Finalmente lascio cadere il mio trolley sul pavimento della mia camera.
Ultimo piano, ovviamente. Trolley al limite del peso consentito, ovviamente.
Ma non è tempo di riposare.
Mi volto verso la Jus che sta tirando fuori una giacca dalla sua valigia.
“Jus?”
E non serve altro che uno sguardo.
“Si va da Strada!!”
Ogni volta che siamo venute a Londra, in realtà solamente due, siamo sempre arrivate alla sera. Tutte e due le volte, senza neanche pensare a cambiarci, ci siamo fiondate di corsa a mangiare da Strada, quello affacciato sul Tower Bridge. E questa sera non si po’ fare eccezione.
Adoro l’aria cosmopolita che si respira a Londra, così…non italiana se questo può avere un senso come spiegazione. Devo dire che arrivando da una città come Reggio Emilia… un buco praticamente, non devo certo cercare le differenze con il lanternino.
Non resisto e inizio a saltellare su per i gradini che ci portano al ristorante.
“Questo finisce su facebook!”
Mi volto e vedo che la Justine mi sta riprendendo con il cellulare.
Oh beh, chissene.
“Siamo a Londra, Baby!!” urlo come una cretina con le mani al cielo.
Sento delle persone ridere e girandomi noto una giovane coppia che mi guarda. Gli faccio il segno con i pollici in su e tiro fuori la lingua facendoli ridere ancora di più.
“Dai, veh bella, che l’aereo mi ha messo fame” dico zampettando verso l’entrata.
“Quello o le gocce tranquillanti? Fame chimica per caso?”
Ecco che ci risiamo. Ho solo paura dell’aereo, non mi drogo.
“Ehi, non sono una drogata. Questa volta ne ho prese solo il doppio di quelle consigliate. E non ci ho neanche bevuto dietro dell’alcool. Non come a Kos, li si che forse avevo esagerato. Ma…”
“Un tavolo per due?”
Oh, è arrivato Mr Pinguino. Ok, non è vestito elegante ma rimane comunque un cameriere. E giovane. E carino e…. italiano.
“Si, grazie!”
“Preferite interne? Altrimenti abbiamo un tavolo laggiù nell’angolo” dice indicando un minitavolo di fianco alla vetrata. Vista muro o vista Tower? E lo chiedi pure?
Da l mio sorriso deve aver capito quello che ho scelto perché con un cenno ci fa segno di poterci accomodare.
“Torno fra poco per le ordinazioni” dice lasciandoci due menu.
Davvero stranissimo trovare un cameriere italiano che lavora a Londra, da Strada poi non ne parliamo.
Ci sediamo e non posso fare a meno di scattare qualche foto.
“Ora provo il mio nuovo obbiettivo per il telefono” dico tirando dalla borsa un sacchettino nero. Li ho presi mesi fa ma non avevo ancora avuto l’occasione di provarli. Sempre che riesca a capire come si agganciano al telefono.
E infatti ordiniamo e ancora sto armeggiando per cercare di far stare fermo questo benedetto aggeggio che continua a spostarsi ogni volta che muovo il telefono. Ma come caz..
“Basta, ci rinuncio. Mi arrendo!” sbotto alzando il tono di voce esasperata.
“Permetti?”
Una voce alle mie spalle di fa distrarre dall’obbiettivo e non faccio in tempo a girarmi che vedo due mani che sollevano il mio cellulare di poco dal tavolo.
Clic.
“Ecco fatto!”
Beh, allora sono proprio negata.
“Ehm, grazie….” Mi giro per ringraziarlo ma il ragazzo si sta già avviando.
“Nick” sento mentre si allontana.
Io e la Jus ci guardiamo.
“Fosse passato prima!” e ridendo ci avventiamo sulle pizze che sono appena arrivate al nostro tavolo.
Spazio Autrice
Ciao ragazze!!! Eccomi di nuovo con un nuovo capitolo.
Non è molto lungo ma è una specie di transizione con quello successivo.
Come sempre qualsiasi commento (positivo o negativo) è sempre ben accetto purchè le critiche siano costruttive!!
Spero per la prossima settimana di aggiornare con il prossimo capitolo.
xxGxx
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Uno sguardo e tante pazzie // Harry Styles - One Direction
FanfictionA volte un regalo di compleanno si può trasformare nel regalo della vita! _________________________________________________________ “Mi bastano tre parole… Andiamo a Londra giovedì!” Sono quattro le… Un momento, cosa????? Sto ancora sognando??? Vado...