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Io e Cat stavamo tornando a casa, nessuna delle due parlava e la tensione era quasi palpabile.

L'aria fredda ci scompigliava leggermente le ciocche dei capelli, la strada era vuota, qui i ragazzi non facevano passeggiate per le vie, andavano alle feste o a casa di qualcuno, sempre.

-Perché lo tratti così?- mi chiese la mia amica sorprendendomi.

-Cat, te l'ho detto...- risposi, non feci in tempo a finire la frase che lei mi parlò sopra.

-Non prendermi in giro, sono la tua migliore amica, i tuoi occhi dicono tutt'altro di quello che dice la tua bocca.- disse.

Rimasi scioccata, che stava dicendo?

-Cat...-

-No Madison, basta mentire a me e a te stessa, parla con quel ragazzo.- disse furiosa.

Sentivo la sua rabbia crescere.

-Perché te la stai prendendo così tanto?- le chiesi fermandomi nel bel mezzo della strada.

-Perché lui ci tiene a te.- rispose fermandosi anche lei.

-E tu come fai a saperlo?- domandai.

-Se non fosse così non insisterebbe nel voler chiarire. Cosa ti ha fatto di così brutto per volerlo eliminare dalla tua vita, parlamene...- disse la mia amica triste.

Di solito ci raccontavamo tutto, dalle stupidaggini alle cose più serie, dovevo ammetterlo, da quando mi ero trasferita qui a Los Angeles non le raccontavo quasi più nulla, ma anche lei non lo faceva! Mi dispiaceva aver perso il rapporto che avevo prima con la mia amica ma non è stata una cosa volontaria.

Basta! Mi sarei ripresa la mia amica.

-Ha ferito Thomas, stavano litigando e Logan gli ha ferito il petto con un pezzo di vaso rotto.- dissi tutto d'un fiato.

-Madison...mi dispiace.- rispose.

Non sapeva cosa dire così mi abbracciò.

Fortunatamente non avevo assistito a quella scena, la mia migliore amica sapeva l'effetto che mi facevano le risse.
Mi sentivo impotente, mi iniziavano a tremare le gambe ed uno stato d'ansia si impossessava del mio corpo. Volevo sempre fermare le persone che litigavano ma non ci riuscivo mai, mi immobilizzavo sul posto e rimanevo lì come una sciocca, e alla fine me ne andavo.

So che è sbagliato, si dovrebbe sempre intervenire nelle risse per fermare gli idioti che si menano, ma io mi bloccavo ogni volta.

Quando abitavo a Stratford le risse tra ragazzi erano comuni, una volta ci capitò un mio amico e quella scena mi ha colpita particolarmente.
Cat era lì con me, per questo sapeva l'effetto che mi facevano le risse.

-Perché non me l'hai detto?- chiese lei staccandosi dall'abbraccio.

Feci spallucce e continuammo a camminare.

-Tu non hai fame?- mi domandò sorridendo.

I suoi occhi brillavano di luce propria ed il color nocciola che aveva si fece più vivace.

Quella ragazza diventava felice per le cose più piccole, amava mangiare ma nonostante questo aveva un fisico da dea. Rideva sempre ed era dolce.

-Troppa.- risposi pensando che effettivamente non avevamo pranzato.

-Per fortuna che tua madre sta facendo il nostro piatto preferito.- disse entusiasta.

-Corriamo subito a casa.- dissi ridendo.

Insieme iniziammo a correre verso casa mia, ridevamo come delle pazze.
Mi era mancato fare queste stupidaggini con lei.

Arrivammo con il fiatone davanti alla porta d'ingresso, non eravamo allenate a questo genere di cose. Stavamo ridendo e nel mentre Cat suonò il campanello.

-Sono dovuta venire a Los Angeles per correre.- disse la mia amica ridendo.

La porta si aprì e mia madre ci guardò perplessa.

-Avete fatto una maratona?- chiese ridendo.

-Più o meno.- rispose Cat entrando in casa.

Io la seguii e dissi: -Qualcuno si è fatto sfuggire cosa mangeremo oggi.-

La mia migliore amica mi fulminò con lo sguardo, voleva evidentemente rimproverarmi.

-Cat!- disse mia madre voltandosi verso di lei facendo la finta arrabbiata.

Scoppiai a ridere ad andai in cucina.

-Dovreste farmi fare un tour prima che io mi perda.- dissi.

-E tu della città.- disse la mia amica euforica.

-Certo, ma tu come farai con la scuola Cat?- le chiesi curiosa, lei era una che teneva allo studio.

-La seguirò online dalla tua scuola, i tuoi genitori hanno parlato con la preside, starò in un'aula da sola, ma durante la pausa potremmo stare insieme.- rispose con fare ovvio.

-Davvero la scuola si prenderebbe la responsabilità di averti lì?- domandai incredula.

-L'ha fatto!- disse sorridendo.

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06 Agosto 2022, 15:44

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