capitolo 35

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Esco dalla nostra stanza decidendo di visitare la casa, io e Max ci dividiamo, cammino per un po curiosando dietro qualche porta che difficilmente trovo aperta, molte sono chiuse a chiave, fin'ora ho visto due camere da letto, tre bagni enormi e una stanza piena di  foto e dipinti come in un museo, apro una porta enorme, rimango a bocca aperta, pareti piene di libri di tutti i colori, posti ordinatamente in scaffali bianchi, al centro della stamza c'è un tavolo marrone con quattro sedie, c'è una grande finestra che si affaccia su un balcone, mi avvicino e da esso si vede l'intero giardino.
C'è anche un divano posto in un angolo, poco lontano invece c'è un pianoforte illuminato da un'altra finestra con il balcone.
Mi siedo e lo apro, premo il Do e procedo con tutta la scala.
È accordato perfettamente,  ha un suono meraviglioso che mi ricorda mia madre.
Comincio a suonare, le mie dita si muovono come se avessero vita propria, sento qualcosa sbattere ma non ci bado continuando a suonare, mi blocco però sentendo la voce di Cloe.
"Oh mamma mia! pista!!!!" Dice atterrando all'improvviso sul divano.
Guardo in alto e poi guardo lei terrorizzata, seduta al pianoforte, Cloe guarda in alto e fischia.
"Però sono caduta dall'alto" dice divertita.
"Stai bene?" Dico andando verso di lei, si alza e si pulisce i pantaloni, si guardo attorno, sembra spaesata.
"La stanza della musica" dice annuendo con aria solenne "capisco..."
"Cloe?" Dico mettendole una mano sulla spalla.
"Buongiorno Gwenny! Sono scesa da lassù" dice indicando il buco sul soffitto.
"Me ne sono accorta, la porta è passata di moda?" Dico divertita.
Sentiamo qualcuno urlare dal buco, ci spostiamo e vediamo un uomo rimbalzare sul divano.
È alto, molto muscoloso, capelli biondi, occhi marroni.
"Ehy" dice Cloe salutandolo con un sorriso.
"Buongiorno" dice in italiano.
"Buongiorno" Cloe risponde allo stesso modo, cerco di ripeterlo senza successo.
"Buo...buongior..." dice mordendomi la lingua, mi faccio aria con la mano.
Scoppio a ridere "fa vedere" dice in inglese, tiro fuori la lingua che mi pulsa e fa male "va bene te la sei solo morsa"
"Brucia" dico con un po di tristezza.
Cloe si gira e guarda il ragazzo che sembra divertito, guarda il buco con interesse.
Parlano in italiano, Cloe fa domande e lui risponde, sembra un interrogatorio anche se non capisco quello che dicono.
"Cloe" dico curiosa.
"Si?" Dice guardandomi.
"Chi è questo?" Dico alzando un sopracciglio.
"Il fratello di Peter" dice sorridendo.
"Mh...niente male, è sempre meglio del fratello" dico squadrandolo.
"Ti ho sentito!" Dice Pit entrando dalla porta.
"Scusa" gli dico stringendomi nelle spalle "io vado in giardino"
"Gwenny, dopo vorrei parlarti" dice Cloe dolcemente, mi fermo e sussulto,  spero non se ne sia accorta, metto una mano sulla pancia e la guardo con la coda dell'occhio.
"D'accordo" dico in un sussurro.
Mi chiudo la porta alle spalle e trattengo le lacrime che mi appannano gli occhi.
Il pensiero del bambino che ho perso ritornano a galla improvvisamente, corro fuori, i bambini suonano e ballano divertendosi, vado sul retro e mi siedo su una panchina accerchiata da fiori multicolori.
Appoggio la schiena e butto la testa all'indietro, non voglio piangere.
Rimango così per un po, il caldo prende il sopravvento, rientro accaldata e vado in cucina, apro il frigo e bevo un bicchiere d'acqua anche se la birra sarebbe meglio.
Sospiro, vedo Erry entrare in cucina, mi rivolge un sorriso.
"Come va?" Dice allegro.
"Bene, percaso sai dov'è Cloe?" Dico cercando di non far trasparire la mia tristezza.
"È andata in ospedale" dice stringendosi nelle spalle "io, Max e Al stiamo per andare a fare un giro, dopodiché andiamo da lei, vuoi venire?"
Lo guardo e annuisco.
In dieci minuti siamo in macchina, indosso una maglietta a maniche corte e dei pantaloncini.
Al decide di accompagnarci da Cloe prima di fare il giro, ci porta in un'enorme parcheggio davanti a un grande ospedale, guardiamo ammirati la fontana al centro del giardino, Al mi apre la portiera e mi porge una mano guantata per farmi uscire, lo ringrazio, oggi non siamo in limousine come al solito ma abbiamo una macchina sportiva.
Vedo Cloe affacciata a una finestra, indica a qualcuno la fontana, è entusiasta come una bambina.
Rientra, non mi ha vista entriamo nel grande ospedale, vado alla reception.
"Buongiorno, posso esserle d'aiuto?" Dice in italiano la signorina dietro la grande scrivania, mi sorride, annuisco imbarazzata.
Al mi viene vicino e la signorina lo guarda affascinata, lui le dice qualcosa in italiano e lei risponde.
"Al quarto piano, nel reparto per i bambini" mi dice lui sorridendo, annuisco e lo ringrazio, salgo lentamente le scale, in cima un dottore giovane, corre e senza volere mi colpisce la spalla facendomi cadere di sedere, si ferma e mi porge una mano.
Dice qualcosa in italiano, lo guardo spaventata.
E questo chi è?
"mi scusi" dico in inglese.
"Non parli italiano?" Mi chiede, sorride dolcemente, prendo la sua mano e mi alzo, scuoto la testa.
"No"
"Cerchi qualcuno?" Parla in inglese così che io possa capirlo, è molto giovane avrà circa trent'anni ed è molto gentile, ha i capelli castani e gli occhi blu scuro.
"Cerco la dottoressa Cloe White, mi hanno detto che è al quarto piano" dico imbarazzata.
I suoi occhi brillano, dice qualcosa in italiano "vuoi che ti accompagni?"
Scuoto la testa "no grazie" dico scuotendo la testa con un sorriso.
"Okey, buona fortuna, ci vediamo e...scusa per prima" dice allontanandosi.
Lo saluto muovendo una mano, salgo ancora le scale fino al quarto piano, sento la voce di Cloe e guardo in una stanza ci sono quattro bambini, Cloe è seduta su un letto mentre un dottore alto e grosso guarda la cartellla di una bambina.
"Cloe?" Dico timidamente.
"Eccomi" Dice girando la testa "Gwenny!"
"Ehy, mi hano detto che eri qui così...." dico sorridendo appena.
Si alza e annuisce, da un bacio sulla fronte a una bambina con un peluche, le dice qualcosa sottovoce e lei annuisce timida.
Il dottore la guarda stupito, gli da un cucco in testa "lei sia meno brusco" dice sospirando "bambini ci vediamo dopo okey?"
"Ciao" dice la bambina davanti all'uomo, un bambino con le stampelle la segue e altri due la salutano con la mano, usciamo in corridoio, lo osserviamo andare nella camera affianco.
"Ehy, ti piace l'ospedale?" Mi dice mentre camminiamo.
"È molto accogliente" dico annuendo, non voglio dirle del dottore.
"Ti ha accompagnato Al?" Annuisco "senti Gwenny vorrei parlarti di una cosa...vieni con me"
Andiamo in silenzio nel mio ufficio, al decimo piano, ci sediamo sulle poltrone, mi prendo una mano, sapevo che se ne sarebbe accorta, non voglio parlarne, non adesso.
"Il bambino..." dice cercando le parole giuste, i miei occhi si riempiono di lacrime al solo senrirlo nominare.
"È colpa mia" dico piangendo, mi metto le mani sul viso "sono caduta ed è morto" le lacrime scendono senza che io possa fermarle.
"No, tesoro non è morto" dice dolcemente, scuoto la testa.
Non mentire.
"Non lo sento più" dico toccandomi la pancia.
"Facciamo un'ecografia ti faccio vedere che è ancora vivo" dice toccandomi la mano sulla pancia, una piccola scossa mi pervade la pancia ma smette subito, mi fa alzare.
Andiamo in una sala apposta per la maternita, alzo la maglietta.
"È troppo presto non si vedrà niente" dico tristemente.
Prepara tutto per l'ecografia.
Un bambino con la coda da sirena è rannicchiato su se stesso nel suo grembo, lo guardo sorpresa.
"Il bambino" dico in un sussurro.
Io....non lo sentivo più sono sicura che fosse morto.
"È vivo" dico sorridendo, muove un braccio e sussulto.
"Ma stamattina....il sangue...era...ne sono sicura...." dico balbettando. Finalmente realizzo, lei gli ha ridato la vita ha riportato in vita mio figlio.
Lo senro di nuovo, sento il suo cuore, lo sento muoversi dentro di me.
"È vivo" ripete sorridendo, guardo con gli occhi pieni di gratitudine.
"Grazie" dico in un sussurro "mio dio! Grazie mille Cloe" dico piangendo, Cloe mi aiuta ad alzarmi e mi abbraccia.
"È stato un piacere" dice sorridendo.
Max! Devo andare da lui, mio dio sono così felice!
"Devo dirlo a Max" dico agitata, comincio a saltellare e a muovermi freneticamente.
"Ti aspetta di sotto?" Dice Cloe divertita, annuisco, usciamo dalla stanza ed entriamo in ascensore.
Appena le porte metalliche si aprono, vedo Max che parla con Erry, ha le mani in tasca e sembra abbattuto, senza perdere tempo corro verso di lui e gli butto le braccia al collo.
"È vivo!" Urlo felice, Cloe ride divertita.
"Sento il cedimento" dice perdendo l'equilibrio, Erry la prende prima che possa cadere.
"So di essere irresistibile ma non cadere ai miei piedi Cloe" dice divertito.
"Come se potessi" risponde lei ridendo, due medici le vanno vicino preoccupati.
Parlano in italiano devo decidermi a studiare questa lingua uffa!
"Cloe è per quello" dico toccandomi la pancia.
"Ho perso un anno di vita" dice sorridendo dolcemente.
Sussulto "non dovevi..."
"Non provare a dirlo neanche per scherzo, sto bene guarda" fa diversi passi e poi la verticale "visto?"
Uno dei due medici la riprende e lei risponde divertita, saluta tutti e va verso le scale, rimaniamo qui ancora un po a parlare.
All'improvviso una grande agitazione si forma nella sala, i dottori corrono ovunque dicendo qualcosa in italiano, l'unica cosa che capisco è Cloe.
"Sta litigando con qualcuno" dice Max ascoltando.
"Con chi?" Dico curiosa.
"Un tipo di nome Massimo" dice guardandomi, con un cenno saliamo tutti e tre fino al quarto piano e torniamo al corridoio dove ho visto Cloe prima, attorno a una porta ci sono un sacco di persone, ci facciamo strada tra i medici.
Erry riesce ad andare avanti, lentamente andiamo anche noi, areiaviamo giusto in tempo per vedere il medico grosso di prima che  alza la mano per colpire Cloe ma Erry si mette tra di loro fermando il suo colpo.
Il medico lo guarda male "Erry spostati" dice seria in inglese, lui gli molla il braccio.
Cloe dice qualcosa in italiano al medico e Max mi traduce tutto, lo ha appena licenziato di punto in bianco. Solo che lui non accetta e lei chiama delle guardia che fanno irruzione in quealche minuto.
Uno dei due parla com Cloe, lei indica il dottore e loro lo guardano sorpresi, sospirano scuotendo la testa.
Dei mormorii si alzano alle nostre spalle, guardo le guardie che portano via il medico.
Cloe si abbassa sedendosi sui talloni, vicino alla bambina che mi guarda spaventata, fa un passo avanti, apre le braccia e lei corre verso di Cloe, la abbraccia e le accarezza i capelli.
"Va tutto bene" dice dolcemente in inglese, scoppia di nuovo in lacrime.
Io e Max ci guardiamo e ce ne andiamo lasciando qui Erry, scendiamo le scale e andiamo in macchina accompagnati da Al, ci fa fare il tanto atteso giro della città, quando torniamo a casa sono stanca morta, me ne vado direttamente in camera mentre Max va in biblioteca.
Mi addormento come un sasso, tengo una mano sulla pancia proprio dove sento il bambino.
"Buonanotte amore mio" dico sottovoce.

il mare che mi culla dolcemente [in revisione]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora