Need to know

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«Ma come è possibile?»

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Guardai Suguru per un attimo per poi riportare lo sguardo sulle mie mani, sentii il cuore pesante e il fiato corto. La gola mi si chiuse in una morsa, mozzandomi il fiato.
Parlai senza dar peso al battito cardiaco.

«Suguru io vado, che si è fatto tardi»

Mi guardò e poi mi lasciò un bacio sulla tempia

«Va bene. Cerca di dormire»

«Ci si prova» dissi mentre mi alzavo e mi diressi verso la porta della sua camera. Lo salutai ed uscii da quella stanza.
Guardai il corridoio che in quell'istante mi sembrò stringersi attorno a me.
Camminai attacca alla parete per il senso di vertigine che mi dava quella situazione. Arrivai alla porta della mia camera con gli occhi quasi chiusi, l'aprii a tastoni e entrai nella stanza da dove recuperai il pacchetto di sigarette.

Ripresi il corridoio con il presentimento di dover vomitare da un momento all'altro.
In qualche maniera arrivai al portico e mi sedetti sulle assi di legno di esso.
Mi accesi una sigaretta, e ne inspirai il fumo. Sentii i muscoli rilassarsi, ma non del tutto.

Il dolore di quelle cicatrici si rifece vivo. Sentivo la schiena bruciare, il ricordo di quella notte mi si stampò sulle retine, riempendomi gli occhi di lacrime.
Mi maledii per quello che successe.

Mi coprii l'occhio destro, con la mano dove avevo la sigaretta; il solo pensiero che potevo averlo perso mi provocò una fitta al cuore.
L'immagine della pelle graffiata, grondante di sangue, mi fece pensare che quelle cicatrici si potessero riaprire e far risgorgare fuori di nuovo tutto il dolore provato.

La sensazione delle lacrime mischiate al fumo mi calmaro, poco ma lo fecero; ma la sensazione delle mani di quegli uomini, che lambivano le mie carni, i loro occhi che mi fissavano come se fossi una preda, il coltello che mi puntarono alla gola e con il quale tagliarono a fondo fino al muscolo. La presenza di quel ragazzo tatuato in mezzo alle mie gambe mi fece sentire sporca e sbagliata.

Il pianto si fece più rumoroso e intenso.

"Shh non piangere, non è colpa tua".

' Mei se solo tu potessi essere qui ' pensai.

Sentii dei passi dietro di me, non gli diedi peso; in quel momento poteva pure essere un serial killer e non me ne poteva interessare nulla. Quella persona si avvicinò a me, mi strinse da dietro in un abbraccio. Sussultai a quel gesto.

«Non so cosa ti sia successo ma di certo so che non è qualcosa di bello»

«Megumi?»

«Secondo te non mi sono accorto che c'era qualcosa di diverso? Non sono così stupido da non notare un'energia malefica diversa in questa zona dell'istituto» mi strappò un piccolo sorriso

«Scusa non dovresti vedermi in queste condizioni»

«Cosa ti è successo? Se posso chiederlo. Non voglio influire ancora di più e farti stare peggio»

«Tranquillo- presi un pausa e mi asciugai le lacrime mentre lui si staccò da me e si sedette accanto -Forse è arrivato il giorno in cui mi libero da questo peso»

«È qualcosa di tanto brutto?»

«Sinceramente non lo so neanche io»

«Dai se inizi forse ci mettiamo molto meno»

Gli allungai il pacchetto di sigarette, da dove ne prese una ed io feci lo stesso, gliel'accesi e feci lo stesso con la mia.

«Ormai da quella sera sono passati 15 anni. So che ho aspettato troppo tempo per parlare, ma fino ad oggi solo il pensiero mi dava la nausea -aspirai il fumo e lo buttai fuori come sedativo per i conati di vomito- Sai fino a quella notte mi reputavo diversa, di solito si dice che una donna venga molestata almeno una volta nella vitae beh è purtroppo vero» a questa mia affermazione sembrò capire a cosa mi stessi riferendo.
Non parlò e mi lascio continuare senza proferire parola

Smoking with you ff | Satoru Gojo x readerDove le storie prendono vita. Scoprilo ora