Il signor Grey si diresse dalla signora Mirror.
-Devi farmi un favore.
-Dimmi.
-Ho ucciso Hannah- scoppiò in lacrime. Lei lo
abbracciò.
-Come siamo finiti a fare tutto questo...Non posso
crederci...
-Matthew, non c'era scelta. Abbiamo solo fatto un
favore ad un'amica. Sono certa che ci fosse un motivo se Sky ci ha detto tutto questo.
-E se fosse sbagliato? Se tutto ciò non portasse a nulla di buono?
-In che senso?
-Voglio dire, io sto facendo di tutto per non farli scappare. Ho anche ucciso uno di loro, ma non so se impedirlo sia la cosa giusta. Quello che mi ha detto Ellifore però mi ha fatto riflettere.
La Mirror lo guardò con fare interrogativo. -Cosa ti ha detto.
Grey le raccontò ciò che lei aveva detto ad Anthony, i cui ricordi erano condivisi con il direttore.
-Non possiamo sapere cosa ci riserva il futuro, ma sono certa che Sky avesse un piano ben preciso, e anche Ellifore lo ha. Se ha detto quelle cose ci sarà un motivo.-Con il piano che abbiamo adottato comunque non dovrebbero essere in grado di fuggire. Non c'è più il sangue di Hannah, è impossibile.
So che voi non starete capendo molto dei discorsi tra Grey e la Mirror, ma vi prometto che un giorno avranno un senso.
-Che favore ti dovevo, Matthew?
-Pulisci la cella di Hannah e porta il suo cadavere nella cella frigorifera. Non deve rimanere neanche una goccia di sangue.
Grey si allontanò e la Mirror si diresse nel corridoio delle prigioni.
-Ciao Rose- disse ad Anthony.
Alex era disperato, come tutti, e si era rannicchiato in un angolo a piangere. Lui si era fidato di Grey, e aveva sbagliato. Ora Hannah era morta, e Anthony non aveva più i suoi ricordi. Senza il sangue non potevano uscire. Aveva di nuovo creduto alla persona sbagliata.
Alex aveva perso Hannah e non le aveva mai detto quanto tenesse a lei, quanto le volesse bene, e ora non avrebbe potuto mai più farlo. Si mise a piangere con ancora più forza.
Nel frattempo la signora Mirror pulì in maniera ineccepibile la cella di Hannah e ne portò via il cadavere.
Rose la salutò e si rimise seduta vicino alla porta.
Alex non aveva più speranza. Ripensò a quello che aveva detto Hannah, di non arrendersi, ma come poteva non farlo, in quel momento?Poi però pensò che la ragazza era morta vicino a lui, e che quindi ora lui ne aveva assunto il potere. Poteva creare qualunque cosa volesse. Rifletté su cosa potesse essere effettivamente utile, ma nulla sembrava poter rompere quel vetro.
Eppure quando anche quella flebile speranza gli fu tolta il ragazzo sentì una voce.
-Alex- disse.
Lui alzò la testa e vide l'uomo che aveva trovato nella sua camera, quello che gli aveva dato la mappa.
-Puoi rispondermi, non preoccuparti. Nessuno ti sentirà, o ti vedrà parlare con me.
-Cosa ci fai qui?- chiese Alex irritato -Non potevi arrivare prima che Grey uccidesse Hannah! Non potevi portarci tutti via con la magia!
L'uomo assunse un'espressione triste. -Sono arrivato il prima possibile- si giustificò -Ero uscito dall'albergo per contattare Ellie e sono rientrato tramite la magia, grazie ad essa nessuno si è accorto di me. Essa però non è così' potente da portare via tutti voi...
Alex pensò che aveva sbagliato ad arrabbiarsi con lui. Hannah sarebbe dovuta morire comunque. L'uomo non aveva colpa, e anzi stava cercando di aiutarli. Il ragazzo riuscì a smettere di piangere.
L'infiltrato mise una mano sul vetro.
-Sarà difficile romperli tutti, sono vetri molto particolari.
Rifletté un attimo. - Però posso provarci.L'uomo alzò le mani verso il cielo e le mosse come se stesse impacchettando un regalo, poi le batté e su ogni vetro si formò un buco grosso come il tappo di una bottiglia.
Rose non si accorse di nulla, in quando l'operato dell'uomo era invisibile, eppure il mago permise agli amici di Alex di vedere il buco.
Matilde, con gli occhi rossi, guardò Alex dalla cella di fronte alla sua e lui annuì come per dire "ho un piano".
L'infiltrato, con un'altra magia, entrò nella cella di Alex attraverso il buco.
-Fantastico- disse -Alex, io mi chiamo Rick e ora ti spiegherò cosa faremo.
-Cosa?
-Io sono un mago, ma maghi lo si diventa con il tempo. Eppure ho un potere dalla nascita, attivare e disattivare alcuni apparecchi elettronici. Ora io ti libererò e dopodiché ti passerò il mio potere, poi tu libererai tutti i tuoi amici. Hai per caso un modo per intrappolare in quelle catene metalliche che vi avvolgono quel ragazzo- segretaria?
Si riferiva chiaramente al povero Anthony.
-Posso parlare con gli altri miei amici?
-Si, ho fatto un incantesimo molto complesso. La
segretaria non sentirà ne vedrà nulla di quello che stiamo facendo.
-Perfetto. Ragazzi- chiamò Alex- Rick ci farà uscire. -Scusa, chi?- chiese Noemi.Rick sorrise e schioccò le dita, tutte le catene che tenevano imprigionati i nostri protagonisti si aprirono, eppure Anthony non notò nulla. Erano liberi (almeno quello).
-Alex, ora vi trasfromerò in vapore e vi farò uscire da questi fori, ma poi devi continuare da solo.
-Cosa intendi?
L'uomo non rispose. Cominciò a muovere le dita, e Alex si sentì più leggero. Si era trasformato in ammasso amorfo di gas. Attraversò il vetro, con gli altri amici, e tornò normale. Rick sorrise prima di cadere a terra e polverizzarsi. Era morto per donare ad Alex il suo potere.
-Tu sei... morto per noi?- disse lui con ammirazione - Vinceremo anche per te.
Poi si fece forza, si alzò e creò una sbarra di vetro con il potere di Hannah.
-Scusa Anthony- disse.
Rose li aveva notati. -Cosa ci fate fuori!
Corse verso di loro, ma Alex la colpì sulla testa.
Svenne.
-Mi sorprende che sia stato così semplice- disse
Matilde.
-So che la morte di Hannah ci ha devastati- cercò di
dire Alex -Ma noi dobbiamo continuare anche per lei. Sapete, è lei che mi ha dato la forza di continuare quando pensavamo che il direttore fosse Anthony. Mi ha detto di non arrendermi, e io non mi arrenderò e tenterò di nonpiangere. Per lei. Per onorarla. Ora ci dirigiamo alla colonna.
-Alex- disse Noemi -Non vorrei rovinarti i piani, ma Anthony?
-Non possiamo farci nulla- disse pieno di rammarico. Non voleva lasciarlo lì, ora che sapeva che era innocente, che il bacio era sincero.... ma non c'era alternativa.
- Chiederemo alla maga Ellie di salvarlo. Non c'è altro che possiamo fare.
-C'è un altro problema- fece notare Matilde, che si rese conto che Alex aveva ragione -Non abbiamo il sangue di Hannah.
Alex si rese conto che non potevano scappare, era tutto inutile. Poi successe una cosa inaspettata. In un angolo della stanza vide la donna della biblioteca. Gli sorrise, poi gli disse -Alex, la tasca.
Sparì.
Alex inserì la mano nella tasca e toccò un fazzoletto. Un fazzoletto di carta. Ricordò che dopo la caduta di Hannah in biblioteca lui le aveva pulito il sangue con un fazzoletto che (schifo) si era messo in tasca. Si era dimenticato di buttarlo e si ricordò che anche se avesse lavato i pantaloni tutto ciò che aveva nelle tasche sarebbe rimasto intatto.
La donna gli aveva detto che avrebbe dovuto usare gli stessi pantaloni di quel giorno, durante la fuga.
Ora Alex capiva perché. Tirò fuori il fazzoletto. Era sporco di sangue.Hannah non c'era più, ma ciò che serviva loro c'era.
Alex urlò di gioia. - LO ABBIAMO! ABBIAMO IL SANGUE! POSSIAMO SCAPPARE.
Ci fu un urlo di gioia collettivo, ma sottovoce, per non farsi scoprire. Alex guardò fuori dalla stanza: non c'era nessuno.
I ragazzi andarono nella sala dell'arrivo-andare e si avvicinarono alla colonna. Alex prese il fazzoletto di carta. Fece un respiro e lo appoggiò alla base della colonna.
Le pietre cominciarono a scintillare. La base circolare della colonna tremò e incominciò a scendere. Era un ascensore.
Essa prese a muoversi verso il basso e dopo poco il pavimento della sala dell'arrivo andare si richiuse.
Le pietre facevano luce nel buio, mentre l'ascensore conduceva Alex verso la libertà.
Il ragazzo pensò ad Hannah.
Quanto avrebbe voluto che anche lei vedesse questo. Che fosse lì con loro.
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Il Pianeta Perduto: l'ombra del direttore
FantasyChe cosa succede realmente all'interno dell'albergo Alex non lo sa. L'unica cosa che conosce è di essere stato trasportato lì senza ricordi, con la sola consapevolezza di avere dei poteri speciali che gli serviranno una volta liberato, dopo cinque a...