Capitolo 2

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 05.56 PM.

Il mio turno inizierà tra qualche minuto e, nel frattempo, mi ritrovo in macchina, con il cellulare tra le mani e il gomito poggiato al finestrino. Scrollo distrattamente la home di Instagram, mentre lascio qualche cuore qui e là, senza far troppo caso ai vari post.

Sbuffo sonoramente, quando alzo lo sguardo verso l'orologio e vedo che le sei sono finalmente arrivate.

Apro la portiera ed esco dall'auto, chiudendola subito dopo, mi porto lo zainetto di tela in spalla e m'incammino fino al locale. Una malsana voglia di buttarmi da uno dei grattacieli più alti della capitale sfiora la mia mente, quando immagino di dover passare l'intera serata a versare alcolici a vecchi ubriaconi, giovani rimorchiatori seriali e uomini affranti. Per non parlare dei diverbi con i ragazzini minorenni che tenteranno con tutto loro stessi di convincermi di avere l'età per bere, mostrandomi il documento del padre o di un signor nessuno a cui l'avranno sicuramente rubato.

Entro nel locale, venendo accolto dalla non così tanto amorevole voce del mio migliore amico.

«Ah bene, siamo al completo stasera, vedo». Urla irritato Taehyung, mentre continua a passare malamente la scopa, in punti casuali del pavimento.

Io mi avvicino al bancone, poggiando lo zaino in una delle rientranze e, subito dopo aver alzato gli occhi al cielo, mi rivolgo al bruno, adesso davanti a me.

«Ciao Tae, anche io sono esageratamente contento di vederti!» Esclamo scherzosamente, mettendomi il grembiule.

«Ah, ma vaffanculo, Jimin-ah!» Mi risponde, lasciandomi ancora più perplesso, non capendo il motivo del suo nervosismo.

«Oh, ma che cazzo ti prende?» Esclamo, arcuando leggermente le sopracciglia.

«Hai il coraggio di chiedermelo? Ti rendi conto di quello che hai fatto ieri?» Continua il ragazzo, lasciandosi cadere la scopa dalle mani per avvicinarsi di più al bancone. Io sbuffo annoiato.

«Cos'avrei fatto, sentiamo, Mr. Drama». Gli chiedo, incrociando le braccia al petto.

«Ti sei preso la fottuta serata libera, senza parlarmene! Indovina chi aveva programmato la scopata della sua vita? Io, sì... proprio io!» Afferma Taehyung irritato, indicandosi spasmodicamente il petto, mentre continua a guardarmi in maniera offesa.

«Uff, avanti Tae, ma se sei pieno di ragazzi, potrai sicuramente divertirti un'altra sera... non essere così melodrammatico». Gli dico pacatamente, cercando di non irritarlo ancora di più.

«SEI PIENO DI RAGAZZI? DIVERTIRTI UN' ALTRA SERA? NON FARE IL MELODRAMMATICO? No, dico... ti stai sentendo, Jimin?» Il bruno poggia le mani sul bancone e si tiene ad esso, mentre continua a guardarmi con aria offesa e gli occhi sbarrati.

Io cerco di mettere su l'espressione più mortificata e desolata al mondo, cercando di guadagnarmi il perdono del ragazzo.

«Hai ragione, Tae, ma sai quanto è precario il mio lavoro qui, più che un dipendente, sono un aiutante! Mi dispiace, avrei dovuto chiedertelo per i turni, la prossima volta farò così. Mi perdoni ora?» Chiedo al mio amico, mentre cerca di continuare a mantenere il suo sguardo arrabbiato. Mi fissa, assottigliando gli occhi e subito dopo, entrambi scoppiamo in una sonora risata.

«Solo perché ti voglio bene, ok?» Mi dice, poggiandomi una mano verso il volto per pizzicarmi una guancia, ma io mi sposto repentinamente, evitandolo. Entrambi continuiamo a ridere, mentre il rumore della porta in fondo alla sala si spalanca, facendoci trasalire.

«Salve, vi vedo molto contenti oggi, questo vuol dire che il servizio migliorerà in qualche modo stasera?» Il volto sorridente di Namjoon entra nel mio campo visivo, mentre si toglie gli occhiali da sole e li ripone nell'apposito astuccio.

𝐍𝐚𝐤𝐞𝐝 𝐍𝐨𝐢𝐬𝐞 | jikookDove le storie prendono vita. Scoprilo ora