24.Non si può ricevere senza dare

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"Ce l'ho! Al mio tre indichiamo la persona che più odiamo." propone Toga.
Non importa se ci andava bene o no, dovevamo farlo per forza altrimenti ci avrebbe tormentato per sempre.
"Uno, due, tre!"
La maggiorparte degli indici erano rivolti contro Shigaraki, e alcuni contro di me, tipo quello di Bakugou, il resto su di Denki.
Denki è fastidioso perché mangia rumorosamente e poi non chiude bocca, c'è bisogno di spiegarlo?
Tra quelli che mi avevano indicato c'era Magne, non ho mai parlato con lei.
"Hey tu, che problema hai? Dai dimmelo così lo risolviamo adesso." dico buttandomi sull'aggressività senza pensarci due volte.
"Sangue! Lotta! Pugni! Sangue!" incita ad una rissa la biondina.
Ora che ci penso, Toga ha indicato se stessa.
"Beh si, ho detto la mia, sono tutto tranne che una bugiarda." risponde.
"Oh no, no, posso accettare che le persone mi odino per un motivo preciso, ma non a caso. Spiegati."

"Non è abbastanza ovvio? È perché sei una gatta morta."
N

el mentre Toga continua ad incitare una rissa dopo ogni frase.
"Ohhh! Questa brucia."
Questa stronza pensa di essere migliore di me?
"Sto per farti diventare uno di quei ghiaccioli che restano nel frizer per anni."
Tipo quelli al limone.
Chi mangia quelli al limone?
"Uhhh! Hai sentito?" continua Toga drammatizzando il tutto.
"Ok, cambiamo gioco." dice Dabi tenendomi ferma.
"Beh, possiamo giocare ad "Hai mai"."
Ma che palle, un gioco migliore?
Decide di cominciare Denki.
"Hai mai...no, ti sei mai...no, hai mai..."
"Andiamocene." mi sussurra il moro.
A volte mi lamento di lui, ma dopotutto è la persona che ho sempre sognato che stesse al mio fianco.
Quella che mi salvasse dalla noia, quella piena di segreti, quella che dell'amore non sa nulla, ma che di me sa tutto.
È proprio il mio tipo.
Quello che a quindici anni sognavo aggrappandomi al cuscino.
So che è quello perfetto per me, ma non ci riesco ad ottenere una relazione.
All'improvviso sento che potrei rovinare tutto.

Mi porta nel solito posto, quello isolato da tutti e tutto.
Ci sediamo dove ci siamo sempre seduti.
"Tu ti sei mai innamorata?"
"Adesso ricominci con le domande ambigue?" chiedo ridendo.
"Guarda che sono piccoli pezzi che si aggiungono al mio puzzle, una volta finito potrò dire di conoscerti." risponde.
"No, non è vero, vuoi solo sapere se mi piaci o no."
"Ed é così?" domanda.
"Ti ricordi quando sperimentammo insieme il primo bacio? Mi pare fosse in quinta elementare." dico.
"Quando Rumi aveva baciato Keigo, mi ricordo. Continuavamo a dire che faceva schifo, poi tu ti sei avvicinata e mi hai chiesto di provare assieme per vedere di cosa si trattasse."
"Si esatto, tu cosa hai provato in quel momento?"
"T/N eri quella bambina per me, quel tipo di bambina."
"Quale tipo di bambin-"
"Quella che...mi ha fatto provare le farfalle nello stomaco per la prima volta."
È difficile per lui mostrare sentimenti o ammetterli.
Con me si sforza troppo.
Non gli do un minimo di soddisfazione.
Merita di più.
Merita qualcuno che lo tratti meglio.
Siamo sicuri che io gli piaccia?

Non riesco a rispondere, perché ho paura che quello che dica non sia abbastanza.

Notando la mia scena muta decise di cambiare discorso, un po' deluso.
"Non che mi interessi, ma secondo te riusciremo a ritornare come prima? Intendo io, te e lui."
"Come mai oggi fai tanto il sentimentale? Non lo so, ma magari possiamo diventare anche meglio di prima."

Anche se ora è diverso, dato che il nostro per ora è un rapporto formale e siamo come colleghi, nella vita ho imparato che tutto è possibile e più pensi che non lo sia più accade, perciò si, ci credo in un recupero di amicizia.

"Beata te che riesci a crederci sempre." dice prendendo qualcosa dalla sua tasca.
Era una scatola di antidepressivi.
Fermo la sua mano.
"Ti prometto che farò sparire questi farmaci dalla tua vista."
"Ah non bastava il patto, mi hai fatto anche una promessa."
"Lo sai che sono tanto competitiva."
"Lo so, ma se non ingerisco questi cosi, ora che faccio?" chiede.
Mi avvicino a lui, la mia mente si libera dai pensieri.
L'unica cosa che pensavo erano le sue labbra.
Gli accarezzo la guancia e lo bacio, ma proprio quando le nostre lingue si uniscono, un dubbio inizia a tormentarmi.
Mi stacco da lui.
"Però...io non voglio essere solo un passatempo per te, una cosa che fai solo quando non sai che fare." dico.
"Non lo sei, non credo che lo sarai mai, anche perché sei tutto quello che mi è rimasto, oltre alle pillole."
Quindi le pillole possono rimpiazzarmi, Dabi?
"Tutto quello che ti è rimasto?"
"Non ho persone su cui contare, ho solo i soldi e le pillole, e poi ho te. Tu mi rendi...lo sai..."
"Come ti rendo?"
Sapevo ciò che voleva dire, ma volevo sentirmelo dire da lui.
"Hai presente quando qualcuno ti fa un complimento sincero?"
"In realtà no."
"Si esatto, hai presente invece quando vuoi farne uno tu perché nessuno te lo ha mai fatto? Se non puoi ricevere, dai."
"Non capisco dove vuoi arrivare."
"Un complimento sincero lo hai mai fatto?"
"Non credo..." rispondo confusa.
"Mi piacciono i tuoi occhi." dice.
"Uh, grazie, anche a me piacciono i tuoi."
"Come ti sei sentita?"
"Apprezzata e...buona." rispondo incredula di provare nuovi sentimenti.
"Hai visto? Ti è venuto spontaneo, no?"
"Ho capito, se non dai non potrai mai ricevere."
"Ci sei arrivata. Dare é noioso, ma ne vale la pena se quelle sensazioni appartengono al ricevere. Noi da quando ci siamo conosciuti abbiamo sempre dato e ricevuto. Il sentirsi apprezzati e allo stesso tempo più buoni é una cosa che ho provato poche volte."
"Quindi ti faccio sentire apprezzato?"
"Mi fa sentire una persona fantastica solo stare al tuo fianco, e so che non lo sono, ma in quell'istante ci credo, e so che imparerai a farlo anche tu. Tuttavia, sei tu che mi hai insegnato a credere di potermi disintossicare."

Io credo di provare sentimenti profondi per quest'uomo.
Chi altro c'è che mi dice queste cose?
Chi altro c'è che mi attira così tanto?
Nessuno.
Farei meglio a non farlo andare via.

"Non voglio vivere la solita vita da madre che pulisce e cucina per altre persone, io voglio essere libera."
"Beh possiamo farlo."
"Voglio vivere commettendo crimini e scappando dalla polizia." dico.























angolo scrittrice

si lo so sono sparito per un bel po', in questo tempo ho imparato un paio di lezioni, ah e ho pubblicato due capitoli perché mi sentivo in colpa.

Cuore di ghiaccio (DabiXReader)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora