Capitolo 26

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Diamonique era uscita da quell'appartamento umiliata come mai in vita sua, si sentiva a pezzi ed era tornata a casa sua. Com'era arrivata si era diretta subito in bagno, si era spogliata infilandosi sotto la doccia dove si era lasciata scivolare a terra, andando a sedersi sul piatto freddo della doccia, aveva piegato le gambe al petto abbracciandole e poi aveva pianto come una bambina.

Non sarebbe più andata a letto con Evan, MAI PIÙ, tra loro era finita lui l'aveva fatta sentire sporca, usata, peggio di una troia qualunque. Si era resa conto in quel frangente di essere solo un corpo per lui nulla di più, e lei aveva finalmente capito di essere stanca di tutto ciò. Aveva respinto Morgan per vivere una relazione sessuale con Evan, ma quello che le aveva fatto andava bene oltre al sesso e lei non ci stava più.

Era cambiato, era lontano anni luce dall'Evan con cui era stata a letto a Springfield, non lo riconosceva più, o forse era proprio quello il suo vero volto, il suo vero io e a lei quell'io non piaceva affatto. Uscì dalla doccia solo quando le dite le si erano raggrinzite, si infilò l'accappatoio e andò in camera a vestirsi preparandosi con cura, i pensieri le davano il tormento e si rese conto che era arrivato il momento di fare una cosa molto importante, ora o mai più, perché se avesse atteso ancora molto di sicuro quel treno se lo sarebbe lasciato scappare sotto il naso.

Una volta uscita nuovamente di casa si diresse all'agenzia Hank's.
Entrò nello stabile e chiese alla segretaria alla reception se poteva essere ricevuta da Morgan Chandler, la ragazza con aria superba dette uno sguardo al computer e vedendo che non aveva un appuntamento con lui, fece un po' di resistenza.

<<Mi spiace signorina ma senza appuntamento non posso farla entrare>> dichiarò.

<<Senta la prego è davvero molto importante per me vederlo ora>> chiese gentilmente Diamonique, ma la rossa non si fece per nulla impietosire.

<<Se era davvero così importante avrebbe preso senz'altro un appuntamento, ora la prego se ne vada o chiamo la sicurezza>> la minacciò.

Diamonique incenerì la rossa e poi si voltò andando verso gli ascensori, premette il pulsante e mentre aspettava che arrivasse al suo piano Morgan la chiamò.

<<Diamonique che ci fai qui?>>

Domandò sorpreso nel vederla nel suo posto di lavoro, lei sorrise in imbarazzo poi gli disse:

<<Dovevo parlati di una cosa molto importante e non volevo aspettare>> lui aggrottò la fronte allibito.

<<E perché te ne stavi andando allora?>> Chiese.

<<Perché la vostra segreteria mi ha invitato a farlo, sai la vostra politica aziendale è molto severa, senza appuntamento non si passa>> spiegò guardando di sottecchi la ragazza alla reception.

<<Si in effetti è un po' esagerato ma che vuoi farci. Comunque ho un po' di tempo prima del prossimo appuntamento, vieni con me parliamo nel mio ufficio>> la invitò facendole strada.

Una volta all'interno della stanza le sue certezze iniziarono a vacillare così prese tempo guardandosi intorno, era un ufficio arredato con estrema cura con mobili di gran pregio e a Diamonique piaceva davvero molto, sebbene piccolo era un luogo molto accogliente. Morgan la fissava nel suo elegante completo di alta sartoria, studiava il suo volto i suoi movimenti e qualcosa gli diceva che era nervosa, che stava prendendo tempo.

<<Diamonique>> la chiamò facendola voltare verso di lui, e quando i suoi occhi azzurri si posarono su quelli verdi di lui il suo cuore vacillò.

Prese un respiro a riempirle i polmoni e poi tutto d'un fiato gli disse:

<<Okay ci stò!>>

L'amore è sopravvalutato (Completa)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora