Senza troppi giri di parole, senza frasi smielate di circostanza.

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Mi giro e mi rigiro in questo lettino da solo mentre fuori il cielo tuona, ancora, ininterrottamente. Sono rimasto chiuso in camera tutto il giorno. Non che la cosa mi sia dispiaciuta in verità. Mi sono goduto un pò di tempo per me, un ottimo servizio in camera, un rilassantissimo e profumatissimo bagno caldo con dei sali tipici locali che hanno reso la mia pelle liscia e morbida. Ma qualcosa mi tormenta e so anche cosa. L'ho visto dalla finestra uscire sul giardino per aiutare Joseph a sistemare tutto ciò che il vento forte ha portato via durante il nubifragio che seppur in maniera ridotta adesso ancora persiste. Scendo al piano inferiore per prendere un bicchiere d'acqua e per quanto mi tenga in tensione la possibilità di incrociare Nicholas so che non posso evitarlo per il resto del mio tempo. Se non altro perché domani pomeriggio dobbiamo prendere insieme l'aereo di ritorno per l'America e ci toccano altri 6 mesi di collaborazione a lavoro e se dovesse vernir meno la sintonia sul set Matthew ci ucciderà. Letteralmente. E stavolta non ci penserà due volte a sostituirci con Harry Styles e chissà chi. Dovremmo risolvere la questione al più presto. Mentre lo ripeto a me stesso riempio il bicchiere con dell'acqua corrente e ne mando giù il contenuto a grandi sorsi. Due volte.

Poi mi fiondo a piedi scalzi in camera sua. Incazzato. Pronto a dirgli qualunque cosa- Nick!-spalanco la porta di legno scuro senza bussare né chiedere permesso e la richiudo alle mie spalle.

-Tay-sembrava non aspettasse altro che me nel cuore della notte seduto all'angolo del suo letto con la sola luce di un lumino acceso a fargli compagnia-Sono stato un coglione scusami- Gli corro incontro. Si alza in piedi. Gli prendo la testa fra le mani-Ascolta, Io non lo so cosa siamo e non lo sai nemmeno tu però siamo qualcosa-Un tuono rimbomba facendo tremare mura e infissi-E so che non ti farei mai del male e non ho alcuna intenzione di ferirti o sputtanarti anche se tutto questo dovesse finire come una bolla di sapone-gli accarezzo dolcemente la nuca-Voglio risolvere con te questo problema se dovesse diventare tale. Ti voglio bene Nick, davvero. Senza troppi giri di parole, senza frasi smielate di circostanza. IO TI VOGLIO BENE-

Segue il mio sguardo con gli occhi terrorizzati e grati. Ci baciamo. Lo sovrasto facendolo cadere con la schiena sul materasso. Lo costringo a risalire lungo il letto fino al cuscino. Gli sfilo via tutto ciò che ha indosso e lui fa lo stesso con me frettolosamente come se inconsciamente avessimo messo a freno questo istinto per troppo tempo. Gli bacio il collo, la scapola liscia, il pettorale scolpito, il ventre definito. Alzo lo sguardo per cercare la sua approvazione. Non so cosa fare. So come funziona in teoria ma io non so cosa fare esattamente. Provo a seguire il ricordo di ciò che hanno fatto a me, di ciò che lui stesso ha fatto a me. Mi faccio spazio fra le sue cosce muscolose e catturo la sua erezione con la bocca. Non ne sono infastidito. E' come se lo desiderassi da così tanto tempo che mi sembra quasi naturale, un gesto ordinario.

-Oh Cristo!-la sua imprecazione mi fa temere di star sbagliando qualcosa-Dove hai imparato a farlo così bene?-Che cazzo ne so, avrò un talento naturale. Vorrei rispondergli ma sono impegnato. Provo un senso di compiacimento quando ad ogni mio movimento sento un suo lieve gemito sommesso. Una delle sue mani ricerca una mia mano che gli protendo togliendogliela via dal fianco. Si libera del suo seme nella mia gola. Decido di non sputarlo via. E' un sapore nuovo, intenso, che non ho mai conosciuto direttamente se non dai baci che ho dato dopo essermi liberato io del mio seme nella bocca altrui. Il mio cuore batte accelerato e incontrollato.

-Ti voglio ancora Nick-sussurro sulle sue labbra-Dimmi cosa posso fare-

-Con quante donne sei stato Taylor?-

-Che razza di domanda è questa?-

-Con quante donne sei entrato dalla porta sul retro?-lui prova sempre a trovare un modo per essere elegante ma è talmente eccitato e sfatto da non essere riuscito a mantenere il suo solito aplomb e la cosa mi manda letteralmente in visibilio.

-Qualcuna-ammicco malizioso.

- Posso garantirti che è esattamente la stessa cosa-

-Si ma vorrei che mi dicessi come si tocca un uomo-sussurro sulle sue labbra-Come TU vuoi essere toccato -con il pollice gli sposto via il ciuffo di capelli biondi dalla fronte. Mi faccio leva sulle braccia per non pesargli troppo sul corpo.

Allunga la mano verso il cassetto del comodino alla sua sinistra e ne recupera al suo interno preservativi e un tubetto di lubrificante e se li appoggia sul petto.

-Fa del tuo meglio e al resto ci penso io-Quel suo accento inglese urta e stuzzica ogni cellula del mio sistema nervoso. Seguo le istruzioni senza lasciarmi frenare da più alcuno scrupolo o imbarazzo. Bagno il dito indice e poi il medio con il lubrificante per farmi spazio dentro di lui. Ancora un gemito. Quando lo sento pronto infilo la mia erezione dentro di lui, centimetro dopo centimetro, facendo leva sulle ginocchia, trattenendogli una gamba verso l'alto appoggiandola alla mia spalla. Con dei movimenti decisi entro ed esco da lui abbastanza prepotentemente e affondo le dita della mano libera in una parte del suo sedere tondo e sodo. Non c'è cosa più illegale del sentirlo tirar fuori da quelle labbra perfette versi incontrollati mentre chiude gli occhi in un mix tra goduria e dolore. Raggiungo l'orgasmo qualche istante dopo, dentro di lui abbandonandomi lentamente sopra di lui, sul suo petto liscio e affannato come il mio.

Senza più un briciolo di forza per sorreggermi mi sposto su di un fianco.

-Spero tu abbia preso appunti-Mi mostra un sorriso stravolto e un viso arrossato e pieno di dolcezza.

-Già-gli solletico la spalla e poso un leggero bacio su di essa.-Sono stato bene-

-Sono 400 sterline-

-Ah quindi sei stata solo la mia escort per una notte?-sta pian piano riacquistando la sua notoria aria da perfetto idiota.

-Preferisco puttana-precisa sorridente- E puoi pagarmi anche in Dollari se ti è più comodo-

-Ti faccio un bonifico-le nostre conversazioni devono sempre vertere su un qualcosa di sarcastico. E forse stavolta è servita a tagliare la tensione e l'imbarazzo dopo quanto accaduto

Contrariamente a quanto ha appena affermato invece di scappare via o di mandarmi via, si stringe a me a cucchiaio. Lo avvolgo con tutto il corpo. Sollevo il lenzuolo e la coperta per coprire entrambi.

Fuori ha finalmente smesso di diluviare. Anche dentro di noi è tornato il sereno.




DISCLAIMER: La scena di sesso è tratta da una storia vera. Un grazie al mio migliore amico che mi ha raccontato la sua prima volta con il suo ragazzo. 

Come in un filmDove le storie prendono vita. Scoprilo ora