CAPITOLO IV- OPERA D'ARTE

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CAPITOLO IV - OPERA D'ARTE

Per sua fortuna le mani dure e sfregiate di Bakugou afferrarono le sue,lo tirarono d'istinto verso la labile e alquanto fioca, luce che avevano.

La guardia mollò la presa sul suo mantello,pronta a sguainare un coltello sottile ed estremamente tagliente,ma Shouto riuscì a scansarsi.

La conosciuta sensazione di vuoto,freddezza , paura, gli chiuse il petto in una morsa senza chiave.

Si era affidato completamente a Bakugou, che trascinava lui e Kirishima per i sentieri erbosi dell'altra parte del fiume, solo il tempo di riprendersi dall'uso prolungato del suo potere.

Sentiva il ghiaccio che gli ricopriva il lato destro spezzarsi lentamente, mentre delle goccioline d'acqua evaporavano su quello sinistro.

Lasciò la mano di Bakugou e attese di riuscire a scorgere qualcosa di più delle collinette che stavano attraversando.

A Shouto ricordarono le montagne di mandorle in cui i contadini organizzavano il raccolto: si fermò un attimo ed afferrò il polso del biondo, che altrimenti sarebbe scattato avanti.

-Dov'è esattamente la strada provinciale?

In effetti, la loro priorità era stata quella di attraversare illesi, e possibilmente con tutti gli arti al posto giusto ,la sponda del fiume.

Ma ora,dove avrebbero dovuto svoltare?

Kirishima si accasciò a terra e Shouto si inginocchiò davanti a lui,tastando con delicatezza le braccia sfregiate del mago.

-Di solito da qui passano anche dei calessi a prenotazione, un po' come quelli che girano a Meetili... Credo che non sarà complicato prenderne uno.

Shouto annuì ed estrasse dallo zainetto blu i fazzoletti alle erbe che portava sempre con sè.

<<Sua mamma medicava con pazienza le ferite che, l'allenamento voluto da suo padre aveva lasciato sulle sue braccia.

Prendeva uno di quei fazzolettini alle erbe,lo sfregava tra le mani e poi gli chiedeva di riscaldarlo giusto un pochino.>>

Se lo portò alla mano sinistra e rilasciò un po' di calore, poi iniziò a passarlo sulle braccia di Kirishima.

-Ah! Pizzica!

-Sì scusa... Credo sia l'arancia, ma almeno siamo sicuri che non prenderai un'infezione,no?

Bakugou si era un po' allontanato e stava sfilando alcuni abiti dalla sua sacca.

-Cosa fai?

-Ora oltre che scemo sei pure cieco?

-...- sbuffò, - Nel senso: perchè stai prendendo dei vestiti?

-Bhè, tu hai praticamente tutta la mantella stracciata, Capelli di Merda si è strappato quella povera camicia e neanche io sto messo benissimo... Inoltre non mi pare il caso di viaggiare a capo scoperto, ma per fortuna ci sono anche dei mantelli.

Shouto si cambiò, aiutando prima Kirishima a sistemarsi, ma Bakugou gli afferrò di scatto il polso.

-Sanguini tutto.

A volte capitava che Bakugou agisse d'improvviso e infatti, afferrata una benda da chissà dove, gli fasciò stretto il polso sanguinante.

Shouto fu sicuro di arrossire fino alla punta dei capelli.

Raggiunsero la fermata dei calessi una decina di minuti e per loro fortuna, uno era parcheggiato sotto la chioma di una grande quercia.

Coperti dai mantelli, si avvicinarono.

Bosco Fitto |COMPLETATA|Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora