CAPITOLO 9

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"La ricerca può aspettare."
Cazzo... Perché mi fa questo fottuto effetto?! E poi cosa intende dire con 'la ricerca può aspettare'?
"Sei sempre così fottutamemte testarda!" Bisbigliò sempre più vicino alle mie labbra. "Mi fai andare i nervi a puttane..." -Oh dio! Ti prego, baciami. Ora!- Mentre stava per baciarmi, la sua attenzione si focalizzò sulla foto alle mie spalle che ritraeva me e mio padre qualche giorno prima che succedesse l'incidente. "Lui chi é?" Chiese allontanandosi di poco dalle mie labbra.
In un secondo cercai di ricompormi. "Era mio padre." Sussurrai.
"Era?" Domandò un po' incredulo.
"É morto."
"Oh, i-io... Ehm ehm..." si schieri la voce. "Facciamo la ricerca?" Chiese tentando di deviare il discorso.
-Fanculo Bieber!- "Si." Fu l'unica cosa che riuscii a dire in quel momento. Lo spostai da davanti, andai a sedermi davanti alla mia scrivania e accesi il computer.
"Alzati." Chiese gentilmente.
Senza pensarci molto feci come mi aveva detto e mi alzai. Lui si sedette al posto mio e, prendendomi per i fianchi, mi tirò in modo da farmi sedere sulle sue gambe. "Così va meglio..." Percepii il suo sorriso alla fine della frase.

Justin's Point Of View

Avevamo finito la ricerca e ora stavo tornando a casa. Ero furioso.
Scesi dalla macchina, entrai nel capanno e, senza curarmi della presenza di nessuno, andai diretto nell'ufficio di Brock. "Potevi anche dircelo!" Sbottai spalancando la porta del suo ufficio. "Tenetela d'occhio..." Lo imitai.
"Justin, che succede?" Domandò appoggiando i piedi sulla scrivania.
Nel frattempo i ragazzi ci raggiunsero.
"Cazzo! Lei pensa che tu sia morto!" Gli gridai contro.
"Justin di chi stai parlando?" Chiese Cole.
"Shade." Rispose Brock.
"Shade?" Domandarono in coro i ragazzi, confusi.
"Si, Shade." Dissi io.
"Che centra?" Chiese Bradley entrando nella conversazione.
"Beh, ecco... Shade é mia figlia." Disse Brock mantenendo il suo tono autoritario di sempre.
"C-cosa?!" Domandò Cole scioccato.
"Cazzo Brock! Stavo per..." Iniziai la frase.
"Stavi per?!" Gridò venendo verso di me.
"Come cazzo facevo a sapere che era tua figlia?!" Sbottai innervosito.
"Da cosa l'hai capito?" Cercò di calmarsi.
"Ero in camera sua e-"
"Che cazzo ci facevi nella sua stanza!" Gridò prendendomi per il colletto della giacca di pelle.
"Porca puttana Brock! Fammi finire!" Sbottai di nuovo spingendolo lontano da me. "Dovevamo fare una ricerca per la scuola, e mentre eravamo in camera sua, ho visto delle foto dove c'eri tu con lei."
Si rilassò un attimo e riprese fiato. "É una storia lunga..."
"Abbiamo tutto il tempo." Lo incitò a proseguire Cole.
"É complicato... 18 anni fa, ho conosciuto Kate, la mamma di Shade, ci siamo innamorati. Eravamo giovani e... e poi é arrivata lei. All'inizio é stato complicato per entrambi, così giovani con una bambina. L'ho cresciuta io, le ho insegnato a difendersi e poi, era diventato tutto troppo pericoloso per loro. Aveva tredici anni e... beh, sapete come funziona quando fai parte di una gang. Se il nemico scopre il tuo punto debole, é finita. Ecco, lei era, ed é, il mio punto debole. Quando me ne sono andato, ho chiesto a John McCrae, quello dei Destroyers di Detroit, di tenerla lontano dai guai e di prendersi cura di lei." Disse trattenendo le lacrime che minacciavano di uscirgli.
"Beh, devo dire che si é preso davvero molta cura..." Ironizzò Cole abbassando lo sguardo.
"Che intendi dire?" Gli chiese Brock inarcando il sopracciglio.
"Beh, partendo dal fatto che l'ha fatta diventare una criminale, si é anche preso la sua verginità."
Dopo quella frase, qualcosa dentro il mio stomaco si accese. -É gelosia, mio caro Justin! Probabilmente perché lui l'ha avuta prima di te. Proprio lui, il tuo acerrimo nemico.-
"Pezzo di merda!" Sbottò Brock tirando un pugno sulla scrivania.

Shade's Point Of View

Ero concentrata nel tentativo di asciugarmi i capelli, quando mia madre iniziò a bussare incessantemente alla porta di camera mia per farsi sentire. "Shade! Apri, c'é una persona che vuole vederti!"
E chi é adesso?
Posai l'asciugacapelli ed andai ad aprire. "Chi é-" Mi bloccai davanti a quell'immagine quasi surreale...
"C-cazzo!" Balbettai gettandomi tra le sue braccia forti.
"Mi sei mancata piccolina." Sussurrò tra i miei capelli.
"Anche tu." Respirai a fondo il suo buonissimo profumo, cercando in tutti i modi di trattenere le lacrime che minacciavano di uscire e di rigarmi le guancie. "John." Sussurrai.

My Trouble // Justin BieberDove le storie prendono vita. Scoprilo ora