Capitolo 4

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Sta mattina sto peggio del solito, dopo ieri sera é il minimo.
Mi alzo ed il senso di nausea prende il possesso del mio corpo, decido di fare una doccia per cercare di riprendermi ma non funziona affatto, decido allora di fare una passeggiata, la cosa mi aiuta ma non molto.
Tornata a casa mio padre mi guarda stranito, non mi sveglio mai prima di lui, ma soprattutto non esco mai a fare attività fisica, ansi odio fare attività fisica, lo sport per me é fatto per essere guardato e non praticato.
"Dove sei stata?"
"Ho fatto una passeggiata"
"Capito" sembra molto confuso
"Oggi é l'ultimo allenamento dei ragazzi tra soli due giorni ci sarà la partita dell'Europeo, sarà contro la Turchia" Cosa? Di già? Non hanno iniziato ad allenarsi ieri?
"Che ansia" Ansia é dire poco, dopo questa notizia non riuscirò più a dormire.
"Oggi ti va di venire all'allenamento?" mi stranisco della sua domanda dovrebbe sapere che voglio ovviamente andare con lui.
"Si certo"
"Ottimo, oggi i ragazzi faranno doppio allenamento così domani si riposeranno, quindi oggi dopo pranzo andiamo subito al campo vabbene?"
"Certo tranquillo sarò pronta"
Salgo al piano di sopra é già mezzogiorno ed io non mi sento ancora molto bene, penso che salterò il pranzo, almeno per oggi.
Metto su una tuta, una maglia larga e raccolgo i capelli in una coda alta, oggi sembro proprio un mostro.
Scendo al piano di sotto direttamente dopo pranzo e mi dirigo subito in macchina dove trovo un paio di occhiali da sole, perfetti per coprire le mie occhiaie.
"Oggi dovrai darmi una mano in campo"
"Eh?" Ma é pazzo?
"Si sai a raccogliere i palloni portare l'acqua gli asciugamani" Sbuffo, in una normale circostanza sarei felice di aiutarlo ma oggi mi sento uno schifo.
"Dici di voler trovare un lavoro? Oggi mi aiuti in campo ed in cambio ti do i soldi per uscire sabato" Decido di accettare soltanto perché così mi sarei guadagnata i soldi per uscire.
Arrivati al campo non c'è nessuno, come sempre, io e mio padre cominciamo a sistemare, e a preparare alcune cose.

Dopo circa mezz'ora i ragazzi cominciano ad arrivare ed io sembro uscita da un film horror.
"Bene, vi voglio carichi oggi é l'ultimo giorno d'allenamento quindi date il meglio di voi" I ragazzi si afrettano ad entrare in campo ed in quel momento io mi trovo vicino Donnarumma, é proprio alto, sembro un puffo accanto a lui.

Cominciano ad allenarsi e devo dire che sono, davvero bravi, chissa... Forse quest'anno la coppa la portiamo a casa proprio noi.

"Bene ragazzi pausa veloce bevete e tornate in campo" Capisco subito di dover andare a prendere l'acqua, la porgo ai giocatori, quando tocca a Nicolò prendere l'acqua mi sento in imbarazzo, insomma, ieri sera mi ha visto in quelle condizioni pietose.
"Stai meglio?"
"Cosa?" ero talmente immersa dai mei pensieri da non accorgermi che mi stesse parlando.
"Come stai?"
"Oh si, un po' intontita ma sto bene grazie" gli faccio un sorrisetto e mi metto gli occhiali da sole, comincia subito a ridere.
"Qualcosa di divertente?"
"No no, assolutamente" Sto davvero così male con gli occhiali?

Ricominciano ad allenarsi e a fine allenamento sembrano davvero stanchi, ma mio padre non molla e decide che é arrivato il momento di fargli un discorso di incoraggiamento, che devo ammettere non aver seguito completamente, decido di sfruttare i miei occhiali da sole per fissare un po' Nicolò, che però si accorge del mio sguardo e mi fa un cenno di saluto dalla panchina dello spogliatoio per farmi capire che si é accorto che lo stessi fissando, sono incredibilmente brava a fare brutte figure.
"Bene ragazzi adesso vi lascio tornare a casa a riposarvi, di vediamo domenica, mi raccomando, carichi" Si salutano tutti e poi si diriggono tutti a casa.

Arrivati a casa sono più stanca del solito devo ammetterlo, faccio una doccia veloce e mi dirigo subito nella mia stanza, prendo il telefono per controllare i messaggi, noto un messaggio di Vera che mi chiede di chiamarla appena posso, vorrei tantissimo chiamarla, ma sono troppo stanca e se fosse triste non riuscirei a trovare le parole per consolara.

Oggi é il grande giorno, oggi si gioca la prima partita dell'Europeo.
Italia-Turchia si terrà tra meno di 6 ore ed io ho davvero parecchia ansia.
Scendo al piano di sotto per parere il pranzo per me e per mio padre.
Non l'ho salutato e neanche lui  saluta me, guarda il vuoto da venti minuti e smette di farlo solo dopo avergli poggiato il piatto davanti.
"Grazie cara"
"Prego" Gli accenno un sorriso cominciando a mangiare. Mangiamo in silenzio nessuno dei due sa che dire, e anche se sapessi che dire non parlerei non riesco a farlo.

"Saraaa, veloce faremo tardi"
"Arrivoo" Cazzo dobbiamo andare é già tutto pronto, aspettano solo noi ed io non trovo la mia maglietta dell'Italia, decido di mettere quella di mio padre anche se mi arriva a mezza coscia, magari un giorno metterò quella di Nicolò, chi lo sa, Ok Sara basta sognare, riprenditi.
"Eccomi" Mi precipito in macchina con molta fretta e in neanche due minuti siamo già allo stadio, ci sono un sacco di persone e questo non mi  aiuta a calmarmi.

Siamo finalmente nello spogliatoio dove il mio sguardo cade immediatamente su Nicolò che sta cercando la sua maglietta, non so chi l'abbia presa ma ha fatto davvero una cosa saggia, la vista di Nicolò a petto nudo non mi dispiace per nulla.
Nicolò trova finalmente la sua maglia e la indossa infetta raggiungendo i suoi compagni per ascoltare mio padre ed il suo discorso pre partita.
Finito il discorso i ragazzi si preparano per uscire ed io e mio padre ci posizioniamo nelle panchine dell'Italia.
Finalmente entrano in campo i giocatori e la partita inizia, sto letteralmente tremando.

Dopo novanta minuti di infinita ansia la partita si conclude con la vittoria per l'Italia, un bellissimo 3-0.
Sto urlando, tutti stanno urlando, la gioia che sto provando in questo momento, e che sta provando l'intera italia é indescrivibile, mio padre é felicissimo come tutta la squadra che corre e festeggia per il campo.
Rientriamo negli spogliatoi o almeno loro rientrano io resto fuori aspettando che finiscano di lavarsi e cambiarsi, vedo uscire mio padre dagli spogliatoi con un sorriso a 32 denti.
"Se vuoi adesso puoi entrare, i ragazzi hanno finito" Mi alzo e mi dirigo verso lo spogliatoio dove tutti stanno festeggiando.
"Bene, é ovvio che questa prima vittoria va festeggiata, magari non oggi dato che siete tutti molto stanchi, ma domani, andiamo tutti insieme al ristorante per festeggiare questa fantastica serata" I ragazzi esultano tutti insieme, anche mio padre esulta si vede che é prorpio felice, adoro vederli tutti così felici e sorridenti.
"Ti é piaciuta la partita?" Nicolò si avvicina a me.
"Si moltissimo"
"domani sera ci sarai anche tu?"
"Oh, non so penso di si"
"Ottimo, a domani allora" sorride e si allontana dinuovo da me non aggiungendo altro.
Cavolo mi ha veramente chiesto se anche io sarei andata? Ovvio che sarei andata e dopo questa domanda vado più che volentieri.

Dopo tanti festeggiamenti finalmente tutti molto stanchi ci dirigiamo verso casa, e mio padre in macchina é stra felice.
Arrivata a casa crollo subito non ho il tempo neanche di fare una doccia che mi addormento cadendo in un sonno profondo, ed ora anche i miei sogni sono abitati da lui... Nicolò Barella adesso vive anche nei miei sogni.

Ho bisogno di te... //Nicolò Barella Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora