DUE PAROLE

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"Sono tornato," dichiarò Loki con l'arte di un prestigiatore che apre con maestria la maniglia della porta, e con l'altra mano, abile come un pittore sul suo cavalletto, continuò a sostenere il cibo prima di collocarlo con grazia sul tavolo. "Una giovane donna mi ha tenuto compagnia, una chioma bionda sfoggiava, la sua simpatia era un dipinto astratto, la bellezza incarnava gli standard sociali ma sfuggiva ai miei personalissimi canoni; ha menzionato di conoscerti."

Isabel inghiottì rumorosamente la sua stessa saliva e si sollevò dal letto.

"Potrebbe forse trattarsi di Chloe?" sussurrò, come un'attrice che interpreta un enigma da risolvere.

"Eccola, il suo nome!" esclamò lui, prendendo posto di fronte a lei con la grazia di un musicista che si siede al pianoforte. "Cosa hai imparato da lei?" chiese con una tensione che permeava l'aria, e Isabel aveva ben presente che Chloe non sarebbe giunta da Loki per un semplice capriccio.

Doveva esserci una ragione, una sorta di mistero da svelare, poiché nella trama della vita c'era sempre una trama nascosta.

"Mi ha portato i suoi saluti e ha espresso il suo dispiacere per il tuo stato di salute," rivelò, facendo sobbalzare Isabel dalla sorpresa.

Come poteva Chloe conoscere il suo stato fisico, un segreto così ben custodito?

"Falsità," sibilò, sincronizzando il suo disappunto con Loki, mentre sorrisero complici e celebrarono la serata con un brindisi artistico.

"Sai," iniziò Isabel, come un'attrice al culmine di una scena drammatica, "lei è sempre stata la protagonista della ricchezza, una bellezza acclamata, la regina dell'applauso della società."

Posò il calice di vino con l'attenzione di un curatore d'arte che pone un'opera su un piedistallo, poi cominciò a raccontare di Chloe. Non riuscì a spiegare l'impulso che la spingeva, ma sentì l'irrefrenabile necessità di farlo. "In ogni aspetto della vita, lei ha brillato più intensamente di me, un'eclissi perpetuo. Tutti l'hanno sempre preferita a me."

Loki, come un attore in scena che rivive le emozioni del personaggio, si sentì stringere la gola dal cibo al sentir pronunciare queste parole. In parte perché condivideva la stessa esperienza con Thor, e in parte perché non poteva concepire come qualcuno potesse preferire Chloe a Isabel.

"Perdonami," balbettò tra una serie di colpi di tosse, come se cercasse di espellere le sue emozioni incomprensibili. "Non riesco a capirlo. Non vedono la bellezza e la perfezione che vedo io."

Replicò con l'eloquenza di un attore tragico, Isabel ammorbidì le spalle come se fossero state le spire di una serpe ammaliatrice, e un sorriso si aprì sul suo viso come il chiarore dell'aurora che, timida, si abbassa.

"Non sei obbligato a dirlo." Disse con voce lieve, come se le sue parole fossero gocce di rugiada sospese nell'aria.

"Lo so." Rispose prontamente lui, come un eroe mitologico pronto a fronteggiare il destino.

Isabel si perse nuovamente nei suoi occhi, nello sguardo cupo e tetro, occhi simili alle profondità abissali dell'Oceano, con una luce così debole da sembrare una stella morente.

Eppure, quell'infinitesimale scintilla era sufficiente per lei a ritrovare la via verso un rifugio interiore, come l'argonauta alla ricerca del Vello d'Oro tra le acque tempestose.

Finirono di mangiare e continuarono a ridere, tanto da farsi venire le lacrime agli occhi, lacrime di gioia come quelle di Demetra quando rincontrò sua figlia Persefone dopo il suo ritorno dall'Ade.

Entrambi tirarono fuori vecchi aneddoti: Loki raccontò delle sue avventure con il fratello durante una festa celeste, entrambi sbracati come Dioniso e travolti dalla baldoria.

𝐒𝐇𝐄 | laufeyson.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora