| ISABEL POV
IL MIO GRIDO squarciava l'atmosfera, un lamento disperato nel buio avvolgente. La siringa, contenente il siero proveniente dalla base tedesca, mi venne iniettata di nuovo, con una forza così brutale che mi sentii contorcere dal dolore lancinante. L'agonia era una tortura insostenibile, il dolore una punizione implacabile.
Ma gli incubi...
Gli incubi bruciavano la mia pelle, divorando ogni cellula, sia quella appena nata che quella già esistente, e si compiacevano nel contemplare l'oscurità che si espandeva e ci inghiottiva.
Urlavo.
Iniziai a percepire un sapore amaro in bocca, le mie orecchie risuonarono di risate beffarde, mentre imploravo con tutto me stesso che quell'atroce agonia giungesse finalmente al termine.
Ero esausta, sfinita.
"Vernis' ko mne, moya muza," sussurrò qualcuno, le parole echeggiarono nella mia mente torturata. "Torna da me, mia musa."
Un formicolio pungente mi colpì le dita come un fulmine.
Urlavo.
Ma le voci nella mia mente cominciarono a dissolversi, sempre più lontane.
"Takikh monstrov bol'she net," una voce sussurrò, "Non ci sono più mostri."
Poteva essere vero? Riuscivo forse a percepire qualcuno... cantare? Era possibile?
"Prekrasnaya muza, moya prekrasnaya muza, vernis' ko mne," la voce continuava a sussurrare, "Bella musa, mia bellissima musa, torna da me."
Sussultai al solo ricordo di un pugno vibrante alle costole, il dolore che si rinnovava senza pietà. Poi mi piegai sotto l'oppressione di quel ricordo. Spalancando gli occhi, mi ritrovai sudata, tra le braccia di un uomo che era stato descritto come "il portavoce della morte".
"Stavi urlando," sussurrò, posando un bacio appassionato sulle mie labbra, vedendo i miei occhi lucidi. "Raccontami di te, ma belle chérie..."
La mia voce, tremante e fragile, trovò il coraggio di farsi sentire, mentre la gola e gli occhi mi bruciavano di angoscia. "La pioggia fuori, urla il mio tormento," sussurrai, pronunciando le uniche parole che riuscii a pronunciare in quel momento.
| NARRATORE ESTERNO
La paura aveva il potere di uccidere un essere umano, ma Isabel non sarebbe stata annientata da essa. Il suo passato, un oscuro spettro che l'aveva tormentata per troppo tempo, era una ferita aperta che nessuno si era mai degnato di suturare.
"Hai detto che sai tutto," riprese, le parole che vacillavano nel buio della sua anima. "I miei racconti diventerebbero solo frammenti di memorie, soggettive e dolorose."
Isabel giaceva tra le braccia di Loki, il suo rifugio sicuro e caloroso. I segni dei lividi si manifestavano ancora sulla sua pelle, le tracce indelebili di uno scontro negli oscuri vicoli di New York.
Tuttavia, Loki continuò a baciare quei segni come se il suo sangue portasse una vitalità speciale.
Il sangue era solo una delle molte passioni di Loki, ma quello di Isabel aveva il potere di farlo smarrire completamente.
"Parlami," implorò il Dio degli Inganni, la sua richiesta una promessa indelebile. "Parlami di te, quanto e come desideri."
Isabel emise un sospiro, immergendosi ancora di più nell'abbraccio del corpo massiccio di Loki.
Tutto intorno a lei sembrava dissolversi, mentre il solo suono che perdurava era il battito del suo cuore, che echeggiava nel petto e nelle orecchie come un tamburo funesto. La voce di Isabel era un sussurro roco, i polmoni riempiti di un fumo denso e velenoso, la sensazione di morte alle porte e la vita a un passo di distanza.
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𝐒𝐇𝐄 | laufeyson.
Roman d'amourLeggere i TW prima di iniziare! In un mondo dilaniato dal caos e causato dal malvagio Loki, la trama si snoda tra due opposti destinati a intrecciare le loro vite in modo inaspettato. Nick Fury, al servizio dello SHIELD, abbraccia un rischioso proge...