LOUIS POVPassarono due giorni ed era lunedì, così mi preparai per andare a scuola; in quei giorni mio padre non era stato particolarmente violento, mi aveva provocato solo alcuni lividi sulla parte destra del viso tirandomi dei pugni che però si fermarono solo su quella parte del corpo fortunatamente.
Scesi le scale di corsa e mi preparai la colazione salutando prima mio padre, che in situazione di confusione, alzò un sopracciglio ma non mi rispose.
Finito di mangiare uscii di casa e mi diressi verso il mio motorino che utilizzai per il corto tratto da casa mia a scuola, però quella mattina, vicino alla mia villetta, notai un furgone dei traslochi e un Bmw parcheggiato fuori dall'appartamento di fianco al mio, ma non mi lasciai trascinare dalla curiosità e guidai verso l'istituto.
Entrai in classe, mi sedetti al mio posto, ma notai che in parte ad esso ci fosse un banco vuoto, che solitamente non c'era e iniziai a preoccuparmi; non volevo parlare con nessuno e non avevo voglia di avere un compagno di banco, magari pure rompicoglioni, di fianco.
Mentre ero perso nei miei pensieri la campanella della prima ora suonò, ma dalla porta, oltre che al professore, entrò anche il preside della scuola insieme ad un ragazzo alto dai capelli castani; egli aveva una camicia nera sbottonata fino a metà petto che lasciava intravedere due rondini tatuate ai lati di esso e due antenne appartenenti probabilmente ad un tatuaggio di una farfalla, un paio di jeans chiari e degli stivaletti di vecchia moda su cui avrei molto da ridire.
Era chiuso nelle sue stesse spalle con lo sguardo rivolto verso il basso e quindi non riuscii ad identificare i tratti del suo volto che si alzò solo quando il preside iniziò a
parlare:"Buongiorno a tutti ragazzi, quest'oggi sono
qui con un nuovo studente che sarà in classe con voi; il suo nome è Harry e si è trasferito qui ieri, mi raccomando facciamolo sentire accolto"E tutti in coro salutammo il nuovo compagno.
Il professore poi disse:
"Harry ti andrebbe di presentarti alla classe?"
E fu solo allora che egli alzò lo sguardo e per sbaglio lo incrociai perdendomi nelle sue iridi verdi.
"Sono stanco e non ce la faccio più.
Ma d'un tratto incontrando "nella folla" il suo sguardo – uno sguardo perfettamente umano – è come se mi fossi accostato a un divino nascosto.
Tutto diventa improvvisamente più semplice."HARRY POV
Io, il preside ed il professore varcammo la porta allo stesso tempo, ma tenni il mio sguardo sulle punte dei miei stivali neri preferiti, in quel momento avevo una paura fottuta di ciò che le altre persone nell'aula potessero pensare di me.
Fu solo quando il professore disse:
"Harry ti andrebbe di presentarti alla classe?"
Che alzai lo sguardo e mi schiantai in due occhi incredibilmente azzurri, ma... spenti, degli occhi stanchi, che non brillano di luce propria ma ne riflettono una che gli viene imposta dal proprietario, però credetemi se vi dico che da uno sguardo si legge l'anima; perché io di quel ragazzo dai capelli castani e i tratti marcati ho letto pure la vita.
Staccai il nostro prezioso contatto di malavoglia e iniziai il mio discorso dicendo:
"Ciao a tutti, mi chiamo Harry, come già detto dal professore, mi piace leggere, suonare la chitarra e aiutare chiunque ne abbia bisogno, non adoro molto la compagnia ma mi piacerebbe trovare in qualcuno di voi unə amicə fedele"
Il professore mi disse di andare a posto e subito ne adocchiai uno e, indovinate dove, quello di fianco a occhi azzurro spento.
Subito mi presentai, dopotutto quel ragazzo potrebbe essere l'amico fedele di cui parlavo prima
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Tell me how to breathe and feel no hurt (larry stylinson)
FanfictionQuando Louis si è dichiarato gay alla sua famiglia sua madre e le sorelle sono scappate di casa mentre il padre è diventato man mano sempre più violento con lui. Un giorno incontrerà Harry, un nuovo compagno di scuola, riuscirà ad aiutarlo o lo farà...