▪️Claudia - Assemblea pt.1

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🗓Mart. 10 Settembre

Oggi inizia l'università, il fatidico primo giorno. Io e Millie ci svegliamo, già emozionantissime da ieri sera.

Non ci lasciamo condizionare dal fatto che sia mattina, siamo già cariche.
Così ci alziamo fulminee, e la concentrazione va dritta verso l'outfit da scegliere.

Non ci rivolgiamo nemmeno la parola, percepiamo l'agitazione.

Probabilmente non abbiamo nemmeno bisogno della colazione per caricarci. Anche se, ovviamente, il primo posto in cui andiamo è proprio la cucina.

Il caffè è d'obbligo.

Dopo la colazione, fatta in rigoroso silenzio, iniziamo a prepararci: non essendo mai state all'università non sappiamo esattamente come vestirci, ma alla fine optiamo per qualcosa di semplice e coerente con il nostro stile: Milla più classica, io più alla <<down town>> (o <<truce>>, come dice lei per rompermi i coglioni).

Mancano più di venti minuti alle dieci, così, ancora in tempo e in orario, decidiamo di uscire un pò in anticipo.

Con gli occhi ancora un po' gonfi, ma truccati alla perfezione, apro la porta, e subito noto un gran via vai nei corridoi: quasi tutti i ragazzi agitati per il nuovo inizio, altri invece agitati contro chi fa confusione di prima mattina.

"Sbrigati, o ti chiudo dentro!", urlo a Millie, emozionata.

"NONONO", lei si infila la scarpa saltellando in fretta verso l'uscita.

"Buongiorno", mi risponde dopo essersi resa conto che, effettivamente, non ci siamo ancora dette niente durante tutta la preparazione in bagno.

"Guarda, sono stata meglio finora che non mi hai rivolto la parola"

"ah ah ah, che di ridere, Claudia. Aspetta che riprendo fiato..."

La guardo male, ma poi mi fa un'espressione che palesa l'emozione della giornata, e anche io condivido il tutto.

Chiudo velocemente la porta a chiave e ci avviamo verso l'ascensore.

Il trambusto intorno a noi mi fa pensare a quanto sia effettivamente molto fortunata a condividere quest'esperienza con la mia migliore amica... Probabilmente da sola mi sarei sentita spaesata, persa.

"Che hai sognato stanotte?", Milla interrompe il silenzio, e mi fa la solita domanda...

Come tutte le mattine.

"Niente"

"Uffa, non sogni mai niente..."

"Te che hai sognato? Visto che me lo hai chiesto solo per raccontarmi il tuo... Forza, avanti"

"No, Claudia, ho fatto un incubo assurdo! Pazzo. Devastante."

"Che incubo? Sentiamo...", le chiedo dopo aver premuto il tasto per chiamare l'ascensore.

Milla sta partendo per raccontarmi il sogno, ma le porte si aprono immediatamente, e un gruppetto di persone del piano si avvicina per entrare dopo noi.

"Te lo racconto dopo...", mi dice a bassa voce... Come se dovesse raccontare chissà cosa.

"Okay..."

"Ma sappi che c'eri anche te"

Ecco...ovviamente.

La guardo allarmata mentre davanti a noi si chiudono le porte dell'ascensore.

Una volta arrivate al piano terra e uscite dal portone ci sorridiamo con un versetto odioso, per farci capire a vicenda che da ora in poi ci saremmo potute emozionare sul serio.

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