Chapter 3

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Capitolo 3

-Tieni-.

-Ehm scusa- lo inseguo.

-Io non partecipo a queste cose dallo a qualcun altro grazie-. Glielo porgo di nuovo.

-Mi dispiace sei stata scelta. Devi andare nella stanza con gli altri-. Detto ciò se ne va.

Luke spunta da dietro.

-Hey che succede? Che voleva quel ragazzo? -

-Mi hanno scelta per giocare ad obbligo a verità, ma non voglio farlo-. Rispondo con la mano tremante mentre tengo il biglietto in mano.

-Dallo a me, non se ne accorgerà nessuno-.

Risponde sorridendo.

-Sei sicuro Luke? - alzo lo sguardo e mi perdo nei suoi occhi.

-Sono sicuro Lea, se non vuoi giocare non sei obbligata, giocherò io al posto tuo-. Il suo sorriso è qualcosa di buono, di tranquillo, mi fa trovare pace.

-Grazie Luke- per una volta gli rivolgo un sorriso anche io.

Gli sto per porgere il biglietto quando un ragazzo si avvicina a noi.

-Hey bella hai il biglietto manchi solo tu ad entrare-. Mi cinge la vita con un braccio. Mi tiro indietro.

-No in realtà il biglietto è suo- indico Luke che sorride complice.

-Non credo proprio, l'ho dato a te- Sbuca il ragazzo che qualche istante prima distribuiva i biglietti.

I due ragazzi mi guardano scocciati, aspettando che io dia un segno di vita. Mi scambio uno sguardo con Luke e comprendiamo entrambi che sarei dovuta andare per forza. Mi fa un cenno con il capo.

-Va bene vengo con voi-. Comincio a camminare.

-Lea qualsiasi cosa sono qui-. Afferma Luke vedendomi andare via.

Sento il suo sguardo scivolarmi su tutta la schiena, mentre affianco a me ci sono i due ragazzi spazientiti che aumentano la velocità del passo dirigendosi verso la stanza.

Entro dentro e non siamo molti, solo 10. Tra ragazze poco ubriache e ragazzi ridacchioni.

-Siediti- mi invita la stessa ragazza che fino ad un ora fa era su un tavolo a versarsi gli alcoolici addosso.

-Allora, adesso che siamo tutti, possiamo cominciare. Il gioco è semplice, lo conosciamo tutti spero. Obbligo o verità. Chi non vuole fare uno di questi due, si becca 10 minuti in stanza con qualcuno-.

Tutti cominciano a ridere e sorridere maliziosamente, quasi come non fosse una penitenza.

-Ma...c è un grande ma- prosegue -non ve la segliete voi la persona, ve la scelgo io- termina ridendo.

Un lamento generale prende il sopravvento sulle parole della ragazza che cerca di mantenere la stanza il più silenziosa possibile.

-Cominciamo-.

Partono i primi obblighi di baciarsi tra loro e verità abbastanza scottanti. Per ora non mi hanno chiamata, e spero si dimentichino della mia esistenza nella stanza. Più silenzio fai Lea, più non ti noteranno. O almeno spero.

-Tu-. Una ragazza punta il dito verso di me.

-Ehm io?- chiedo balbettando guardandomi accanto.

-Si, come ti chiami? -

-Lea- dico a bassa voce.

-Come? - domanda urlando.

-Lea- mi schiarisco le corde vocali con qualche colpo di tosse.

Un ricordo di noiDove le storie prendono vita. Scoprilo ora