"Sara"
"Che c'è?"
"Sai che c'è la partita contro il Galles vero?"
"Cosa?"
"La partita, oggi, contro il Galles"
"Seriamente?" Mi alzo subito e cerco la mia maglia dell'Italia
"Avevi intenzione di dirmelo?"
"Pensavo lo, sapessi"
"Se stavo dormendo evidentemente non lo sapevo"
"Hai trenta minuti per prepararti"
"Va bene" Mio padre esce dalla stanza ed io mi affretto a fare una doccia, questa forse é stata la doccia più veloce della mia vita.
Non mi ricordavo completamente della partita ed adesso ho un sacco di ansia,anche se ormai siamo qualificati indifferentemente dai risultati della partita.
Esco dalla doccia e mi vesto velocemente e scendo subito in cucina dove mio padre mi sta aspettando già davanti alla porta pronto ad uscire.
"Andiamo veloce"
"Si" Usciamo di casa e ci dirigiamo allo stadio."Mister in ritardo" Giorgio rimprovera mio padre che da la colpa a me pur di non ammettere di essere in ritardo per colpa sua.
"Colpa di Sara"
"Si infatti io non sapevo neanche della partita, potevi avvisarmi"
"Ne parliamo dopo, riscaldatevi, useremo la terza strategia di cui abbiamo parlato ieri, veloci in campo é già tardi"La partirà comincia sono abbastanza rilassata, siamo già qualificati quindi non ho problemi, certo vincere sarebbe molto meglio ma ormai siamo qualificati quindi posso quanto meno, stare tranquilla.
Gol, abbiamo fatto gol, o meglio Fede ha fatto gol, sto urlando sono felicissima siamo in vantaggio tutta la tribuna italiana sta urlando mentre i ragazzi in campo si abbracciano e festeggiano per il gol, se il Galles non segna abbiamo la vittoria in tasca, dobbiamo difendere la pota a costo della vita, e sono seria, giuro che se il Galles si avvicina troppo tiro fuori una pistola e sparo a qualcuno per interrompere la partita.
L'albitro fischia abbiamo vinto la partita, salto addosso a mio padre non ci vedo dalla felicità, mentre gli altri festeggiano io vado negli spogliatoi e mando un audio alle altre dove urlo per la gioia, poi sono costretta ad uscire perché gli altri devono lavarsi e prepararsi per tornare a casa.
Dopo un po' tutti escono sorridenti e mio padre dietro di loro, ci dirigiamo in macchina e andiamo a casa. Sono stranita del fatto che gli altri non festeggino la vittoria, di solito lo fanno sempre, magari lo faranno domani chissà, magari sono stanchi.
Mi cambio e vado a dormire per oggi sono apposto così e voglio andare a dormire.Sono le tre di notte, non riesco a dormire.
Non so perché, non sono neanche andata a dormire troppo presto.
S: Siete sveglie?
Passano dieci minuti ed ancora nessuna risposta.
Entro nella chat di Nicolò, gli scrivo? Penso tra me e me resto 10 minuti ferma nella sua chat a fissare lo schermo quando il suo 'online' diventa un 'sta scrivendo', esco subito dalla chat ma resto online.
N: Sei sveglia?
Aspetto pochi minuti per evitare che pensi che stessi aspettando un suo messaggio, anche se effettivamente lo stavo facendo.
S: Si
N: Riesci ed essere pronta in dieci minuti?
Ma che...
S: Penso di sì, perché?
N: ottimo sto passando a prenderti fai veloce
I miei occhi si spalancano subito.
S: Ok, ma che succede?
Non arriva nessuna risposta.
Mi alzo dal letto faccio una doccia ed indosso una maglia larga sopra i pantaloncini, do una spazzolata veloce ai capelli metto le prime scarpe che trovo e scendo in cucina.
N: Sono qui scendi veloce
Il messaggio é di due minuti fa, apro la porta e trovo Nicolò fuori, é con la macchina, che cosa cazzo sta succedendo.
"Che succede"
"Sali ti spiego dopo"
Salgo sulla macchina e Nicolò mette subito in moto.
"Mi spieghi che succede"
"Tranquilla"
"Voglio sapere cosa stra cazzo succede"
"Nulla"
"Come nulla?"
"Volevo vederti"
"IO MI SONO QUASI PREOCCUPATA PER NULLA?"
"Si"
"Oh Gesù aiutami tu"
"Non sei felice di vedermi"
Bhe me lo chiedi pure ovvio che sono felice, ti salterei addosso in qualsiasi momento.
"Potevi avvisarmi del fatto che si trattasse di una passeggiata"
"Volevo creare un po' di mistero"
Lo guardo quasi male e lui comincia a ridere.
"Sono seria" Comincio a ridere anche io.
"Comunque dove andiamo?"
"Lascia fare a me"
"Non mi fido"
"Non hai alternativa"
"Un indizio?"
"Ci sono pure gli altri della squadra"
"È a casa di qualcuno di loro?"
"Si, festeggiamo la partita"
"Ok"
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Ho bisogno di te... //Nicolò Barella
FanfictionSara Mancini é la figlia dell'allenatore della nazionale Italiana, dove giocano molti dei giocatori italiani che lei ammira da tutta la vita. Avrà finalmente l'opportunità di conoscere la squadra e quindi di conoscere i suoi idoli, ma non sa che un...