Simon
La situazione è sempre più drammatica e la cosa peggiore è che, nonostante l'impegno, le battaglie vinte e perse, gli amici e alleati morti in questi ultimi anni, non vedo una soluzione a breve termine. Abbiamo provato e tentato di tutto, ma la Triade ha potenti alleati in tutta America ormai perché il nuovo status quo va bene a molti potenti e ricchi, quindi ripristinare la situazione precedente sembra impossibile. La Neutralità dello Stato di New York sembra un vecchio sogno frutto della mente di un pazzo romantico.
Come se non bastasse il regime di terrore reintrodotto dalla Triade, le Ondate di magia sono sempre più frequenti e devastanti, la tecnologia sta diventando quasi del tutto inutile e internet è fuori uso da anni. Sembra di essere ripiombati nel periodo dell'Epurazione dove la legge del più forte è la principale e i più deboli ne pagano le conseguenze. Gli umani infatti sono rimasti davvero pochi ormai. Sono riuscito a salvare alcuni orfani di cui si occupava Makhaira, ma poi hanno voluto andarsene ed ora ho perso le loro tracce. Sono sicuro però che vivano nelle fogne della città come tanti altri giovani che hanno visto morire i loro genitori in questi anni di follia.Carl mi ha chiamato poco fa per il solito rapporto settimanale. Ultimamente si sta impegnando meno sul campo perché è in attesa del primo figlio e la cosa lo sta mettendo in agitazione, visto che manca poco. È eccitato e spaventato come un bambino, non l'ho mai visto così e mi fa un certo effetto. Non riesco proprio a vedermi nella sua stessa situazione, ora come ora. Anche perché mettere al mondo un figlio in questo momento mi sembra quasi un atto di egoismo, di follia! O forse sono loro ad essere i veri eroi? Genitori che hanno la speranza che prima o poi andrà meglio, che tutto si sistemerà e i loro piccoli non saranno mangiati dal primo pazzo che incrociano...
Sospiro rumorosamente mentre sistemo le carte degli ultimi rapporti. Un sorriso amaro mi distorce il volto che vedo riflesso nel piccolo specchio appeso sulla parete di fronte.
Ormai le giornate si susseguono tutte uguali, con noi cosiddetti Ribelli che cerchiamo di colpire il centro del potere, loro che contrattaccano e il sangue che scorre ininterrotto, ma nessuna delle due fazioni ottiene molto. A causa delle ondate di magia comparse all'improvviso e senza alcuna ragione apparante, creature strane e mai viste prima emergono all'improvviso e attaccano ogni essere vivente, a prescindere dalla fazione a cui appartengono. Le persone scomparse nel nulla sono sempre di più. La natura ha preso il sopravvento in molte zone della città e diverse aree sono diventate invivibili perché troppo pericolose e selvagge. Gestire le poche risorse rimaste per sopravvivere e le proprie persone sta diventando un compito sempre più arduo, ed io comincio ad essere stanco...Sono seduto alla mia scrivania e la luce entra scarsa dalla piccola finestra con inferriate. La giornata sembra uggiosa come il mio umore.
Ad un tratto squilla il telefono. La magia è bassa ora quindi gli apparecchi elettronici funzionano.Rispondo con voce spenta: "Pronto?" Pensieri e immagini del passato si accavallano nel mio cervello, distraendomi.
Una voce maschile, profonda e un po' agitata, prende parola: "Signore, abbiamo un'emergenza. Ci sono degli intrusi nel tunnel nord, vicino all'ultimo crollo, che dichiarano di conoscerla e di avere informazioni importanti. Cosa vuole che facciamo?"
Non è una tigre bianca, ma uno dei mutaforma miei alleati di guardia sotto i tunnel. Ultimamente abbiamo subito diversi attacchi dal basso. Stanno cercando in ogni modo di distruggere il quartier generale e me ovviamente, ma per ora sono stati sforzi vani. Sono un bastardo difficile da far fuori e anche mia madre, dopo anni di titubanza, finalmente sta capendo di che pasta sono fatto e ha lasciato perdere già qualche anno fa ogni velleità di scissione. L'unione è l'unico modo per sopravvivere in questa nuova giungla urbana.
Tamburello con la mano sul ripiano in legno e rispondo dopo aver riflettuto velocemente: "Mmmh, oggi è piuttosto tranquillo. Portateli al centro di comando. Voglio parlare con loro di persona." L'episodio ha risvegliato la mia curiosità.
"Sì signore." Poi riattacca.
Dopo circa quaranta minuti abbondanti, mi avvisano telepaticamente di essere quasi arrivati nell'edificio, allora mi alzo, prendo l'ascensore e raggiungo il piano terra.
C'è un po' di frastuono e confusione dato che ci sono diverse persone nell'atrio in attesa del mio arrivo. Sono talmente intenti e concentrati sui prigionieri, che non si accorgono di me. Per ricordare a tutti chi comanda e ottenere attenzione, ruggisco.
Il silenzio cala immediatamente e chi non fa parte del mio branco, si mette addirittura sull'attenti.
Mi avvicino con passo felino e silenzioso.C'è un uomo di circa trent'anni con le mani legate dietro la schiena, le spalle dritte e uno sguardo intenso, fiero. È un ghepardo molto potente e il suo animale è molto in superficie, lo sento, ma nonostante questo, gli occhi rimangono umani e seguono ogni mio movimento. Mi osserva come se mi conoscesse, ma non l'ho mai visto prima in vita mia ed è molto strano dato che potrebbe essere un capo branco. Un sorriso appena accennato, che definirei stranamente amichevole data la situazione, gli increspa le labbra.
A terra c'è una figura più piccola, magra e slanciata che sembrerebbe una donna.
Annuso subito l'aria per capire se il loro odore mi è familiare, ma non mi sembra...Mi avvicino e dico: "Fate alzare la donna."
Mi obbediscono e la tirano su. Se non fosse per i miei uomini che la tengono in piedi, non ce la farebbe, essendo semi svenuta. Sento infatti la puzza di una ferita infettata provenire dalla sua gamba e il suo corpo emana calore febbrile. Il volto è coperto dal cappuccio.
"Allora, ditemi chi siete e che cosa volete." Mi rivolgo proprio alla donna di fronte a me.
Lei a quel punto alza la testa, il cappuccio scivola di lato e due occhi unici ed incredibili, che non pensavo di vedere mai più, emergono dal buio.
Il cuore mi manca un colpo e mi accorgo di stare ringhiando.
Non può essere lei, la mia Makhaira.
Scatto in avanti e la raggiungo, una lacrima mi bagna il volto inconsapevolmente: "Mak, sei davvero tu?" È talmente magra e contusa che faccio fatica a riconoscerla.Lei sorride, il mio cuore ricomincia a battere e mi sembra di respirare per la prima volta dopo anni di apnea di cui non mi ero nemmeno reso conto fino a questo momento. Poi appoggia la testa sul petto vicino al mio cuore e dopo averlo baciato delicatamente, sviene.
La prendo al volo, spezzo con un colpo secco le corde che le legano i polsi e la raccolgo tra le mie braccia, che per l'emozione e la scarica di adrenalina, tremano.
Dopo aver sbraitato degli ordini che faccio fatica a ricordare, corro verso l'infermeria. La priorità è farla stare bene, guarirla da tutte le sue ferite. Poi ci sarà il tempo per capire dove sia stata per più di sei anni. L'ho cercata per così tanto tempo, ovunque, pagando ogni cifra possibile, ma nulla. Era svanita ed ero ormai convinto fosse morta, ma invece eccola qui, la mia Mak.È tornata da me ed ora niente e nessuno potrà mai più separarci.
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The Bounty Hunter - Hunted (Vol. 4)
FantasyIl mondo è cambiato da tempo: sono ormai più di 60 anni che gli esseri umani non rappresentano la specie dominante e le Autorità hanno dovuto creare delle leggi specifiche per evitarne la completa estinzione. Makhaira è un'eccezionale bounty hunter...