-Nick mi sento più uno del clan di Pablo Escobar in incognito piuttosto che una persona in partenza per Atene- alludo al fatto che mi abbia praticamente costretto a indossare durante l'imbarco e tutto il viaggio di non poche ore una felpa nera almeno 2 taglie più grandi della mia, un cappellino con la visiera, mi abbia fatto trascorrere infinite ore senza chiudere occhio, sgattaiolare via da ogni gate accompagnati e seguiti da una guardia del corpo dalle sembianze di un armadio a due ante che ci osserva a debita distanza. Ora ho sonno, e vorrei tanto dormire ma la sua voce profonda risuona nelle mie orecchie-Ci siamo quasi-credo fermamente nel fatto che lui non sia umano o che funzioni grazie a qualche congegno elettronico per essere rimasto così vigile e cosciente-Non addormentarti-sussurra al mio orecchio-Quando atterreremo lì è ancora giorno-mi da indicazioni precise su dove effettuare lo scambio droga-soldi. O forse no.-Joe la guardia del corpo ci lascerà liberi e saremo soli-si mordicchia un'unghia-A quel punto e solo a quel punto...-faccio esplodere l'ordigno. Ah no-Togliamo via i cappellini e le felpe anche perché lì fanno 25 gradi e risulteremo più strani e visibili se siamo vestiti come due...-
-Nick per l'amor del cielo sta un po' zitto!-sbotto ma non troppo-Sei così in ansia per la storia della privacy che non ti sei nemmeno accorto del fatto che è la prima volta che mi rivolgi la parola dopo ore!-il mio ginocchio si muove incontrollato-E le prime cose che mi stai dicendo sembrano le istruzioni di sopravvivenza per una missione per il Vietnam!-
-Scusa-sfiora con il dito indice la mia mano appoggiata sul tavolino quasi non curante di essere su un volo di linea circondati da tante persone. Forse nel nostro "travestimento" lui ci crede davvero. Ma fargli notare questa mossa poco astuta lo farebbe solo sprofondare ancora di più nel baratro quindi non faccio nulla-Mi sa che ho preso troppi caffè-conclude e per ore che mi sembrano infinite e che in realtà non sono più di 3 cado in un coma profondo.
Riprendo coscienza solo quando il sole è abbastanza forte da filtrare oltre le tendine degli oblò dell'aereo.
-Siamo arrivati!-Varchiamo la porta scorrevole di uscita dell'aeroporto di Atene e Nick è eccitato come un bambino al Luna Park-Benvenuto nella mia terra!-si sfila via la felpa nera e faccio lo stesso. Le lascia tra le mani del povero Joe prima che ci saluti prendendosi dalle mani del mio amico una lauta ricompensa. -Ci aspetterà qui anche per il viaggio di ritorno-E già maledico quel ritorno in cui dovrò fare lo stesso tour de force. Per la prossima volta gli suggerirò di fittare un jet privato. Per adesso lo seguo nel taxi giallo che ha fermato. Carichiamo i bagagli sul retro e prendiamo posto sui sedili posteriori. Con un (giurerei) impeccabile accento greco lascia delle indicazioni al conducente. Sorride con la testa fuori al finestrino mentre urla parole a me incomprensibili.
L'auto ci lascia fuori una lussuosa villa tutta bianca, ben diversa da tutte quelle che abbiamo superato, semplici e colorate. Si trova in fondo ad un vialetto alberato. Il cancello in ferro all'esterno è enorme e maestoso. Ai lati troneggiano due colonne in pietra che terminano all'estremità con due piccole statue di civette anche esse di pietra ma più scura.
Mi avvicino a una targa posta accanto alla cassetta delle lettere in ferro battuto.
-E' inutile che provi a leggerla-si avvicina trascinando entrambi i nostri enormi trolley-E'scritta in alfabeto greco antico-me la mostra seguendo le lettere con un dito-E quest'altra-scende al rigo inferiore-E' in cirillico per onorare anche le nostre origini russe-
Mi giro a fissarlo e mi perdo nelle sue labbra carnose che si muovono lente che mi parlano di sè-E cosa c'è scritto?-
-Scemo chi legge-ed ecco che svanisce la magia.
-Coglione!-lo spintono qualche passo più in là.
-C'è scritto semplicemente Famiglia Galitzine. Benvenuti-

STAI LEGGENDO
Come in un film
Hayran Kurgu-Maledetto me quando ho deciso di accettare questo ruolo e questo copione- L'attore Taylor Zakhar Perez sembra particolarmente nervoso all'idea di recitare un particolare nuovo ruolo per cui ha accettato la parte. A differenza del suo collega, il c...