-finalmente ti sei svegliata, buon giorno del Ringraziamento- ancora stordita dal sonno e dal fatto di essere nel letto del ragazzo che mi piace mi alzai a sedere, mi pruriva il polso destro, avevo una benda bianca, non ci badai
-cos'è successo? - sorrise, avevo una nausea impressionante
-ti sei ubriacata, sei andata in un negozio di tatuaggi e ne hai fatto uno, ti ho trovata mentre il tatuatore era a metà dell'opera e ti ho portata qui- annuì, un tatuaggio? Ma ero pazza? Guardai la benda bianca, un tatuaggio da ubriaca, a una festa del college, cos'altro poteva andare storto? Notai che anche lui aveva il polso bendato
-cosa mi sono tatuata? - mi alzai dal letto e una fitta mi invase la testa
-una mezzaluna- perlomeno non era un tacchino o chissà cosa, guardai la sveglia, ero in ritardissimo per il pranzo con la mia famiglia
-e tu cosa ti sei fatto? - afferrai l'aspirina che aveva sulla scrivania
-ho fatto la tua stessa mezzaluna, così non ti saresti sentita sola- aveva fatto questo per me? Un tatuaggio rimaneva per sempre "...se lei avrà bisogno di te tu continuerai ad esserci...", in casa non c'era nessuno, salutai Julian, lo ringraziai e tornai a casa mia superando parecchio il limite di velocita, non avrei mai più toccato un bicchiere di birra in vita mia, mai.
-mamma, sto arrivando, ho avuto un problemino- guidavo velocissima verso casa mia, quel giorno era particolarmente freddo e il riscaldamento dell'auto era rotto, tanto per cambiare, finalmente parcheggiai sul vialetto di casa mia
-alla buonora, gli zii hanno fatto prima di te- abbracciai papà e ancora una volta fui travolta dai sensi di colpa, raggiunsi gli altri
-hey ragazzi- scompigliai i capelli a Thomas che era stravaccato sul divano e attendeva il suo turno di giocare alla playstation, essendo il più piccolo doveva aspettare
-ciao Sav- abbracciai le zie ad una ad una e poi scorsi Taylor in fondo al corridoio, le andai in contro
-cosa fai? - era una domanda retorica perché era evidente che provava a mettersi il mascara, si voltò a guardarmi
-Georgia ha detto che le sta bene il mascara e così l'ho rubato a mamma- sospirai e presi lo scovolino nero
-fai fare a me, non devi badare a ciò che ti dice quella Georgia, ok? Tu sei bellissima così- finì di stenderle il mascara e si guardò soddisfatta allo specchio
-grazie- quel sorriso mi scaldò il cuore, avrei voluto essere come lei, quella mattina mi ero tolta la benda per non destare sospetti e avevo indossato un maglione grigio con le maniche abbastanza lunghe, la luna che mi ero fatta tatuare era molto carina, la mia era bianca mentre quella di Julian era tutta nera
-c'è qualcosa che devi dirci, Sav? - noi ragazze eravamo in cucina, durante il pranzo avevo parlato poco e non era da me, non potevo raccontare loro di Julian, del tatuaggio e della festa tutto insieme, partì dal tatuaggio, mi scoprì il polso
-l'altro giorno mi sono fatta questo tatuaggio- mamma rimase abbastanza stupita, come Taylor, le zie e mia nonna non cambiarono espressione, come se, prima o poi se lo aspettassero, ricoprì il polso
-e perché l'hai fatto? - mi inventai una scusa al volo perché certamente non potevo dirle "ero ubriaca a una festa a casa di un Clark che è la mia cotta segreta, sta mattina mi sono svegliata nel suo letto con questa luna"
-mi piaceva e volevo provare, non ti piace? - sapevo che mamma era un po' contro i tatuaggi, zia Katie la guardò con fare esasperato
-dai Hannah, è piccolo e semplice- mi sorrise
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Perché proprio lui?
Roman d'amourSavannah ha vent'anni e frequenta una scuola di moda a New York, la sua numerosa famiglia è tutto per lei e la difenderà con ogni mezzo ma quando conosce a fondo Julian, figlio del nemico dei suoi genitori capisce che non può fare a meno di lui, del...