Le giornate successive le passai interamente con lei, eravamo spensierati e da quella sera le cose non potevano andare meglio.
Avevamo discusso e chiarito le cose e la nostra unica intenzione era passare le giornate che ci rimanevano insieme. Ancora non era uscito il discorso su cosa avessimo fatto dopo la sua partenza, credo che il motivo è che non avevamo una risposta e la cosa più semplice per il momento era evitare l'argomento.
Ci vedevamo spesso in spiaggia, sia di giorno che di sera e per una volta volevo fare una cosa di diverso. Mi era proprio passato dalla mente di farle fare un giro in barca. Appena glielo proposi accettò entusiasta e così quella mattina passai a prenderla, indossava un kimono da mare che faceva intravedere il costume rosso, un cappello di paglia abbinato alla borsetta. Era buffa, sembrava proprio una turista.
"non vedo l'ora sai, non sono mai stata su una barca" mi disse esaltata,
"non sei mai stata in barca?" risposi incredulo,
"no. Mio padre l'anno scorso aveva prenotato per un'escursione me io due giorni prima presi la febbre e quindi andarono senza di me"
"sei stata proprio fortunata" risi.
Salii sulla barca e le porsi la mano per aiutare a salire anche lei. Poggiò la borsa, nel frattempo che io accesi il motore si tolse il prendisole e si stese. Era proprio bella, mi incantavo nel guardarla.
"ma è proprio tua?"
"me l'ha regalata mio padre per il compleanno l'anno scorso" risposi,
"ottimo regalo referisci a tuo padre"
"non puoi capire la mia gioia quando mi ha tolto la bandana dagli occhi e davanti mi sono trovato questo gioiello" proseguii "mi ha spiegato che era di un suo vecchio amico che doveva trasferirsi e quindi l'aveva messa in vendita. Ho sempre avuto la passione del mare, passavo la maggior parte del tempo qui con i miei amici"
"anche pescare vero?"
"sì tanto"
"Taylor mi ha detto che carcavi una canna da pesca al negozio un po' di tempo fa"
"ah si certo, come potrei dimenticarlo! Il giorno in cui si nascose dietro il cappello" ironizzai,
"ma non è vero" rise alzandosi e venendo vicino a me.
"ammettilo dai, ormai ti ho scoperta" risi.
"non lo ammetterò mai" disse con un tono più basso attorcigliando le braccia intorno alla mia vita. Io mi girai e le stampai un bacio.
"fai attenzione" proferì lei guardando avanti. Per girarmi verso di lei lasciai il timone e la barca sbandò un attimo.
"forse è meglio se non ti distraggo" disse beffarda allontanandosi da me. Avevo voglia di raggiungerla e sdraiarmi accanto lei e stavo aspettando il momento adatto per fermarmi e buttare giù l'ancora.
Non volevo essere vicino alle altre barche o troppo vicini alla riva, per questo andai più a largo e appena non vidi più nessuno mi fermai.
Andai a sdraiarmi anche io facendola mettere su di me, le accarezzavo i capelli lentamente mentre ci godevamo il dolce dondolio della barca sulle onde. Sarei potuto stare in quella posizione per sempre.
"cosa vorresti fare dopo?", rimasi un attimo spiazzato per la domanda, più che altro perché non sapevo dare una risposta. Quando vide la mia titubanza cominciò lei a parlare.
"io sono entrata alla Boston University"
"ma è fantastico Joanna!" risposi con sincera contentezza per lei anche se il suo tono non era proprio entusiasta.
"tu hai mai avuto qualche dubbio?"
"su cosa?"
"beh, sul futuro, su quale via sia giusta prendere". Ci pensai su e l'unico dubbio che non avevo era sul fatto che avessi un'infinità di dubbi.
"Sai, ancora non so se andare al college o meno e penso sempre che se non dovessi andarci potrei pentirmene in seguito." Continuai "mi sento così legato a questo posto, so che potrebbe sembrarti stupido e so che il college è importante e purtroppo il tempo stringe."
"non è stupido, ti capisco. Questo posto è fantastico." si fermò un attimo e poi riprese "Quando ero piccola, dietro casa mia c'era un piccolo parchetto, amavo andarci con Taylor, stavamo lì tutto il giorno sedute, a volte portavamo dei fogli per disegnare o ballavamo. Mi sentivo legata a quel parchetto e se un pomeriggio non potevo andarci, mi sentivo male ed ero triste. Poi Taylor partì per una settimana con la sua famiglia però decisi di andare comunque a disegnare lì ma ero comunque triste e dopo neanche un quarto d'ora tornai a casa. So che forse per te non è paragonabile, però con questo voglio dirti che io pensavo che la mia felicità dipendesse dal parchetto ma in realtà per me casa era Taylor. Qualsiasi posto era insignificante senza di lei, avrei potuto divertirmi anche in una discarica se ci fosse stata lei."
Colsi a pieno il significato della sua vicenda e capii che volle farmi intendere che forse Winthrop non sarebbe stata così importante senza Jude, Thomas e anche la mia famiglia.
"in realtà ho anche paura del cambiamento, di fare errori, di non essere all'altezza..."
"Adam, è normale avere paura ma non per questo devi fare della tua vita un rimpianto. A volte si ricevono soddisfazioni più grandi dalle cose che ti mettono paura. Forse otterrai più di quello che potresti immaginare ma non puoi star fermo ad aspettare che le cose ti accadano dal nulla."
Lei mi guardava negli occhi, voleva seriamente che capissi il succo di ciò che mi stava dicendo.
"Prima di iscrivermi alla Boston University, ci riflettei molto perché pensavo che era una cosa troppo grande per me, che non sarei stata all'altezza e partivo prevenuta credendo che non avrei mai superato l'esame. A volte ancora non ci credo di essere entrata però ho creduto in me stessa e nelle mie capacità e ci sono riuscita. In fin dei conti se non credi per primo tu nelle tue capacità come puoi aspettarti che lo facciano gli altri?"
Io continuavo a guardarla e ad accarezzarle i capelli mentre parlava con estrema serietà e sentir dire quelle cose mi ha fatto illuminare una lucina dentro la mia testa facendomi ragionare.
Infine aggiunse "siamo noi a definire come vanno le cose e siamo noi a dover rendere il nostro presente memorabile, che valga la pena ricordarlo. Credi che io non abbia paura, che non faccia errori? A pensarci ho perso il conto, sai quale sarebbe stato l'errore più grande che avessi potuto fare?"
"quale"
"non averci provato con te, mi fai stare bene e sono felice quando sono con te. Tu saresti stato il mio più grande rimpianto"
Le sorrisi dolcemente. Volevo farle capire che per me era lo stesso, che tutto ciò che provava era reciproco e che per me era diventata parte fondamentale del mio presente.
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La parte bella dell'Amore
RomanceA distanza di tempo, Adam Harrison, ricorda gli anni in cui la sua vita cambiò totalmente. Un ragazzo normale legato al suo paese nativo, un giorno incontra la persona che sarà poi, il suo più grande amore, travolgente e travagliato, ma talmente fo...