Pensavo che quella giornata non avesse potuto andare peggio di cosi . Non sapevo ancora quanto mi sbagliavo .
Mentre cercavo di fare capire all'infermiera alcolizzata che stavo bene e che avevo una fame da lupi, lei dal canto suo voleva andarsene a casa o a bere, e si era lasciata convincere dandomi il permesso di aspettare mia mamma davanti alla sala del preside, dove c'era una macchinetta per le merendine e il nostro bidello. FRED, che in realtà si chiamava Ferdinando .
Un uomo ossuto e altissimo, scuro di pelle, con il viso così scavato da lasciare intravedere ogni osso cranico.
Mia madre si presentò poco dopo del mio arrivo nella sala. Avevo appena preso un pacco di patatine dalla macchinetta . Era Vestita con una minigonna aderente e una camicetta fucsia sgargiante. Si precipitò verso di me e mi abbracció forte quasi da togliermi il fiato.
"Mamm-mamm-a , mi stai stroz-z-ando" le urlai quasi ;
Lei mi liberó dalla sua presa letale e mi controlló la benda intorno alla testa " chi diavolo è stato a farti questo" stavolta urló lei ." non sono più disposta a tollerare! Questi bastardi teppisti la devono smettere di darti fastidio! Ma questa volta no, non la passeranno liscia! Faremo una bella denuncia!!! La colpa è dei genitori! Bastardi! Vado a parlare con il Preside, mi sta aspettando. Tu aspetta qui, non ti muovere!" Giró i tacchi ed andó diretta ad aprire la porta del Preside. Non bussó neanche.
Io restai fuori, con il mio pacco di patatine in mano, mi sedetti in una sedia e le mangiai. Aspettai. Parecchio.
Quando finalmente uscì dall'ufficio del Preside io ero ancora seduto, ma accanto a me si era accomodato Fred, credo per farmi un po' di compagnia e avevamo preso altri tre pacchetti di patatine.
Mia madre non si accorse di avere la camicetta al contrario e venne verso di noi a passo svelto. Ma di sicuro non sfuggì a Fred che mi buttó una gomitata nel braccio e mi schiacció l'occhio ridacchiando " hai capito la mammina ihih .." aggiunse .
Io avrei voluto sprofondare, avrei voluto che un baratro si fosse aperto li in quel momento, nella scuola, e mi avesse risucchiato giù per sempre.
Mi chiesi perché non ero morto nella caduta dalle scale.Tra le cose che un ragazzino di quindici anni non dovrebbe mai sapere questa è al terzo o secondo posto della lista . Mia madre se la faceva con il mio preside!
Mio padre ci aveva lasciati 1 anno e mezzo prima. Era scappato con una ragazza che avrebbe potuto essere sua figlia. Lo ripeteva sempre mia madre . Lei lavorava per lui allo studio medico, come segretaria .
Un clichè.
Un giorno mia madre tornò a casa in lacrime e disse che lui ci aveva lasciati per sempre. Così, senza mezzi termini. Senza bugie bianche e neanche a colori. Solo la cruda verità.
Mia mamma era una bella donna, senza ombra di dubbio, non avevo preso da lei. I miei compagni facevano continuamente battute orribili su di lei ogni volta che la vedevano a scuola. E io non sapevo difenderla. Mi limitavo a fare finta di non sentire.
E solo in quel momento capii perché veniva così spesso. Ero convinto che lo facesse per me, per controllarmi.Tornammo a casa in macchina. Io non la guardai neanche una volta in faccia . Ero disgustato , arrabbiato, deluso e scioccato . Sentivo una rabbia ribollirmi nel sangue come una pentola a pressione . Avrei voluto solo gridarle in faccia una sfilza di parolacce, ma sapevo che non sarei riuscito a farlo bene senza balbettare, quando ero nervoso lo facevo ancora peggio.
Lei non disse niente a riguardo, fece finta di non capire che avevo capito ( scusate il gioco di parole ). Si limitò a parlare come se nulla fosse " ha detto il preside che ti farà rifare gli esami da solo quando sarai pronto" intavoló così la conversazione che si rivelò un monologo.
"Ha detto anche che prenderà provvedimenti seri contro i due ragazzi, che era già stato messo al corrente di tutto dal tuo amico Rudy, sa chi dovrà punire".Era palesemente entusiasta di questo, si sentiva dal tono euforico mentre dichiarava che sarebbero stati puniti.
Non risposi nulla . Non accennai neppure un segno del capo.
" ha detto che li boccerà !" Continuò lei ridendo, trasudando euforia e gioia.Non risposi ne a parole ne a gesti. Ma dentro di me sapevo che me l'avrebbero fatta pagare. Sul serio stavolta .
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Il Ponte Parlante
ParanormalEsistono luoghi nel mondo, dove si mescolano mistero e fede, per chi ne abbia. Dove il paranormale trova vita li dove forse qualcuno ha trovato la morte.