Carola si svegliò. Era notte fonda e non aveva per niente voglia di alzarsi, ma doveva andare al lavoro. Si diresse in camera della figlia Sara, per controllare se stesse dormendo.
La donna salì in macchina e una volta uscita dal garage si diresse al Trairon, l'edificio nel quale il governo, di cui lei stessa faceva parte, si occupava della città.
Vi arrivò dopo cinque minuti, ma prima di entrare nel possente edificio nero che si trovava nel centro della città si mise a fissare il parco rotondo che vi trovava davanti. Delle querce erano dispose in circolo, con all'interno un lago perfettamente circolare.
Ripensò a ciò che era successo poco tempo prima, chissà come stavano sua sorella e suo nipote...
Quella notte era andata al lavoro un'ora prima, aveva un progetto architettonico da finire entro il giorno successivo. Il Trairon era completamente vuoto.
Quando stava per entrare sentì uno strano boato provenire dal soffitto dell'enorme caverna in cui si trovava la città.
Fissò in alto, chiedendosi che cosa fosse successo. In quel momento si sentì un'altra scossa e dal soffitto cominciò a scendere una piattaforma circolare.Carola si chiese cosa potesse essere, e intimorita si mosse verso il parco. La piattaforma di posò nel lago. Lei vide dei ragazzi esultare.
-Ci siamo riusciti!- disse Noemi felice.
I ragazzi si riunirono in un grande abbraccio.
-Peccato solo che lei non sia qui- disse Matilde, con le
lacrime agli occhi.
-Le sarebbe piaciuto così tanto.- continuò Noemi.
Alex avrebbe voluto urlare, piangere e sbraitare, ma si
tenne tutto dentro per il bene del gruppo. Hannah gli aveva detto di essere coraggioso.
-Ragazzi- disse -è triste, lo so, ma non è questo il tempo per disperarsi, per quanto vorrei farlo anche io. Dobbiamo ancora capire dove andare.
Tutti annuirono e cercarono di trattenere le lacrime.
Io non so come abbiano fatto a non urlare e a distruggere tutto (io l'avrei fatto), forse col passare dei secoli l'umanità aveva perso la parte del cervello responsabile dell'eccessiva tristezza? Ne dubito, erano solo estremamente forti.
-Wow- si stupì Alex -Ma cos'è questo posto? Carola si stupì sentendo quella voce.
-Alex, sei tu?- sussurrò, con le lacrime agli occhi. -ALEX- urlò, correndo verso il ragazzo.
Lui si girò verso la voce, ma prima che potesse fare qualsiasi cosa una donna lo strinse in un abbraccio fortissimo.
Lo guardò e gli pizzicò le guance come era solita fare.Tutti guardarono la scena atterriti.
-Alex, cosa ci fai qui?
La donna si girò verso gli altri ragazzi.
-Noemi?- chiese - Matilde... cosa sta succedendo? -Alex- continuò -Jiron vi ha permesso di tornare qui? Loro guardarono Carola confusi.
-Cosa c'è ragazzi?
-Noi...- chiese Alex -Non sappiamo chi tu sia.
Lei lo guardò perplessa. -Come non sapete chi io sia... -Alex sono tua zia. Tua madre era mia sorella... non
ricordi? Siete stati scelti da Jiron, come puoi non ricordare...
-Mia... zia?
-Si, la zia carola. Ti facevo sempre le polpette... non ricordi?
Alex non si ricordava, non aveva la minima idea di chi fosse quella donna, eppure la abbracciò.
-Cosa sta succedendo... dove siamo, ci spieghi?
-Certo- rispose lei confusa -Questa è la città dove vive ciò che rimane del genere umano. Io sono parte di coloro che la governano.
-Chi è Jiron?- chiese Matilde.
-E' l'entità che ci ha permesso di vivere qui. Ogni anno sceglie trenta ragazzi, quindici maschi e quindici femmine, che avranno una missione importante da compiere per rendere il mondo un ruolo da poter popolare nuovamente. Comunichiamo con lui grazie ad un'enormesfera posta al centro del nostro ufficio, ci parla solo se ha qualcosa di importante da dire.
-Quindi- chiese Noemi -I nostri genitori sono qui?
-No, anche loro scompaiono per lavorare con Jiron, ma non sappiamo cosa facciano. Non capisco perché non ricordate niente.
Alex la fissò. -Zia, è una bugia.
-Come?
-Tutto questo è una bugia.
Alex raccontò tutto quello che era successo loro. La
donna lo fissò atterrita.
-Non è possibile.
Arretrò, scese dall'ascensore, e si gettò per terra.
-No, questo non è vero... Jiron ci ha permesso di
sopravvivere. Ci ha dato questa città, ci ha salvato dalla devastazione del mondo esterno, ci spiega come fare a vivere in società e sceglie i nostri figli per migliorare il mondo... non lo fa per rinchiuderli senza memoria per cinque anni e poi mandarli chissà dove...
-E' così zia... è la verità.
Carola stesse zitta e lo fissò. Poi si decise a parlare. -Cosa dovrei fare ora...
Alex le poggiò la mano sulla spalla. -Aiutaci a fuggire. La donna si asciugò una lacrima, e mostrò una forza
straordinaria. -va bene, poi penserò a cosa fare in città.
I ragazzi scesero dall'ascensore, che subito si librò in
volo per tornare nella Sala dell'arrivo-andare.-Però ragazzi...- Carola aveva un'espressione scura in volto, come se stesse per dare una cattiva notizia- In questa caverna non ci sono delle uscite...
Alex si mise a riflettere.
-La parete!- esclamò.
-Come?- chiese Noemi.
-Sulla colonna c'era scritto che il sangue di Hannah
avrebbe dovuto toccare anche una parete. Se fosse la parete di questa caverna?
-Venite con me-
Carola, quasi prima di aver finito di parlare, si mise a correre. I ragazzi cercarono di seguirla. Era davvero molto veloce.
I ragazzi corsero, nel buio della notte, tra delle vie strette su cui si affacciavano casette di mattoni rossi. Erano molto semplici.
Essi raggiunsero Carola, che si era fermata davanti alla parete.
-Eccoci arrivati. La vostra destinazione. una delle pareti della grotta più vicine.
Alex prese il fazzoletto e, sperando con tutto il cuore che funzionasse, in quanto non potevano rimanere lì a lungo (Grey li avrebbe cercati), lo appoggiò sulla roccia.
Attorno alla sua mano si creò un alone luminoso. La roccia si crepò e si formò un'apertura.
I ragazzi esultarono, poi Alex si girò verso sua zia. -Cosa farai? Lo dirai a tutti?
-Non lo so, ci devo pensare...-Alex- disse Matilde- Dobbiamo andare, prima che arrivi Grey a cercarci... per quel che ne sappiamo potrebbe anche essere già dall'altro lato, ad aspettarci.
Alex abbracciò sua zia.
-Grazie, è stato bello conoscerti.
-E' stato bello incontrarti di nuovo- rispose lei,
rivolgendosi poi a tutti -Buona fortuna ragazzi, spero di rivedervi, prima o poi.
Carola si voltò e corse via piangendo, indecisa su cosa fare ora che sapeva la verità e consapevole che non avrebbe visto mai più suo nipote e sua sorella.
Alex si incamminò nella roccia, seguito dagli altri. Appena mossero un passo, l'apertura dietro di loro si chiuse, e si ritrovarono immersi nel buio.
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Il Pianeta Perduto: l'ombra del direttore
FantasyChe cosa succede realmente all'interno dell'albergo Alex non lo sa. L'unica cosa che conosce è di essere stato trasportato lì senza ricordi, con la sola consapevolezza di avere dei poteri speciali che gli serviranno una volta liberato, dopo cinque a...