[Un paio di cose.
Primo, sfrutto questo capitolo per fare gli auguri alla mia fan numero uno since 2011, mia sorella: spero che tu stia passando una giornata stupenda, ci vediamo presto per il concerto di Ale.
Secondo: vi ricordo di seguirmi, lasciare una stellina e un commento per farmi sapere se la storia vi piace. Di pomeriggio/notte potrebbe arrivare, con la complicità della mia autoeletta segretaria (ciao Giulia), una sorpresina.
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Riccardo è un bambino, quindi odia viaggiare – dice di soffrire il mal d'aria, che è una cazzata abnorme, perché Riccardo sarebbe capace di saltellare da un sedile all'altro dell'aeroplano senza fare una piega. Ma perderebbe la scusa di potergli prendere la mano e non lasciarla più.
19. Cosa val bene per Parigi
Scopre che Filippo detesta a morte Parigi – che la città dell'amore non conta un cazzo, al pari dell'amore stesso, perché è vero che ognuno prende ciò che pensa di meritare. Tranne lui. Irama vive nella presunzione di meritare di più di quel che la vita gli ha concesso e, di conseguenza, quando Alessandro gli domanda atono cosa ne pensa di Parigi, il cantante di Amici sbuffa irritato – Alessandro sa di stare affondando il dito nella piaga, in qualche modo che non sa, ma c'è qualcosa in quel buffo trio vacanziero (lui, Filippo, Riccardo) che sa di note stonate. Un'agonia in fa diesis, si dice, quando Filippo scrolla le spalle e fa cenno a un cameriere, in un inglese stentatissimo, di portargli un cappuccino con più latte che caffè.
Riccardo ha messo le batterie nuove: si agita sulla sedia, chiedendo ad Alessandro perché si oppone con tutto sé stesso a fargli prendere un doppio espresso – e perché non triplo, commenta l'altro, divertito, così poi ti vengo a recuperare dai tetti di Parigi prima che tu decida che è una buona idea saltare giù. Non vede l'ora di vedere la città, Paris by night, chiede a Irama se conosce qualche bel posto, se possono andare a letto tardi o non andarci proprio, Ale tu vieni?
Alessandro sospira, si sente un po' il padre di un adolescente impazzito e, se non fosse assurdamente innamorato di lui, probabilmente cercherebbe di soffocarlo nel sonno solamente per guadagnarci cinque minuti di pausa: ma Riccardo gli tocca il braccio, facendolo trasalire, e ogni volta che si agita come una trottola impazzita, gli si scopre il collo e, a malapena nascosti dalla vagonata di correttore che Alessandro ha insistito per spalmargli addosso (manco fosse malta), segni rossastri fanno capolino su quella pelle troppo chiara. Filippo li ha notati subito e ha domandato, ridendo, a Riccardo se fosse propenso ad accasarsi nuovamente – che è stupida e insensata, la voglia di amare qualcuno, e per questo lui non ha mai amato nessuno: è una bugia grande come una casa, ma sia Alessandro sia Riccardo hanno fatto finta di credergli.
Alessandro, Irama, non lo sa inquadrare: è un miscuglio riuscito male, come acqua e olio, di cinismo e poesia. Perché è disincantato, quando parla di quell'amore che pensava di meritare, ma in lui permane qualcosa di dolorosamente drammatico, quando gli si legge in volto che in qualcosa sperava ed è andato tutto a puttane. Ma, per quanto possa essere entrato in confidenza con Riccardo durante il festival di Sanremo, in un'amicizia asimmetrica e paradossale, non scuce mezza informazione: a malapena pronuncia il suo nome, come se chiamarla potesse farla apparire.
Riccardo gli ha raccontato di come l'ha scoperto. È stata l'unica volta in cui Filippo Maria Fanti ha perso il suo abituale contegno, soffocando un'espressione scontenta sul volto – quando, dietro le quinte del festival, Riccardo (con la propria mancanza di contegno) ha commentato una delle ospitate programmate da Amadeus.
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Nudo con i brividi || Blamood
FanfictionPrendimi, usami, strappami la camicia. Alessandro non dice una parola - mai: è sempre Riccardo, quello che sa colmare ogni silenzio, aggrappandosi alle virgole e alle parole come se dovesse usarle per risalire la montagna che, inevitabilmente, li se...