Alex stava precipitando quando il tempo si fermò. Pensava di aver fatto decisamente la scelta sbagliata. Non so voi, ma se io fossi davanti ad un precipizio non credo che lanciarmi nel vuoto sarebbe la prima cosa che mi verrebbe in mente di fare. Era più che certo che si sarebbe schiantato, quella voce d'altronde sarebbe anche potuta essere una trappola creata da Grey per ucciderli, ma che
altra scelta poteva avere, farsi catturare?
L'aria faceva attrito sul suo corpo, quando tutto si fermò. Guardò i suoi amici, immobili nella caduta.
-Cosa sta succedendo?- chiese Noemi, a testa in giù.
-Ci siamo fermati- rispose Alex.
-Questo lo vedo, grazie. Ma come?
Nessuno aveva una risposta.
-Non vedevo l'ora di incontrarvi di nuovo.-
Una voce tuonò nell'aria, o meglio, un'insieme di voci. Era come se duecento persone stessero parlando tutte insieme.
Un uomo stava camminando nell'aria. Indossava dei pantaloncini da calcio ed una t-shirt blu. Non era possente, anzi. Era magro, alto, sembrava un normale ventenne. I ricci capelli castani gli coprivano gli occhi. Il suo viso era squarciato da una cicatrice luminosa.
-Chi sei?- chiese Alex, che si rese conto di non riuscire a muoversi.- Domanda sbagliata- rispose lui -Ma se ci tieni ad avere una risposta, non è questo il momento. Arriverà un giorno in cui lo saprete, e sarà meravigliosamente tragico.
Si portò il dito alla bocca, come ad invocare il silenzio. -Non pensavo che sareste riusciti per DAVVERO a scappare. Mi devo ricredere, siete tipi tosti, ma abbastanza per affrontare quello che vi troverete davanti a breve? Sapete, il nostro mondo è così straordinariamente caotico che,- rise allargando le braccia -A volte le persone muoiono in maniera straordinariamente inutile. È così bello ed eccitante.
Alex pensò che fosse pazzo.
-Come la vostra amica, Hannah. Era davvero carina, peccato per la spada che l'ha appena trapassata. Ora non esiste più. È crudele no?
L'uomo aveva un grande sorriso in volto, e muoveva le mani recitando teatralmente, enfatizzando ogni parola, come se si stesse davvero divertendo. Alex avrebbe voluto tirargli un pugno. Cercò di muoversi.
-Poverina, mi spiace tanto. Ed è pure morta inutilmente, visto che in ogni caso fallirete e morirete, anzi TUTTI moriranno. Non è molto carino, per voi. Alex, vedo che stai cercando di muoverti. Scusami, non sono stato gentile a lasciarvi in quella posizione così scomoda.
Il ragazzo schioccò le dita, e Alex e i suoi amici si raddrizzarono nell'aria.
Gli si avvicinò.-Vuoi colpirmi? Fallo, ti faccio questo dono prima di strapparti la vita e ogni speranza.
Alex gli tirò un pugno, ma lo attraversò.
-Ops, mi sono dimenticato di dirti che non sono davvero qui. Sono prigioniero, purtroppo.
Fece una smorfia di tristezza.
-Trattenuto in modo così crudele solo per aver commesso in tremendo genocidio, che in realtà non ho neppure iniziato io.
Alex notò che la sua mano continuava a cambiare forma, spesso diventano anche la zampa di altri animali.
-Ti piace la mia mano o non ti piace la forma che sto assumendo? Posso cambiare, se vuoi.
Il ragazzo mutò. Ora era leggermente più basso, ma aveva ancora i capelli ricci.
-Ecco, ora ho l'aspetto di uno di voi.
Li scrutò.
-O no, on è vero, non c'è. Che sbadato, credo proprio di aver sbagliato. Sapete, dall'altro lato del mondo c'è un gruppo di persone che assomiglia spaventosamente a voi, devo essermi confuso, sarei dovuto andare da loro. Vi chiedo perdono.
Qualcuno di simile a loro? E di chi era l'aspetto che il ragazzo aveva assunto?
-Forse incontrerete questa persona presto, forse no... Chi lo sa. MA è certo che noi ci rivedremo, anche solo nel fondo del vostro cuore. Mi sembra di percepire che uno di voi, forse qualcuno che dovete incontrare, o re-incontrare,sta per tradire la vostra fiducia. Sarà divertentissimo vedervi affranti e demoralizzati.
-Molti esseri umani tendono ad incolparmi quando fanno sbagli, avvengono tragedie o compiono azioni che vanno contro la loro stupida moralità. Che cosa stupida, è molto più bello fare quello che si vuole. Si sentono in colpa, e credono che la colpa che sentono sia mia, senza rendersi contro che sono loro stessi l'origine del loro male. Io sono solo un riflesso di quello che loro sono. Non capiscono che sono loro stessi, indipendentemente da me, ad essere spaventosamente... caotici.
Si leccò le labbra come se avesse appena mangiato qualcosa di estremamente gustoso, e fece un sorriso perfido. Il sangue di Alex si gelò, l'aria divenne cupa. Chi era davvero?
-Au revoir.
Svanì, e Alex continuò a precipitare nel buio.
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Il Pianeta Perduto: l'ombra del direttore
FantasyChe cosa succede realmente all'interno dell'albergo Alex non lo sa. L'unica cosa che conosce è di essere stato trasportato lì senza ricordi, con la sola consapevolezza di avere dei poteri speciali che gli serviranno una volta liberato, dopo cinque a...