-pantofole panda! - Julian estrasse dal sacchetto colorato il mio regalo
-è stato difficile trovarle del tuo numero, ha dei piedi enormi! - mi guardò serio abbassando gli angoli della bocca, mi fece il solletico e io stavo letteralmente morendo dal ridere
-basta, ti prego, me le riprendo se non mi lasci- mi rimisi dritta, passai a Jared un sacchetto natalizio, avevo visto il pigiama di birre qualche giorno prima e l'avevo preso subito, a Flynn regalai un videogame al quale l'avrei stracciato immediatamente, a Noah un libro di poesie, quel ragazzo era diverso da tutti quelli che conoscevo, voleva diventare un professore di letteratura inglese e adorava sedersi all'ombra di un albero a leggere poesie scritte decine di anni prima, a Jessica avevo preso un rossetto di Mac e a Rachel un album dove incollare tutte le foto che avrebbe scattato quell'estate.
Mi alzai dal divano, dovevo raggiungere Taylor al parco vicino casa sua, volevo vederla e lei voleva vedere me, probabilmente si inventò una scusa, mi aveva chiesto di portare anche Julian, se potevo, lui aveva accettato e così arrivammo a destinazione, intravidi Taylor seduta su una panchina
-ciao Sav! - la abbracciai, mi era mancata tantissimo! Quando si staccò guardò Julian, lo squadrò da capo a piedi e poi li porse la mano educata
-io sono Taylor, tu sei Julian, immagino- lui le sorrise e quasi m sciolsi nonostante la temperatura invernale di dicembre
-immagini bene- Taylor ridacchiò, sembrava tranquilla, sapeva che Julian era una brava persona, si fidava di me; per prima cosa andammo a prenderci una cioccolata calda, Taylor e Julian sembravano in sintonia soprattutto quando parlavano di football e di alcune tattiche di gioco, le avevo consegnato il regalo che le avevo preso su un sito on-line, era un cofanetto contente un'intera saga di libri sui vampiri, lei mi consegnò un pacchettino argentato, dentro c'era un braccialetto che aveva fatto lei, la riaccompagnammo in auto fino all'inizio della via, aveva fatto credere che era da Jamie, uno dei suoi migliori amici, la sera tornammo a casa, Julian si era divertito e io mi ero caricata nuovamente di sensi di colpa, perché avevo scelto proprio lui? Perché non qualche altro ragazzo? La risposta arrivò appena incrociai i suoi occhi: era il destino, il destino è quando conosci una persona che non stavi cercando per poi renderti conto che non hai mai desiderato nient'altro di meglio al mondo.
-tutto bene Peach? - non vedevo Taylor da circa due settimane, ci sentivamo al telefono e mi raccontò che i miei genitori avevano discusso parecchio ma che era tornato tutto a posto, avevamo ripreso le lezioni e io e Julian stavamo spesso in biblioteca a studiare, come in quel momento
-si, perché? - non mi sentivo molto bene, mi girava la testa ma non volevo farlo spaventare maggiormente
-hai una faccia strana, è successo qualcosa? - scossi la testa e mi concentrai sul bozzetto al quale stavo lavorando
-no, è tutto ok, hai studiato fisica ieri? -
-no, non mi piace, ci ho provato! - sbuffai, certe volte mi ricordava un bambino
-nemmeno a me piace, eppure la studio! -
-allora perché l'hai inserita nel tuo piano di studi? -
-pensavo mi sarebbe piaciuta- scoppiò a ridere e io con lui
-domani mia sorella otterrà una risposta da Laurent, poi ti farà sapere- annuì un po' agitata, sarebbe stata l'occasione della mia vita
-hai sentito tua madre? - scossi la testa dispiaciuta
-no- era la persona che mi mancava di più, a parte Taylor con la quale rimanevo in contatto, mia madre era sempre stata come una sorella, le dicevo qualsiasi cosa e lei mi ascoltava, mi trattava come un'adulta e io l'ho sempre apprezzato moltissimo
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Perché proprio lui?
RomanceSavannah ha vent'anni e frequenta una scuola di moda a New York, la sua numerosa famiglia è tutto per lei e la difenderà con ogni mezzo ma quando conosce a fondo Julian, figlio del nemico dei suoi genitori capisce che non può fare a meno di lui, del...