Capitolo 26

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La mattina dopo mi svegliai abbastanza stanca, essendo stata sveglia con Luigi fino a tardi a giocare a Scala 40, e, dopo essermi lavata e vestita, andai in cucina per prepararmi la colazione. Trovai Alex seduto al tavolo, intento a mangiare il suo yogurt alla frutta. Lo salutai, mi preparai il mio tipico caffè e andai a sedermi di fronte a lui.
"Come stai?" mi chiese.
"Ho sonno"
"Anche io"
Scoppiammo a ridere. Non so lui, ma quando ci stavo davanti, mi sembrava di vedere di fronte a me un'altra me. Ok, detto così sembro matta... Ma eravamo davvero troppo simili. In tutto.
"Allora, quando iniziamo le prove per il mio compito di Rudy?" domandò lui.
"Oddio, hai ragione. Beh, dimmi tu..." risposi io, non ricordandomi ovviamente la mia agenda di quella settimana.
"Che ne dici di stamattina?" propose lui.
Feci un attimo mente locale. Quella mattina ero d'accordo con Luigi di continuare a leggere Harry Potter quindi, a parte ciò, sia lui che io eravamo liberi tutta la mattina.
"Perfetto" dissi
"Apposto, allora io vado a cercare una sala libera..." propose lui "Vai tu a recuperare Luigi?"
"Okay, ci vediamo dopo!".
Sparecchai la tavola e tornai in camera a cercare spazzolino e dentifricio per lavarmi i denti.

Trovai lì Ash, intenta a truccarsi.
"Perché ti trucchi?" le chiesi. Solitamente non si truccava visto che durante le lezioni le sarebbe sbavato tutto.
"Non posso truccarmi?" rispose, in modo abbastanza scocciato.
"No no, fai pure" le dissi io, in ugual tono.
Evidentemente si era alzata con il Mattia storto -luna storta- e non era in vena di parlare, allora decisi di prendere il mio spazzolino e di dirigermi al bagno.
"Scusa, Em... è perché ho lezione con Mattia" sentii esclamare Ash. Le sorrisi e la salutai.

Entrai nel bagno e vi trovai Luigi, il quale aveva il viso coperto di schiuma da barba e non indossava nessun indumento per coprire i muscoli illegali che aveva.
"Oi" esclamai sorpresa.
"Ei" disse lui, altrettanto impreparato.
"Scusa, solo che dovevo lavare i denti e c'era la porta aperta, quindi sono entrata...".
Ero abbastanza in imbarazzo, nonostante la situazione, vista dall'esterno, faceva sicuramente un po' ridere.
"Tranquilla, colpa mia che non ho chiuso la porta..." si scusò lui, sorridendomi per farmi rilassare. Sorrisi, sempre a disagio, pure io.
"Ti fa nulla se mi lavo un attimo i denti?" chiesi, per rompere il silenzio che si era creato.
"Emmina, mi stai seriamente chiedendo di cederti il lavandino?"
"Ehm, sì..."
"E tu che faresti in cambio per me se io compissi il gentilissimo atto di cederti questo splendido lavandino?" domandò, non prendendosi sul serio nemmeno lui.
"Che scemo"
"Ti piaccio così"
"Non ho mai detto che mi piaci in realtà..." lo provocai.
"Ah, no? Mi stai per caso lasciando, Emmina?" chiese lui, avvicinandomisi.
"Gigi, se provi a baciarmi con addosso quella cosa, ti prendo a sberle"
"Ok, ora sono offeso" esclamò, mettendo un finto broncio.
"Che permaloso..." dissi, alzando gli occhi al cielo "Dai dammi quel coso che ti faccio la barba"
"Ecco la Emmina che mi piace" esclamò sorridendo soddisfatto e porgendomi il rasoietto.
Lo guardai interrogativa. Okay che glielo avevo proposto io, ma non ero seria, anche perché non avevo la minima idea di come si facesse...
"Non dirmi che non sei capace..." mi guardò basito lui.
"Tu sei capace a fare i boccoli con la piastra?"
"No, però..."
"Però è la stessa cosa. Io non ho mai dovuto farmi barba e tu, avendo i capelli corti, non ti sei mai dovuto piastrare quindi non sei capace..."
"In realtà un tempo avevo i capelli lunghi pure io..."
Scoppiai a ridere.
"Che ti ridi?"
"Non ti immagino con i capelli lunghi" dissi sinceramente.
"Se vuoi me li faccio crescere apposta per te..." propose.
"No no, grazie. Mi piaci così"
"Ah, guardala l'incoerente... allora ti piaccio, eh..."
"Dai, mochela. Fatti rasare che c'è Alex che ci aspetta per provare..."
"Stamattina?"
"Adesso, in realtà. Quindi spiegami immediatamente che devo fare" ordinai.
Mi descrisse velocemente i "semplicissimi" movimenti che avrei dovuto compiere e, non so come, riuscii a portare a termine la missione, evitando di tagliarlo.
"Ora me lo dai un bacio?"
"No, ora mi lavo i denti e poi andiamo."
"Dai, un bacino piccino piccino" mi supplicò, facendo un passo verso di me. Aveva un buonissimo odore di dopobarba. Sarebbe stato veramente impossibile resistergli e quindi gli posai un velocissimo bacio sulle labbra. Sorrise vittorioso, gli tirai un pugno e mi lavai, finalmente, i denti. Lui restò a guardarmi e allora, con la bocca piena di dentifricio gli dissi di andare a cambiarsi che eravamo in ritardo. Stranamente obbedì senza obiettare.

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"Eccoci" esclamai quando entrai con Gigi nell'aula dove Alex già si stava esercitando.
"Scusa il ritardo Alex, ma Emma non si lavava più i denti..." disse Luigi.
Lo guardai male. Molto male.
"Tranquilli, nessun problema. Ora però iniziamo" esclamò il povero Alex.
"Hai già provato le altre due canzoni?" gli domandai.
"Sì, mi manca solo quella di Jovanotti... Le altre riesco a prepararle senza problemi anche da solo."
"Okay, perfetto" dissi "Che ne dici di farmi sentire come la canti ad ora? Almeno poi possiamo vedere come lavorare sull'interpretazione..."
"Certo, professoressa Emma" esclamò Alex, guardando ridendo Luigi, che era scoppiato a sua volta. Oggi aveva proprio intenzione di infastidirmi ogni millesimo di secondo.
"Luigi, hai idee migliori?" domandai scocciata.
"No no, fai pure Emmina" rispose lui, prevedibilmente.
Alex cantò una volta la canzone. La sua voce era meravigliosa come al solito, certo, peccato solo che sembrasse un legnetto mentre cantava.
"Alex, sembri un palo" scherzò Luigi a fine esibizione,come leggendomi nel pensiero.
"Allora, diciamo che ci possiamo lavorare... Dovresti solo lasciarti andare un attimo di più e tentare di uscire per un secondo dagli schemi"
"Parla lei, neh" commentò Luigi.
"Senti, fai tu. Se non ti va bene nulla di ciò che propongo..." urlai, abbastanza stufa del suo atteggiamento supponente quel giorno.
"Emma, stai tranquilla. Calmati" disse Alex, avvicinandomisi cautamente. Evidentemente doveva starmi uscendo il fumo dalle orecchie.
"No invece. Se non va bene nulla di ciò che dico che ti aiuti lui, io me ne vado..."
Non ce l'avevo veramente con Luigi, sapevo che lui era fatto così e sapevo che il nostro rapporto era fatto così. Purtroppo, però, essendo sotto pressione anche per altre cose, ad esempio la lettera sull'amore che avremmo dovuto scrivere o Ash che quando era stressata mi rispondeva male o la mia fissa insana per le calorie, reagii abbastanza male e feci per uscire.
"Emma, ferma..." tentò ancora una volta Alex. Mi dispiaceva coinvolgerlo in situazioni con le quali non aveva a che fare ma abbassai comunque la maniglia della porta. Lui e Luigi se la sarebbero cavata. Stavo reagendo esageratamente? Può essere, ma non avevo altra soluzione al momento. Uscii e mi avviai.
"Emma!"
Mi voltai, pensando che fosse Luigi venuto per scusarsi. Ovviamente era Alex.
"Vieni qui..." esclamò, abbracciandomi. Scoppiai a piangere fra le sue braccia.
"Scusami Alex, è che sono mega stressata e Gigi mi tratta così da stamattina quindi forse ho reagito un po' troppo male..." mi scusai.
"Tranquilla, Emma... Capita a tutti di avere giornate no... Dovresti veramente andare a riposare ora, io e Luigi ce la caveremo... Anche se senza di te non sarà lo stesso..." mi disse, sorridendo e mostrandomi le sue carinissime fossette. Mi faceva troppa tenerezza a volte. Lo ringraziai e sorrisi a mia volta.
"Grazie, Alex. Allora, se non fa nulla, io vado a riposare..."
Stava per rispondermi quando la voce di Luigi, che ci sorpassò, lo precedette:

"Stai pure, Emma. Mi pare evidente che Alex preferisca stare da solo con te..."
E sbatté la porta d'uscita.

Partirò da zero con te - le avventure di Luigina e MattinaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora