finalmente mi ero fatto coraggio e avevo deciso di parlarle.
non che non l'avessi mai fatto, sia chiaro, spesso la prendevo in giro o le facevo qualche dispetto ma da lei avevo solo ricevuto qualche insulto poco offensivo, niente di che.
Aspettai appoggiato al mio armadietto, solitamente, da come l'avevo studiata l'anno precedente, entrava con la sua amica, quella figa ma fidanzata, se non fossi perdutamente innamorato di Savannah ci avrei provato con la morettina sicuramente.
Quella mattina accadde proprio ciò che speravo: lei che entra a scuola affiancata dalla sua amica, come al solito aveva fatto troppo tardi per truccarsi e per finire i compiti così leggeva con aria stanca gli appunti che teneva in mano, anche con le occhiaie e l'aria stanca era bellissima.
io avevo pianificato tutto: mi avvicino, le chiedo gli appunti con menefreghismo, lei inevitabilmente me li darà perché è gentile con tutti, anche con me.
però dovrò pur ridarglieli, no? quindi andrò nel suo appartamento a riconsegnarglieli e magari lei mi farà entrare.
Mi avvicino a lei dotandomi del mio sorrisetto alla Bred Pitt un po' sbilenco ma comunque affascinante, modestia a parte
-hey Kane! - la salutai con voce roca, le ragazze di solito la trovavano sexy, lei, però, chiuse l'armadietto molto forte e si voltò senza considerarmi minimamente, non avevo intenzione di lasciarmela sfuggire, non stavolta così le afferrai il polso e il suo contatto, il semplice tocco della sua pelle chiara e morbida mi provocò delle scosse elettriche ovunque, avevo già provato un suo contatto perché in quinta elementare mi aveva tirato un pugno, alla fine si voltò scocciata
-cosa vuoi Clark? - quanto odiavo il fatto di chiamarci per cognome, manco fossimo sconosciuti, insomma siamo nemici dalla nascita! io sorrisi per infastidirla, la lasciai andare e lei si massaggiò il polso, probabilmente avevo stretto troppo forte la presa, quando le chiesi gli appunti lei sbuffò e io la trovai decisamente carina da irritata
-perché non li chiedi ai tuoi amici- disse visibilmente annoiata
-sono sicuro che i tuoi siano più ordinati e corretti- mi inventai al momento non sapendo cosa dire, mi aveva colto alla sprovvista, credevo me li avesse dati subito e invece le si era formato un bel caratterino, non che prima non lo avesse, ad ogni modo mi passò un quadernetto giallo, la ringraziai promettendole di restituirglielo, lei se ne andò e io scoppiai appena la vidi svoltare l'angolo, feci un salto per fermare l'adrenalina e una giravolta stringendo a me il quadernetto, per fortuna erano tutti a lezione di fatti io ero in ritardo! Merda!
Corsi verso l'aula di statistica e alla velocità della luce entrai sedendomi affianco a Jared, uno dei miei migliori amici, mi portai la mano sul petto respirando affannosamente
-hei amico, sai che devi andarci piano- disse lui con tono di rimprovero, io annuì e bevvi un sorso d'acqua dalla bottiglia del mio amico, poco dopo iniziò la lezione.
-allora com'è andata con la rossa? - mi chiese Flynn sorseggiando una birra, Noah e Jared misero in pausa la partita alla Playstation per ascoltarmi, tutti e tre i miei migliori amici sapevano di Savannah e mi avevano sempre dato molte dritte: Noah quelle romantiche, Jared quelle più audaci e Flynn quelle più ragionevoli, i loro caratteri erano simili ai consigli che mi davano e li consideravo come fratelli anche se avevo già una sorella alla quale volevo un mondo di bene.
-è andata alla grande! - dissi estraendo dallo zaino il quadernetto giallo
-grande!- esclamò Flynn
-bene ora puoi passare allo step successivo: il sesso- disse Jared addentando una patatina, tutti scoppiammo a ridere e poi continuammo a giocare ai videogame seduti sul divano di casa nostra.
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Perché proprio lui?
RomanceSavannah ha vent'anni e frequenta una scuola di moda a New York, la sua numerosa famiglia è tutto per lei e la difenderà con ogni mezzo ma quando conosce a fondo Julian, figlio del nemico dei suoi genitori capisce che non può fare a meno di lui, del...