Voglio sentire il suo buonanotte per i prossimi 7 mesi.

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15 chiamate senza risposta oggi. 20 ieri. Mi dispiace cara Anne, mi dispiace TUTTI. Ma non siamo poi così tanto amici se nemmeno si degna di replicare ai miei messaggi o alle mie chiamate. Mi ghosta. Esattamente come quell'idiota del principe Henry che deve interpretare. Solo che stavolta non c'è nessuna love story tormentata che tenga: voglio solo parlare con il mio amico Nicholas e il mio amico Nicholas non vuole parlare nemmeno con me.

Seduto in solitaria al tavolino di questo bar allestito in strada sorseggio un po' di whiskey con ghiaccio. Qualcuno mi ha riconosciuto come "personaggio famoso" e ho firmato qualche autografo e scattato qualche selfie. Mi stupisce sempre quando accade.

"Dove sei?" Lo schermo del mio smartphone si illumina e sul display compare un nome NICK.

Provo istintivamente a chiamarlo e non ottengo risposta. Non vocale almeno. 

"Non mi va di stare al telefono. Sono tornato. Voglio parlare con te. Ti aspetto"

Lascio una banconota sul tavolo. Spero basti per saldare il mio conto e lasciare la mancia al ragazzo che mi ha servito il drink. Prendo il primo taxi libero e mi dirigo verso gli studios, al set. E' già calato il tramonto. Con mia enorme sorpresa lo trovo seduto sulle scale del camper di Matthew, il regista. Deduco abbia già avuto un confronto con lui di cui temo l'esito. Si tiene la testa fra le mani e le ginocchia gli sorreggono i gomiti. Mi avvicino silenziosamente.

-Ciao-esordisco timidamente scalciando con la mia Converse rosa qualche sassolino sparso sul suolo.

-Ciao-. E' più di un mese che non lo vedo. Nella penombra scorgo i suoi occhi affollati di pianto. Prendo posto accanto a lui che mi fa spazio sul freddo scalino metallico.

-Come stai?-domanda del cazzo ma è l'unica la mente sia riuscita a partorire a bruciapelo.

Alza le spalle-Mi dispiace essere sparito anche con te-

-Non importa-oh importa e come invece! Sono stato fottutamente in pena per te brutto coglione! Ma non te lo dirò.-Mi importa sapere tu come stai-

-Come dopo un uragano. Sopravvissuto ma con tutto un po' a pezzi-

Gli cingo un braccio attorno alla schiena-Immagino-

-No-scuote la testa-Se non le vivi certe cose non puoi capirle fino in fondo-

Gli stringo la mano sul fianco-Non deve essere stato facile per te-

-Mia madre mi odia, mio padre non mi guarda più in faccia-

-Perché?-

-E' praticamente venuto fuori che il loro figlio è uno schifoso pervertito-

-Si sbagliano-stringo le labbra in un'espressione seria-Il loro figlio è tante cose-le inizio a contare con le dita della mano libera-E' un'idiota, un saccente, un' arrogante testa di cazzo ma non è uno schifoso pervertito, assolutamente-

-Grazie per i meravigliosi complimenti-

-Non c'è di che-mi faccio coraggio-Come hai sistemato la situazione con i media-deglutisco-Se posso sapere, se ti va di raccontarmi...-

-Ho assestato il colpo-parla lentamente con quel suo fare fastidiosamente british-Mi sono visto pugnalato alle spalle dalle persone di cui credevo potermi fidare. Ho parlato di ciò che potevo parlare e negato lì dove dovevo. Per il resto devo solo aspettare che tutto si dissolva tutto come una bolla di sapone-

-Accadrà presto-

Stringe la mia mano sul suo fianco con la sua-Ti prego non trattarmi diversamente da come hai sempre fatto. Ho bisogno di un amico, di un vero amico oltre che di un collega-

Come in un filmDove le storie prendono vita. Scoprilo ora