Capitolo cinque: Quel giorno all'improvviso

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"Asia, appena hai finito con quelle unghie vieni che ti devo parlare" disse Lorella alla ragazza.
Lorella era la titolare del centro estetico Raggio di Luna. La donna, dalla forte cadenza romana, trasferitasi a Bologna quindici anni prima per amore di un certo Vanni, che alla fine l'aveva lasciata per una più giovane, controllava su di un registro gli appuntamenti della giornata.
Di lì a poco, sarebbe arrivato un nuovo cliente, un pezzo grosso, un tale che lavorava in banca. Lorella non sapeva che banca fosse e tantomeno che ruolo avesse, ma il solo fatto che fosse uomo e che avesse un lavoro tanto importante, la mandava in fibrillazione.
"Eccomi Lorella, che c'è?" chiese Asia curiosa mentre si sistemava le maniche della camicia.
"Tra poco arriva Giovanni Tampi... Lavora in banca" disse le ultime parole a bassa voce, guardandosi in giro circospetta per poi arricciare la bocca in una smorfia compiaciuta.
"Chi?" chiese Asia.
"Uno importante, lavora in banca... La mia vicina ha un conto dove lavora lui. L'ha sentito lamentarsi del centro estetico dove andava... Zac... Gli ha detto del mio, dipingendolo come un centro di primissima qualità!".
Tutta orgogliosa Lorella spalancò le braccia troppo abbronzate, per indicare il suo piccolo impero, che con tanta fatica era riuscita a mettere in piedi.
Il sorriso forzato di Asia, non esprimeva lo stesso orgoglio di quello della sua titolare.

Non che Asia non piacesse lavorare al centro Raggio di Luna, ma c'erano in giro posti migliori.
Se ne era accorta un anno fa, quando era stata a Milano per un corso di aggiornamento sul gel per unghie Morgon, un gel che veniva dalla Svezia, una vera innovazione: facile da applicare, asciugava molto velocemente è la tenuta era quaranta volte superiore la media. Una volta applicate le unghie posticce, niente e nessuno poteva toglierle.
"Con il gel Morgon potreste attaccare un cucchiaio di metallo al piatto... Guardate" il rappresentante spalmò alcune gocce di gel ed ecco che la posata se ne stava appiccicata senza problemi sfidando la gravità, "basta un po' di solvente e il gioco è fatto": il cucchiaio si staccò delicatamente senza rovinare minimamente le stoviglie. Una vera rivoluzione sul mercato dei gel per unghie.
Il Morgon era un gel così perfetto che Asia ne acquistò solo una cassa per il centro estetico Raggio di luna, le clienti che tornavano a farsi applicare le unghie erano una buona parte del giro d'affari di Lorella. Il Morgon era un prodotto utile da tenere, ma da non utilizzare mai.
In quei giorni a Milano, tra un corso di aggiornamento e l'altro, Asia era stata in centri estetici di prim'ordine: arredamento di design all'ultima moda, ambienti luminosi, attrezzature di qualità, tanto bianco e pulito. Non che il centro estetico dove lavorasse Asia fosse sporco, tutt'altro, però l'arredamento lasciava un po' a desiderare: luci al neon, un paio di piante di plastica, diversi poster di spiagge tropicali un po' stropicciati e come sottofondo quella noiosa radio locale. Le postazioni lavoro poi, non erano certo tra le migliori, più che dignitose certo, ma la fòrmica dei ripiani, le ciotole di plastica, usate un milione di volte, avevano fatto il loro tempo.

"La mia vicina ha detto che Giovanni è un uomo distinto, un po' più giovane di me... Ma che 'me 'importa!" disse con il suo accento romano "ho tutto al posto giusto... No?".
Asia sorrise dolcemente. Anche se Lorella era un po' eccentrica era sempre stata una buona titolare.
"Voglio che tu lo accolga e gli faccia soppraciglia e una sessione di abbronzatura spray, come da lui richiesto... Mi raccomando parlagli di me!" Lorella si sistemò la minigonna in finta-pelle e la maglia un po' troppo attillata.
Asia annuì, del resto Lorella era sempre il suo capo, e anche se la cosa non la entusiasmava, avrebbe fatto il possibile per metterla in buona luce con quel tale.

E fu così che Giovanni Tampi, quel giorno di maggio, entrò per la prima volta al centro estetico Raggio di Luna, facendo sballare gli ormoni di tutte le commesse.
Giovanni Tampi non era bello, era un tipo: gli occhi scuri, la pelle abbronzata, i capelli in ordine, il completo e le scarpe lucide, facevano il loro effetto.

Detesto la mia adorata famiglia (Temporaneamente Sospeso)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora