Alex, Matilde e Roberta si svegliarono di soprassalto, tutti sudati.
-Complimenti avete passato l'esame! Tutti quanti, anche tu Matilde.- le sorrise Carla. -Sarà il caso che andiate a mangiare ora, sono già le sette.
I tre si recarono fuori dall'aula e poi si abbracciarono.
-Ce l'abbiamo fatta- esclamò Alex con le lacrime agli occhi.
-E abbiamo anche scoperto il tuo potere!- urlò a Matilde.
-Ma a chi importa del mio, hai visto cosa puoi fare tu se qualcuno muore vicino a te?
Anthony uscì dal suo esame. -Ragazzi, com'è andata? -Bene, a te?- rispose Alex.
-Benissimo- disse - Posso raccontarvelo a cena? Sto
morendo di fame!
Mentre si dirigevano in sala da pranzo Alex cominciò
a riflettere. Non potevano dire tutto a Roberta senza essere certi che non fosse lei il direttore. Non sarebbe stata una scelta saggia vista la situazione. Doveva essere onesto con lei, e dirle che non poteva parlarle fino a che non avesse scoperto chi fosse l'assassino di Grey.Arrivati nella sala da pranzo si sedettero al tavolo dove Hannah e Noemi li stavano aspettando con ansia e trepidazione.
-Ragazzi! Com'è andata?- chiese Hannah, sperando di sentirsi dire da Matilde che ora conosceva il suo potere.
I ragazzi si sedettero e raccontarono tutto.
-FAMMI CAPIRE- iniziò Noemi -TU RISVEGLI GLI ARIAI? CHE FIGATA!
-E tu- disse Hannah riferendosi ad Alex- riesci anche a rubare i poteri a chi muore vicino a te? Ragazzi è fantastico!
-Si!- urlò Noemi.
-No- esclamò Anthony, ragionevolmente direi -Oltre a dire che è figo possiamo far notare quando il potere di Alex sia inquietante?!
L'amico rise. -Comunque, questo discorso e questo racconto ha impiegato tutta la nostra cena e dato che abbiamo finito di mangiare, possiamo andare in biblioteca a parlare di quelle cose che noi sappiamo?
-Subito- rispose Hannah sorridendogli.
-Roberta- continuò Alex -Devo chiederti un favore. Tutti si guardarono con aria interrogativa.
-Dimmi pure.
-Ti devo chiedere se, per oggi, puoi non venire con
noi.
Le si scurì in volto. Credeva di aver trovato degli
amici.
-Perché? Avevi detto che...-Lo so cos ho detto,- disse lui sorridendo premuroso - Ma mi devi ascoltare attentamente. Non voglio essere cattivo, ma la situazione è molto delicata. Ti prometto che ti spiegherò tutto, ma non è questo il momento.
-Voglio proteggerti,- continuò -Lasciami parlare solo con loro, poi ti dirò tutto. Va bene?
Roberta stava riflettendo. Doveva essere una situazione molto seria, e aveva senso che loro parlassero senza di lei.
-Va bene, ci vediamo domani a colazione.
Tutti, tranne lei, si alzarono. Anthony rimase un secondo seduto.
-Perché Alex si è messo a ridere-. Disse tra sé e sé - Quel potere è davvero inquietante!
I ragazzi uscirono dalla mensa e una volta in biblioteca si sedettero ad un tavolo isolato e, essendosi accertati di non essere sentiti, iniziarono a parlare.
-Secondo voi sono stato troppo duro con lei?- chiese Alex
-No- disse Hannah -Voglio dire, noi non sappiamo chi sia il direttore. È giusto essere prudenti prima di sapere la verità.
-Da dove cominciamo?- domandò Anthony.
-Ragazzi,- disse Alex -mi dispiace avervi detto che non mi fido di voi. È ragionevole che abbiamo perso un po' la fiducia, ma è esattamente quello che vuole. Sta cercando di dividerci.-E quindi, come vogliamo comportarci?- aggiunse Noemi -abbiamo solo due possibilità.
-Ossia?- chiese Matilde.
-Possiamo non fidarci gli uni degli altri, ma a quel punto non riusciremo a scappare e il direttore ci prenderà, oppure possiamo tentare la fuga e affrontare il direttore quando si rivelerà. Perché è ovvio che lo farà.
-Ce n'è anche una terza in realtà- continuò lei -Ossia aspettare che si riveli e agire solo allora. Ma temo che questo gli dia troppo tempo per organizzarsi, e a quel punto non saremo più in grado di fuggire.
-A dire il vero- puntualizzò Anthony -Lui è già organizzato. Se è davvero uno di noi sa già quello che faremo.
Tutti si squadrarono con aria sospetta. Chi poteva essere?
-Non ce la faccio- disse Noemi -E' estenuante questa cosa. Se non fosse tra di noi ma stesse cercando di farcelo credere? Anche questa è una possibilità.
-Io credo- esclamò Alex- che il direttore saprà in ogni caso quello che stiamo per fare. Grey è morto per cercare di farci fuggire, e anche solo per questo dobbiamo tentare. Domani notte ci recheremo velocemente alla colonna e scapperemo dopo aver ucciso il direttore.
Tutti rimasero zitti, come per decidere in che modo dirgli che era un pazzo esaltato, ma dopo poco ognuno di loro si mostrò d'accordo.-Allora è deciso- disse- Domani partiremo e ci troveremo qui domani mattina per parlare bene dei dettagli, ora andiamo a dormire.
-Alex aspetta.- lo interruppe Hannah.- Dobbiamo aspettare che l'uomo di cui ha parlato Cameron venga da te. Sei in grado di sapere che avverrà domani?
-No, ma se è vero che, come ha detto Cameron, sarebbe arrivato nel momento del bisogno, allora arriverà. È questo il momento.
-E Roberta?- chiese Anthony confuso- Dobbiamo dirglielo?
-Non possiamo lasciarla qui, se fosse davvero chi dice di essere- rispose Hannah -In realtà non dovremmo lasciare qui nessuno.
-So che quello che sto per dire non è il massimo- esclamò Alex -Ma non possiamo scappare tutti, non riusciremo mai.
-Torneremo a salvare tutti dopo?- chiese Matilde.
-Si, compresa Roberta.
-Le potremmo spiegare tutto e organizzare una fuga
per tutti gli altri, no?- propose Anthony.
-potremmo scriverle un biglietto, ma sarebbe rischioso
se fosse lei il direttore. Ci penserò stanotte, e domani decideremo insieme.
I ragazzi andarono a letto, ma la notte non fu tranquilla per Alex.
-Anthony- disse lui, già a letto. -Dimmi.-Per quanto riguarda quello che è successo oggi... -Stai tranquillo, non ce bisogno che tu dica niente. -Volevo dire che...
-Non avrei dovuto baciarti -lo interruppe Anthony -
Sono stato uno sciocco, dovevo rendermene conto prima che ti piace Hannah. È così evidente. Buonanotte.
-Anthony, ascoltami.
Lui non rispose.
-Anthony?
Alex capì che era meglio stare zitto. Il suo compagno
di stanza stava piangendo. Alex gli piaceva davvero tanto, ma era tutto inutile. Che idiota che era stato.
Verso le tre di notte Alex si svegliò. Nel buio più totale vide una luce nel corridoio e sentì degli strani suoni. Un attacco d'ansia lo colpì, ma poi si fece coraggio e senza fare rumore, per non svegliare nessuno, si addentrò nel corridoio, stranamente illuminato, e seguendo gli strani rumori che udiva vide una porta che conduceva ad una stanza da lui mai vista prima. Vi si affacciò senza farsi vedere e potè osservare una scena raccapricciante. Non poteva essere vero. Non poteva. Non voleva crederci.
Tornò in camera ansimando tra le lacrime e prima di riuscire a riaddormentarsi passarono quelle che a lui sembrarono ore. Dovette mantenere la calma quando lo sentì entrare in camera sua. Evitare di ucciderlo fu un grande sforzo.Alex sognò tutti i suoi amici durante la fuga. Dopo ciò che aveva visto però sarebbero davvero potuti fuggire?
Erano state tutte bugie? Era stato male e si era preoccupato per niente?
Non poteva essere vero.
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Il Pianeta Perduto: l'ombra del direttore
FantasíaChe cosa succede realmente all'interno dell'albergo Alex non lo sa. L'unica cosa che conosce è di essere stato trasportato lì senza ricordi, con la sola consapevolezza di avere dei poteri speciali che gli serviranno una volta liberato, dopo cinque a...