Questa storia è scritta da : Ilaria
“Simon!!!” urlò Isabelle dal corridoio dell’Istituto.
Simon chiuse gli occhi. Cos’ho combinato stavolta?
Izzy si affacciò alla porta della biblioteca. “Tu e la tua maledetta memoria!”Aveva il broncio, un broncio bellissimo. Simon s’innamorò di nuovo, per la milionesima volta da quando la conosceva.
“La mia memoria funziona perfettamente. Cosa abbiamo dimenticato questa volta?”
Izzy lo fissò sbalordita. “Abbiamo? No, Simon, non ci siamo capiti: TU hai dimenticato una cosa. Una cosa importante.”
“Se fosse stata importante non l’avrei dimenticata, sai che…” Simon s’interruppe quando la fidanzata incrociò le braccia e assottigliò lo sguardo, ergendosi in tutta la sua considerevole altezza.Era fasciata da un paio di pantaloni in pelle che non lasciavano nulla all’immaginazione. Simon non sapeva decidere se doveva aver paura di quella posa o doveva esserne ammaliato. Decise di distrarla dalla furia del momento esprimendo quel pensiero ad alta voce.
“In questo momento sono deciso se cadere in ginocchio terrorizzato o se cadere in ginocchio e adorarti come meriteresti,” disse continuando a guardarla come se al mondo non avesse mai visto niente di più bello. Che era poi assolutamente la verità.Izzy mantenne per un attimo la fronte aggrottata, poi si distese in un sorriso malizioso. “Diciamo che se ti mettessi in ginocchio potrei valutare una qualche forma di perdono…” disse suadente. “Non prima, però, di averti adeguatamente fatto fare ammenda,” aggiunse, sciogliendo le braccia e spostando sensualmente le mani sui fianchi.
A Simon si mozzò il respiro. Da qualche anno ormai la sua vita era così, una splendida corsa sulle montagne russe. Un attimo prima rischiava il linciaggio, un attimo dopo era in ginocchio coinvolto in un gioco di sguardi, parole e doppi sensi.Amo la mia vita, pensò Simon, piegando le ginocchia e preparandosi a giocare.
“Mia Signora, nessuna punizione potrà mai essere adeguata al torto che Vi ho fatto,” disse con enfasi, ricalcando con il tono di voce l’implorazione di un sottomesso innamorato.
Izzy ridacchiò, e quel suono fece fiorire un’ondata di brividi sulla pelle di Simon.
“Dovrai farti perdonare, Simon. La tua Signora non ammette questi errori,” gli diede corda Izzy.
“Accetto la mia punizione,” disse con tono grave Simon, “tutto quello che la mia Signora desidera.”
Izzy si avvicinò, facendo balzare il cuore di Simon in gola quando si ritrovò a fissare le cosce delle ragazza avvolte nella pelle nera. Gli accarezzò la testa, piegandogliela lentamente all’indietro e infine si sporse su di lui, fermandosi a pochi millimetri dalle sue labbra.
“Quale pensi possa essere la punizione più adeguata alla tua disobbedienza?” sussurrò con voce piena di desiderio.Simon avrebbe voluto giocare ancora un po’, ma in quella posizione il profumo di Izzy, il suo respiro leggermente irregolare, la curva delle sue labbra, erano tentazioni troppo grandi.
Rapido come non era mai stato prima di diventare uno Shadowhunter, Simon l’afferrò per la vita, avvicinandola a sé e le intrappolò le labbra in un bacio intenso e profondo. Izzy non si ribellò, anzi accompagnò i suoi gesti afferrandogli i capelli e ricambiando il bacio con lo stesso vigore.
Dopo minuti che potevano essere state ore, carezze e sospiri di cui non era mai stanco, Simon si allontanò appena, riaprendo gli occhi per bearsi ancora un po’ di tanta bellezza.
“Che cosa ho dimenticato, mia Signora?” mormorò, pronto a baciarla di nuovo.
Izzy lo guardò da sotto le ciglia folte; lo guardò come nessuna donna lo aveva mai guardato nella vita.
“Sinceramente non me lo ricordo, ma probabilmente non era così importante,” disse languida.Simon la guardò di nuovo, abbandonata tra le sue braccia, indifesa e bellissima. E sentì un desiderio nuovo, uno di quelli che quando arriva non puoi più ignorare, non puoi più rimandare.
“Sposami, mia Signora, e potrai punirmi ogni volta che vorrai,” sussurrò prendendole il viso tra le mani.
Izzy spalancò gli occhi, stupita, cercando di capire se stessero ancora giocando oppure no. Simon la fissò, tenendole il viso come si tiene un oggetto prezioso, cercando di lasciare che quello che aveva dentro venisse a galla nei suoi occhi.
Si guardarono a lungo, parlando senza voce, finché Simon vide gli occhi di Izzy appannarsi appena, la cosa più vicina alle lacrime che avrebbe mai mostrato in un luogo nel quale qualcuno avrebbe potuto vederli. Lei posò le mani sulle sue e soffiò un delicato “Sì” prima di tornare a baciarlo.
E Simon si lasciò portare da quella corrente impetuosa e conosciuta, perdendosi in quel bacio, finché un’altra voce femminile ben conosciuta non urlò nuovamente il suo nome.“SIMON!!! Tu e la tua maledetta memoria!” urlò Clary dal suo ufficio.
Izzy si allontanò e lo guardò severa, ma con un sorriso pronto ad allargarsi. “A quanto pare ora sì che sei nei guai…” e scoppiò a ridere, mentre Simon pensava che non avrebbe potuto desiderare di più nella vita che sentire quella risata ogni giorno per tutto il resto della sua vita.
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Piccoli momenti shadowhunters
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