Capitolo 9

12 1 0
                                    

Ieri è stata una giornata fantastica, apparte ciò che è successo ad Anita, giuro che li ammazzerei uno ad uno.
È una giornata come le altre fino a quando non mi viene un'idea, all'improvviso ho voglia di andare sulla Terra, sono curiosa di sapere come stanno gli altri, osservandoli da lontano casomai, così chiedo a Caronte se possiamo farlo, e lui rispose:

"No, non esiste"

"Ma perché?"

"Non farai la pazza come ieri"

"Ma dai, non lo faccio lo giuro"

"E chi me lo assicura?"

"io"

"Un motivo in più per non farlo"

" *rido mentre lo dico* Daiii, * gli prendo il braccio e faccio la faccia che prega* ti prego... ti prego... ti prego, ti prego, ti prego, ti prego, ti prego, ti prego, ti pregoooooo"

"No"

"ti prego, ti prego, ti prego, ti prego, ti prego, ti prego, ti pregoooooo"

"Ho detto di no"

"Ma daii perfavore, perché sei così?" dico saltellando

"Perché si"
Noto che è parecchio divertito dalla situazione, lurido essere che non è altro, anche se da una parte mi fa piacere.

"E allora piango"

"E piangi" mi dice con un sorriso divertito

"Vaffanculo" dico, e ridiamo entrambi

"Siamo sicuri che non mi farai disperare e dovrò farti da babysitter?"

"Sicurissimi capo"

"Ma lo sai che non sarà facile vero?-"Non è detto che tornerai qui col sorriso"

"Lo so, ma l'affetto che provo per loro mi spinge a farlo" dico mentre mi stacco dal suo braccio

"Aah e va bene, ma non combinare guai"

"SIIIIII GLASHIE *Gli do un abbraccio*"

Sento che lui lo ricambia e poi ci stacchiamo.

Fa una negazione con la testa per esasperazione e poi ci trasforma, io con capelli neri e occhi verdi vestita in Street wear, mentre lui capelli bianchi legati a una coda bassa ovviamente accorciati e occhi scuri, vestito elegante e con un orecchino pendente.

"Mi hai cambiato anche lo stile in modo da essere irriconoscibile?"

"Si e anche per non dare troppo nell'occhio"

"Lurido"

"Ma che lurido, non dobbiamo farci notare, se vogliamo osservare le tue persone care"

"Ma io non mi sento a mio agio vestita così"

"Ti ci abitui"

"Che rottura di palle che sei"

"Senti chi parla"

"EHY"

"Forza dammi la mano" dice mentre il portale è già aperto

Prima di prendergli la mano saluto Cerbero e poi entriamo e mi ritrovo in un posto familiare , un bar per la precisione, in cui ci sono seduti dei miei amici, aspetta un attimo, non ci credo, ci sono anche Gioia e Giada e anche Simone e Alessio, sono piuttosto scioccata di vederli qui, chi ce li porta a Messina.

"Entriamo per favore, voglio sentire il dialogo"

Caronte annuisce ed entriamo, ci sediamo più vicino possibile a loro e per fortuna dove mi sono seduta si sente il loro discorso, sembrano tristi, molto tristi.

La Divina Commedia (per noi) Sfortunata (per loro)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora