorno incontra la persona che sarà poi, il suo più grande amore, travolgente e travagliato, ma talmente fo...