8 - UN ECCITANTE DEBITO DA SALDARE

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Naoya quella mattina non era riuscito a seguire le lezioni, oltre a non aver dormito, la sua mente stanca continuava a riproporgli le immagini della notte precedente e il suo corpo riviveva le sensazioni provate.
Dopo l'ennesima ora passata senza riuscire a seguire e con una eccitazione che non voleva saperne di andarsene, decise di spostarsi in biblioteca per cercare di studiare. Inoltre all'ora di pranzo, con la maggior parte degli studenti in mensa, era quasi sempre vuota, così avrebbe potuto usare il bagno indisturbato per cercare di darsi sollievo.

Anche i suoi amici notando il suo strano comportamento e la sua espressione particolarmente crucciata, avevano provato a chiedere se era ancora colpa della ragazza nuova, Naoya si era limitato a un semplice "Sì, ma non sono cazzi vostri" poi se ne era andato lasciandoli interdetti, era la prima volta che il moro ammetteva che qualcuno aveva il potere di turbarlo.

Come previsto in biblioteca erano presenti solo poche persone, Naoya si sistemò nella zona più nascosta per non essere disturbato e dopo aver appoggiato le sue cose sul tavolo si diresse in bagno.
Non era da lui masturbarsi, ma ormai non sapeva più che cosa fare per farsi passare quella tremenda erezione.

Appena dentro chiuse la porta a chiave, si slacciò i pantaloni e iniziò a massaggiarsi l'erezione lasciando libera la mente di ritornare alla notte precedente.
Si immaginò di essere nuovamente dentro Akira, strinse forte la mano ripensando a quanto fosse stretto e caldo.
La mosse velocemente rivivendo il momento in cui lo aveva preso da dietro, la sua schiena ampia e il suo fondoschiena sodo, la sua testa bionda affondata nel cuscino e i suoi bellissimi gemiti. Non gli ci volle molto per liberarsi pronunciando il nome di Akira.

Quel demone biondo lo aveva proprio ammaliato con la sua lussuria e i suoi piaceri proibiti e lui ne voleva sempre di più, gli aveva mostrato la via per l'inferno e lui ci si stava buttando a capofitto.

Si diede una sistemata e uscì dal bagno sperando di poter combinare qualcosa.
Come si sedette sentì il cellulare vibrare, era un messaggio "Mi fa male il culo brutto bastardo! :@"
Naoya scosse la testa, tempismo perfetto, proprio adesso che sperava di esserselo tolto dalla testa! Non fece in tempo a mettere via il telefono che arrivò un secondo messaggio "Voglio vendicarmi riscuotendo il mio credito! 3:)"
Naoya sentì una scossa di eccitazione attraversargli la schiena e la sua speranza di non pensare al biondo svanì.
Scrisse "Adesso sono in biblioteca *quella di legge* ne riparliamo più tardi"
Naoya non sapeva bene perché avesse voluto specificare quale, forse sperava che si fiondasse da lui? Che assurdità ... non poteva essere così preso da quel idiota! E quel baka non poteva essere così arrapato da correre davvero lì ...


Akira quella mattina si era alzato tardissimo perché durante la notte, quelle poche ore rimaste dato che Naoya se ne era andato all'alba, non era riuscito a dormire per il dolore al fondoschiena.
Mentre si girava e rigirava nel letto aveva avuto tempo di ripensare a ciò che era successo e dopo tanti perché e percome, era arrivato alla conclusione che visto che aveva toccato il fondo facendosi scopare, non aveva più senso trattenersi, avrebbe dato libero sfogo al desiderio e alla lussuria e "a fanculo" tutti i dubbi e tutti i tabu. Sarebbe stato se stesso, come se si trattasse di una cosa normale fare sesso con un ragazzo.

Dopo aver mangiato, visto che non riusciva in alcun modo a togliersi dalla mente Naoya e quello che avevano fatto, aveva deciso di andare a fare un giro all'università e magari parlare con i suoi amici, sperando che ciò potesse distrarlo.
Però quando si era trovato davanti alla facoltà di legge, passaggio obbligato per recarsi al proprio dipartimento decise di stuzzicare un po' Naoya e rinfacciargli il dolore che ancora sentiva.
Non sapendo però dove trovarlo aveva optato per un messaggio.
La risposta lo fece sorridere, era un chiaro invito a raggiungerlo, altrimenti non avrebbe avuto bisogno di specificare dove si trovava.
Naoya non gli sembrava il tipo che parlava senza soppesare bene il significato delle parole.


Arrivò in biblioteca dopo pochi minuti, si guardò intorno, non vedendolo fece il giro delle varie postazioni di lettura finché lo trovò nel posto più isolato.
Si avvicinò con uno sguardo compiaciuto, Naoya aveva scelto l'angolino ideale.

"Ciao Noya. Che bel posticino ti sei trovato... ti sei nascosto da me o per me?"
Il moro alzò la testa dal libro sentendo la voce della persona che aveva assillato la sua mente per tutto il giorno e avvertì un fremito di eccitazione notando i suoi occhi blu accendersi di una luce pericolosa, però fece finta di non capire il significato delle sue parole
"Che accidenti vuoi baka?"
Akira sorrise, appoggiò una mano sul libro che Naoya stava leggendo e abbassandosi si avvicinò al suo viso "Non fare il finto tonto... devi mantenere l'accordo... pagare il tuo debito"
Naoya ghignò "Non così in fretta..."
Akira si sedette sul tavolo e lo guardò con uno strano sorriso "La tua parte dell'accordo l'hai avuta e ci hai dato anche dentro, ancora mi fa male il culo... adesso tocca a me... io ottengo sempre ciò che voglio..."
Si abbassò e afferrando Naoya per i capelli lo avvicinò a sé coinvolgendolo in un bacio passionale, in un gioco di lingue che li trasportò in un vortice di passione che risvegliò il loro desiderio.
Quando si staccarono Akira sorrise, si posizionò meglio davanti a Naoya portando le gambe ai lati del moro e appoggiò i piedi sui braccioli della sedia in modo che la sua intimità fosse proprio davanti alla faccia dell'altro. Slacciandosi poi i bottoni dei pantaloni disse "Se vuoi per ora mi accontento di un piccolo acconto... puoi questa sera mi darai il resto"
Naoya gli bloccò la mano "Che accidenti vuoi fare? Siamo in biblioteca se arriva qualcuno..."
Il biondo alzò le spalle "Lasciali guardare."

UNA PIEGA IMPREVISTA (rivista e corretta)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora