xx Chapter 31 xx

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AUTHOR POV

Erano passati ormai tre anni dall'inizio della nuova convivenza tra Harry e Louis e nonostante i litigi quotidiani e i vari impegni lavorativi erano riusciti a restare una coppia unita che si ama alla follia.

La questione figli era passata più volte nei loro discorsi ma Harry finiva sempre per sviarla, come se avesse paura di avere una famiglia con il più piccolo ma era tutto il contrario.

Poco dopo infatti un nuovo individuo aveva preso a far parte della famiglia, Alan, il piccolo era stato abbandonato dalla famiglia che per insufficienza economica decise di lasciare il bimbo in un orfanotrofio in speranza che qualcuno lo adottasse.

Louis decise di lasciare il lavoro in modo tale da potersi prendere cura del nuovo arrivato, facendosi aiutare inizialmente da Gemma e Anne per il mantenimento del piccolo, mentre Harry era stato promosso ad un incarico più alto nel suo settore guadagnando così abbastanza soldi per tutti e tre.

Alan era un bambino di due anni dalla pelle olivastra con un occhio azzurro cielo ed uno più scuro, le labbra sottili ed il nasino all'insù.

Era molto introverso e per questo nei primi mesi di adozione era molto timido e spesso parlava più con Louis e si chiudeva a riccio  con Harry dando vita a molti litigi tra i due che però si spegnevano sempre nel vedere il faccino del bimbo guardarli con occhi lucidi.

Era chiaramente terrorizzato dalle urla e inizialmente mangiava poco e niente.

Ora invece è diventato un chiacchierone con entrambi i genitori, sempre però con la preferenza di Louis, e nonostante ci sia voluta un'eternità a fargli capire di avere due papà è riuscito ad accettarlo senza problemi, calmando gli animi dei due fidanzati.

HARRY POV

Quella domenica mi svegliai presto e trovando Alan accanto a noi nel lettone lo coccolai un po' baciandogli ripetutamente la testolina riccioluta.

Lo riposi poi di fianco a Louis e scesi per preparare la colazione per tutti e tre.

Come al solito sentii un corpo appoggiarsi al mio da dietro mettendo la testa nell'incavo del mio collo e allacciando le braccia alla mia vita.

"Buongiorno Haz"

Subito mi girai per vedere se avesse portato il bimbo con se ma nel vedere il seggiolone vuoto lo fulminai.

"Hai lasciato Alan da solo in camera? Vai a prenderlo subito Lou, poi lo sai che se si sveglia da solo inizia ad urlare"

Il mio flusso di parole venne fermato da un paio di labbra sulle mie.

"Mhmh calmati amore non si sveglierà così presto dopo il film visto ieri sera, devi smetterla di essere così ansioso"

"Si forse hai ragione, scusa"

Di nuovo mi strinse a se e mi rassicurò.

"Adesso voglio il mio buongiorno però"

Mi spinse così ad appoggiarmi sul tavolo della cucina e iniziò a baciarmi con foga le labbra e il collo procurandomi alcuni gemiti mal trattenuti.

Mi tappò poi la bocca con la mano.

"Babe sii un po' più silenzioso, non vorrai che il piccolo Alan si svegli?"

Scossi la testa e allora si allontanò per prendere i pancake dal piatto distribuendoli sui tre piatti disponendoli poi sulla tavola.

Mangiammo insieme e vedendo che tra chiacchiere e battutine si era fatto tardi chiesi a Louis se potesse andare a svegliare il piccolo.

In men che non si dica tornò al piano di sotto con un fagotto di coperte da cui si intravedeva la faccia del bimbo.

Aveva gli occhi chiusi ma sorrideva furbo come per far finta di dormire.

"Qualcuno qui non accenna a svegliarsi, che ne dici papà Harry? Niente pancake a colazione?"

Sentirmi chiamare papà ancora mi portava allo shock, neanche dopo due anni mi ero ancora abituato.

Subito un paio di braccia spuntarono dall'ammasso di lenzuola.

"No Alan vuole panchek!"

"Ah- Ah ai bimbi monelli non si danno i pancake"

Louis lo posò a terra e subito incrociò le braccia mettendo il broncio e girandosi dall'altra parte.

Dopo due minuti di silenzio in cui nessuno si muoveva presi la parola.

"Scherzavo amore vieni qui"

"No. Papà Hally cattivo"

"Alan non si dice cosi a papà, chi te lo ha insegnato?"

Per aggiungere ancora più dramma mi coprii la faccia con le mani per far sembrare stessi piangendo.

Subito due piedini si posizionarono vicino a dove ero seduto e Alan posizionò le sue mani sulle mie ginocchia.

"No piangele papi Alan schelza"

Così gli sorrisi, lo presi in braccio e lo posai nel suo seggiolone con il suo piatto e il suo biberon davanti in modo tale che riuscisse a mangiare senza farsi imboccare.

"Papà Lou aiuta Alan?"

"Alan amore ormai sei un bimbo grande e i bimbi grandi non si fanno imboccare da papà"

"Ma- i miei amici o' fanno"

"Invece tu sei più bravo e quindi non hai bisogno che lo faccia io, dai fa vedere a papi come mangi bene da solo, magari dopo ti da un premio"

Alla menzione dell'ultima parola gli occhi di Alan si illuminarono e subito prese in mano la sua forchettina di spiderman per infilzare un pezzo di pancake mordendolo poi di seguito.

LOUIS POV

Finito di mangiare Harry prese il
bambino e lo portò al piano di sopra per fare un bagnetto, Alan ha sempre odiato l'acqua ed il sapone in generale ma nonostante gli allagamenti continui del bagno riuscivamo sempre a lavarlo.

Andai così in camera nostra e mi cambiai vestendomi in maniera casual: un paio di jeans larghi, una maglietta e le mie solite vans nere.

HARRY POV

Mentre facevo il bagnetto ad Alan realizzai che oggi era il giorno in cui avrebbero prelevato un campione del mio sperma per l'inseminazione artificiale e preso dalla curiosità decisi di fare una domanda al piccolo.

"Amore un giorno ti piacerebbe avere un fratellino o una sorellina più piccoli?"

"No io bene da so'o poi papà no più bene a me"

"Ma no Alan che dici, io e papà Louis ti vorremo bene all'infinito, sarai sempre il nostro preferito, ma shhh non dirlo agli altri fratellini o sorelline che arriveranno!"

Scoppiò così in una risatina schizzando acqua dappertutto battendo tra loro le manine.

"Alloa si, Alan blavo fatello maggioe"

Gli accarezzai la testa.

"Ah di questo ne sono sicuro"

Tell me how to breathe and feel no hurt (larry stylinson)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora