Memories #1

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Taehyung, con la chioma appena tinta di rosso, quel giorno si presentò a scuola con un cappello che gli nascondeva tutte le ciocche.

«Tae, dai, che ti costa farmeli vedere?» continuava a lamentarsi Soobin, con il tono di voce squillante e divertito.

«No, Binnie, sono orrendi! Pensavo che il rosso mi stesse bene ma, appena li ho visti, volevo sprofondare.» si lamentò l'ex corvino.
«Quasi quasi vado a rifarli neri...» rifletté ad alta voce, ma quasi urlò quando si sentì sfilare il cappello dalla testa e i capelli gli ricaddero sulla fronte.

«Oddio, Tae, ma sono stipendi! Stai benissimo! Sono uguali al tuo naso, hyung, hai il nasino tutto rosso!» il castano lo abbracciò di colpo, facendo ridere Taehyung.

«Sei un bambino.» si lamentò ma ricambiò l'abbraccio con un sorrisone.

«Io sono un bambino? Sappi che tu lo sembri molto più di me, sei tutto rosso! E se rivuoi il cappello, vieni a prendertelo.» esclamò, iniziando a correre.

Taehyung lo fulminò con lo sguardo e prese a corrergli dietro, con tutti gli studenti nei corridoi che li guardavano.
Eppure al rosso non importò, perché con Soobin riusciva a dimenticarsi di tutto. Soobin era la sua piccola pallina di felicità.

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Quella mattina, Soobin aveva delle profonde occhiaie, i capelli in disordine, un pantalone della tuta e una felpa di tre taglie in più della sua.
Taehyung e Jimin lo videro da lontano e, scambiandosi uno sguardo complice, si avviarono verso di lui.
Entrambi conoscevano la sua situazione familiare: il fratello più grande frequentava una scuola all'estero, la madre era morta un po' di tempo prima e da allora il padre sembrava aver completamente dimenticato di avere un figlio.

«Hey, Binnie, come stai?» esordì Jimin.

Il castano gli rispose con un grande sorriso. «Sto benissimo, tu, Jiminie? E tu Tae?» domandò a sua volta.

«Noi stiamo bene. Tu sei sicuro di star bene?» fu Taehyung a parlare.
Vide l'espressione del castano vacillare, fino a di stendersi completamente.

«Faccio così schifo a nasconderlo?» rispose, ridendo amaramente.

«No, Binnie...» Jimin sorrise amorevolmente. «È solo che noi ti conosciamo.»

«Se hai bisogno di noi, già lo sai, puoi chiamarci a qualsiasi ora del giorno e della notte, va bene?» Taehyung si assicurò di ripetere questa frase per l'ennesima volta, sperando che Soobin si rendesse conto di non essere affatto un disturbo.

Il fatto era che, per entrambi, Soobin era come un fratellino da proteggere.
Jimin lo conosceva da qualche mese, Taehyung dalle scuole medie. Lo aveva conosciuto grazie a Jungkook.

«Questa notte non riuscivo a dormire. Così sono uscito a fare un giro-»

«In piena notte? È pericoloso Soobin! Cosa ti è saltato in mente?» Taehyung lo rimproverò.

«Cosa potrebbe mai succedere, Tae? E poi, ho conosciuto dei ragazzi. Erano tutti molto simpatici, sul serio. Sono stato molto bene con loro. Ma appena sono tornato a casa mi sono reso conto che tutto era uguale a prima e il mio umore è precipitato. Sempre le solite cose, dunque, potete stare tranquilli, ragazzi. Dico sul serio.» sorrise leggermente.

close as strangers || kookvDove le storie prendono vita. Scoprilo ora