9 - Il primo passo verso la verità

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PENELOPE

Papà dovrebbe incontrare una donna per parlare di non so cosa. La mia attenzione però, è attratta da tutt'altro. In questa casa - da come me ne ha parlato mamma - ogni cosa è di diamante. Insomma la proprietaria detiene una lunga collezione di gioielli, anelli, orecchini e quant'altro. Si potrebbe anche scambiare per una gioielleria, peccato che non ci sia un'insegna fuori.

Osservo la vetrina dove sono esposte le collane, una in particolare, molto semplice in realtà. Mi avvicino - nel frattempo che papà è occupato con una chiamata - alla vetrina aprendo l'anta e con cura la sfilo.

Il collare è argento con piccoli diamanti, una gemma verde smeraldo incastonata. È semplicemente bellissima. La provo, ma senza indossarla, specchiandomi nei vetri che sono così puliti tanto da essere uno specchio.

«Penelope!» esclama papà, con tono abbastanza nervoso.

«Lascia quella collana, vale una fortuna» aggiunge venendomi vicino.

«E dai papà vedi com'è bella, e poi qui tutto vale una fortuna» replico.

«Lasciala stare Roberto» una voce cristallina attira la nostra attenzione, voltandoci verso di lei.

A metà scale si presenta una donna bionda, con un viso glaciale, indossa un vestito nero aderente al suo corpo e ornata da gioielli.

Scende le poche scale, con dietro un uomo, dirigendosi nella mia direzione.

«Girati» ordina con tono dolce, faccio come detto. Mi mette la collana, alzo i capelli per sistemarla bene. «Ecco. Sei perfetta tesoro».

«Dobbiamo parlare Taylor» spiega papà «in privato».

La donna acconsente e si fa seguire. «Penelope fai come se fossi a casa» per poi entrare, in quello che potrebbe essere uno studio.

Mi guardo intorno senza sapere cosa fare, così aspetto seduta sulle scale in attesa che papà finisca.

Passano un po' di minuti, l'unica cosa che faccio è giocare con questa collana girandola tra le dita. Sono curiosa di sapere di cosa stanno parlando, non sarà un male ascoltare le conversazioni altrui. Mi avvicino alla porta appoggiandomi con l'orecchio, origliando.

«Loro non si fermeranno» spiega mio padre, dalla voce si capisce che è teso.

«Penso che tu abbia sbagliato a stringere alleanze con quelli del Puerto Rico, sono pericolosi» spiega a sua volta la donna.

«Temo per la mia famiglia, non mi perdonerei mai se succedesse qualcosa a Margherita e Penelope».

«Farò tutto in mio potere per aiutarti, ma non posso assicurarti niente...quella famiglia è potente tanto quanto la tua» replica Taylor.

«Mi basterà avere più alleati possibili, più siamo più è possibile eliminarli».

«Lo spero Roberto, stai molto attento».

Ritorno a sedermi sulle scale, come se niente fosse successo. Fingo di essere interessata alla collana quando in verità sono molto più interessata a ciò che si sono detti.

«Penelope» mi chiama papà «andiamo» annuisco, saluto Taylor dando indietro la collana.

«Tienila, adesso è tua» aggiungendo: «sappi che qui sei la benvenuta, sempre».

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Alessio non risponde a nessuna delle mie chiamate da giorni, e ciò può solo farmi pensare al peggio. Riprovo di nuovo e come al solito parte la segreteria telefonica.

DINASTIE || Ciro Ricci Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora