Capitolo 11

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'Tutti tornano, quando non sanno più dove andare.'

Nella mia testa, lui si chiamava Amedeo. Forse perchè aveva un nome così fuori dal comune che tutti avrebbero capito chi era. Forse perchè aveva 30 anni e io 14 e non potevo permettere che qualcuno lo sapesse. Forse perchè aveva una figlia. Forse perchè, forse perchè sapevo che era un errore. Amedeo fu il mio primo amore, il primo amore per cui usai la lametta, il primo amore con cui diedi tutta me stessa, la mia prima delusione, i primi pianti, il primo tentato suicidio. Ci vollero quattro anni per dimenticarmi di lui, quattro anni per farmi passare anche il minimo sentimento nei suoi confronti dopo che mi usò e mi lasciò a marcire di dolore per lui e per colpa delle sue bugie. Tornò. Tornò un mercoledì di ottobre, il primo giorno del mese, il giorno più brutto della mia vita. Mi portò a camminare sui sentieri di una montagna che abbiamo nel nostro paesino, dove molte persone si appartano per fumare erba, drogarsi o fare sesso. Quel giorno, lui era fin troppo dolce con me, eppure non capivo il perchè. Infondo ci eravamo lasciati da quattro anni, non provavamo niente l'uno per l'altro, aveva avuto mille storie dopo di me. Quel giorno, è stato il primo giorno che qualcuno provò, ed ebbe il coraggio di costringermi, a fare l'amore con me, contro la mia volontà.

\\ Spazio Autrice

Lo scrivo su questo sito, come ho scritto quei altri 10 capitoli della mia vita, perchè questa storia è come un diario, un diario dove parlo delle cose più brutte della mia vita. Un diario che uso per sostituire la lametta.

La ragazza brava a fingere.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora